Castelfidardo – Via delle industrie, accordo con Autostrade per l’Italia

Trovata una soluzione per alleggerire il traffico sulla S.S. 16 e in via della Stazione

Castelfidardo – Uno squarcio di sereno sulla viabilità resa più che mai bollente in questi giorni dalle condizioni meteo, dai lavori in corso e dal sovraccarico derivante dalla chiusura del cavalcavia sull’A14.

L’Amministrazione comunale ha raggiunto l’intesa con la società Autostrade per l’Italia che si farà carico della sistemazione dell’arteria periferica Via delle Industrie, che offre una parziale ma provvidenziale alternativa per alleggerire l’emergenza creatasi in via della Stazione e sulla S.S. 16.

«Ci siamo attivati subito con gli enti interessati, consci dei gravi disagi che si stanno ripercuotendo sulle realtà industriali della zona e sul traffico – ha spiegato il sindaco Roberto Ascani -. Siamo stati in contatto costante con Autostrade per l’Italia e a seguito degli ultimi incontri alla presenza dell’ing. Giovanni Scotto Lavina, responsabile del procedimento, dei referenti tecnici del nostro Comune e di quelli di Osimo e Camerano, siamo giunti alla stretta finale».

L’ufficio tecnico comunale ha già elaborato un progetto dell’intervento ed ha acquisito dei preventivi di massima per sistemare il tratto fidardense in quella via. Ora è pronto a metterli a disposizione di Autostrade per l’Italia che si assumerà l’onere dei lavori.

Il sindaco di Castelfidardo, Roberto Ascani

«Attendiamo da un giorno all’altro la nomina del direttore dei lavori – ha concluso Ascani – da svolgersi in maniera rapida. Consisteranno nell’asfaltatura e nell’allargamento, per quanto possibile, della strada affinché possa essere percorsa su due corsie in larga parte, salvo il senso unico alternato all’altezza dello strettoia».

L’Amministrazione fidardense ha inoltre chiesto ad Autostrade di sostenere la proposta di dirottare il traffico pesante sull’A14 nei confronti della Provincia – almeno durante il periodo estivo – e tramite l’Ufficio Traffico sta studiando una più efficace segnaletica di comune accordo con le aziende, la Provincia e ANAS.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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