Castelfidardo – Via delle industrie, accordo con Autostrade per l’Italia

Trovata una soluzione per alleggerire il traffico sulla S.S. 16 e in via della Stazione

Castelfidardo – Uno squarcio di sereno sulla viabilità resa più che mai bollente in questi giorni dalle condizioni meteo, dai lavori in corso e dal sovraccarico derivante dalla chiusura del cavalcavia sull’A14.

L’Amministrazione comunale ha raggiunto l’intesa con la società Autostrade per l’Italia che si farà carico della sistemazione dell’arteria periferica Via delle Industrie, che offre una parziale ma provvidenziale alternativa per alleggerire l’emergenza creatasi in via della Stazione e sulla S.S. 16.

«Ci siamo attivati subito con gli enti interessati, consci dei gravi disagi che si stanno ripercuotendo sulle realtà industriali della zona e sul traffico – ha spiegato il sindaco Roberto Ascani -. Siamo stati in contatto costante con Autostrade per l’Italia e a seguito degli ultimi incontri alla presenza dell’ing. Giovanni Scotto Lavina, responsabile del procedimento, dei referenti tecnici del nostro Comune e di quelli di Osimo e Camerano, siamo giunti alla stretta finale».

L’ufficio tecnico comunale ha già elaborato un progetto dell’intervento ed ha acquisito dei preventivi di massima per sistemare il tratto fidardense in quella via. Ora è pronto a metterli a disposizione di Autostrade per l’Italia che si assumerà l’onere dei lavori.

Il sindaco di Castelfidardo, Roberto Ascani

«Attendiamo da un giorno all’altro la nomina del direttore dei lavori – ha concluso Ascani – da svolgersi in maniera rapida. Consisteranno nell’asfaltatura e nell’allargamento, per quanto possibile, della strada affinché possa essere percorsa su due corsie in larga parte, salvo il senso unico alternato all’altezza dello strettoia».

L’Amministrazione fidardense ha inoltre chiesto ad Autostrade di sostenere la proposta di dirottare il traffico pesante sull’A14 nei confronti della Provincia – almeno durante il periodo estivo – e tramite l’Ufficio Traffico sta studiando una più efficace segnaletica di comune accordo con le aziende, la Provincia e ANAS.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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