Castelfidardo – Sicurezza, istruzioni per l’uso

Oggi le forze dell’ordine incontrano i cittadini sul tema

Castelfidardo – Nasce da una richiesta diffusa e da un’esigenza di informazione e formazione che il sindaco Roberto Ascani ha rappresentato anche al Prefetto Antonio D’Acunto in persona nel corso di un recente colloquio svoltosi nel capoluogo, l’incontro che l’Amministrazione comunale ha messo in agenda per oggi giovedì 6 aprile.

“Sicurezza, istruzioni per l’uso”, il titolo dell’iniziativa ospitata alle 18.00 presso la sala convegni di via Mazzini, rivolta alla più ampia partecipazione della cittadinanza per fornire indicazioni utili per imparare a riconoscere e prevenire la microcriminalità.

Il Comandante della Compagnia Carabinieri di Osimo, capitano Raffaele Conforti
Il Comandante della Compagnia Carabinieri di Osimo, capitano Raffaele Conforti

I tutori dell’ordine pubblico – il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Osimo Raffaele Conforti, il luogotenente della stazione di Castelfidardo Enrico Grossi e il tenente della Polizia Locale Paolo Tondini – metteranno a disposizione del pubblico le loro conoscenze, competenze e abilità illustrando i fenomeni più comuni da cui difendersi.

L’Amministrazione dà così continuità all’impegno sul fronte della sicurezza urbana, tema sul quale intende migliorare sia in termini di prevenzione che in termini di percezione. Fra le iniziative già attuate il sistema di videosorveglianza e l’istituzione di un tavolo di lavoro con Prefettura e Questura per studiare le misure con cui contrastare furti ed altri episodi di microcriminalità.

Questo evento è solo l’inizio di una serie di incontri volti a migliorare la comunicazione fra cittadini e Forze dell’Ordine.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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