Castelfidardo – Sicurezza, istruzioni per l’uso

Oggi le forze dell’ordine incontrano i cittadini sul tema

Castelfidardo – Nasce da una richiesta diffusa e da un’esigenza di informazione e formazione che il sindaco Roberto Ascani ha rappresentato anche al Prefetto Antonio D’Acunto in persona nel corso di un recente colloquio svoltosi nel capoluogo, l’incontro che l’Amministrazione comunale ha messo in agenda per oggi giovedì 6 aprile.

“Sicurezza, istruzioni per l’uso”, il titolo dell’iniziativa ospitata alle 18.00 presso la sala convegni di via Mazzini, rivolta alla più ampia partecipazione della cittadinanza per fornire indicazioni utili per imparare a riconoscere e prevenire la microcriminalità.

Il Comandante della Compagnia Carabinieri di Osimo, capitano Raffaele Conforti
Il Comandante della Compagnia Carabinieri di Osimo, capitano Raffaele Conforti

I tutori dell’ordine pubblico – il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Osimo Raffaele Conforti, il luogotenente della stazione di Castelfidardo Enrico Grossi e il tenente della Polizia Locale Paolo Tondini – metteranno a disposizione del pubblico le loro conoscenze, competenze e abilità illustrando i fenomeni più comuni da cui difendersi.

L’Amministrazione dà così continuità all’impegno sul fronte della sicurezza urbana, tema sul quale intende migliorare sia in termini di prevenzione che in termini di percezione. Fra le iniziative già attuate il sistema di videosorveglianza e l’istituzione di un tavolo di lavoro con Prefettura e Questura per studiare le misure con cui contrastare furti ed altri episodi di microcriminalità.

Questo evento è solo l’inizio di una serie di incontri volti a migliorare la comunicazione fra cittadini e Forze dell’Ordine.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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