Castelfidardo: la “Sicurezza partecipata” passa attraverso la collaborazione dei cittadini

Si è rivelata utile l’assemblea pubblica per prevenire la microcriminalità

Castelfidardo – Aumentare la collaborazione tra cittadino e forze dell’ordine: un’alleanza strategica per effettuare interventi mirati, rapidi e risolutivi. Questo il senso dell’incontro pubblico promosso ieri dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri e il Comando di Polizia Locale, un’utile occasione di confronto su un tema sempre attuale.

Il tavolo degli oratori. Da sinistra:
Il tavolo degli oratori. Da sinistra:il maresciallo Enrico Grossi; il comandante della Compagnia Carabinieri di Osimo capitano Raffaele Conforti; il sindaco Roberto Ascani, il tenente Paolo Tondini

«I dati dei reati sono in calo ma la sensazione di pericolo è diffusa e si propaga in maniera ormai incontrollata attraverso l’onda dei social – è stata l’introduzione del sindaco Roberto Ascani – Per evitare di essere sopraffatti dai mezzi di comunicazione massivi è più che mai necessario migliorare il dialogo tra chi segnala il fatto e il tutore dell’ordine pubblico».

Il concetto di “sicurezza partecipata” si abbina dunque a quello di “prevenzione” e al “controllo di vicinato”, di cui il comandante di compagnia dei carabinieri di Osimo capitano Raffaele Conforti ha portato l’esempio pratico di Lucca per incentivarne quanto meno una forma spontanea e sottolineare l’importanza di una rete di sostegno.

«E’ un modello importato in Italia dagli Usa – ha spiegato Conforti – che ci fa riflettere sul valore dei rapporti umani: nessuno conosce le nostre abitudini meglio del vicino e può notare anomalie».

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L’intervento del capitano Conforti

In un territorio come il nostro dove la qualità della vita è ancora alta rispetto ad altre realtà, ma dove comunque i tempi sono cambiati e le risorse (leggi pattuglie e agenti), vanno ottimizzate e sostenute dall’associazionismo come qui accade con Protezione Civile e Carabinieri in Congedo, l’attivismo non deve dunque limitarsi al tam tam su facebook ma proporsi in maniera più concreta.

Come ricordato dal maresciallo Enrico Grossi e dal tenente Paolo Tondini: «È fondamentale segnalare con immediatezza ai numeri di pronto intervento ogni rumore, volto o movimento strano e adottare accorgimenti banali ma indispensabili come chiudere a chiave porte, garage e auto».

La giustizia è lenta ma inesorabile: «La collaborazione interforze e il coinvolgimento del cittadino sono tasselli imprescindibili per prevenire e contrastare la microcriminalità».

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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