Castelfidardo – 63ª Festa Anc: inaugurato il busto a Giuseppe Garibaldi

Si completa così la prima parte del parco scultoreo riservata ai padri fondatori d’Italia

Castelfidardo – Lo scoprimento del busto dedicato a Giuseppe Garibaldi ha coronato l’intensa due giorni offerta alla città dall’Anc (associazione nazionale carabinieri), nel 63° anniversario della locale sezione.

Castelfidardo – Il sindaco Ascani e Fulvia Marchiani della Fondazione Carilo scoprono il busto dedicato a Giuseppe Garibaldi

Scelto tra dieci bozzetti, il profilo dell’eroe dei due mondi è stato realizzato grazie al sostegno del Comune e della fondazione Carilo ed egregiamente realizzato da Antonio Giusti, allievo dell’Accademia di Belle Arti di Urbino diretta dal prof. Mascia, gratificato anche da una borsa di studio donata dall’Anc Castelfidardo.

Si va così a completare la prima parte del parco scultoreo riservata ai padri fondatori d’Italia inserito nel più ampio contesto del Parco delle rimembranze. «La figura carismatica, la capacità di sollevare le folle, la marcia trionfale iniziata con la liberazione di Marsala dai Borboni, attribuisce a Garibaldi una centralità e una notorietà unica nel percorso risorgimentale» ha spiegato il presidente Francesco Magi.

Castelfidardo – La Fanfara Città dei Mille

La manifestazione ha avuto come spettacolare ospite la fanfara “Città dei Mille” la cui la giubba rossa ricorda come Bergamo abbia fornito alla celebre spedizione in Sicilia il maggior numero di volontari.

Le autorità civili, religiose e militari intervenute hanno sottolineato l’importanza di continuare a battersi per l’unità e la democrazia, «trasmettendo alle nuove generazioni l’impegno della memoria e i più alti ideali patriottici» ha detto il sindaco Roberto Ascani passando il testimone al minisindaco Alessio Burini che ha rammentato l’esigenza nell’attualità di coscienza civica ed eroi civili.

Castelfidardo – Un momento del 63° anniversario dell’Associazione nazionale carabinieri

«Nulla può offuscare 203 anni di servizio, fedeltà e obbedienza ragionata alla patria e ai cittadini» ha vigorosamente sostenuto l’ispettore generale regionale Tito Honorati, evidenziando come l’Arma sia sempre in prima linea e parte integrante della stessa storia risorgimentale sin dalla battaglia di Pastrengo come in quella di Castelfidardo dove ebbe due decorati.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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