Buoni spesa alimentari, domande entro le 14 di lunedì 6 aprile

Gli importi vanno da 100 a 400 euro in base al numero dei componenti il nucleo familiare

Castelfidardo, 3 aprile 2020 – Tempi rapidi e certi per dare uno strumento concreto di sostegno in questa fase di emergenza sanitaria ed economica. Le richieste di “buono spesa alimentare” possono essere formulate sin da oggi sino alle ore 14 di lunedì 6 aprile, compilando il modulo disponibile sul sito del Comune si Castelfidardo al link: www.comune.castelfidardo.an.it/buono-spesa/, inviandolo poi ai seguenti recapiti:

  • buonospesa@comune.castelfidardo.an.it;
  • via whatsapp al numero 335 7182840
  • consegnandolo a mano previo contatto telefonico ai numeri 071 7829355 o 335 7182840 (dalle ore 8 alle ore 14).

La Giunta Ascani ha scelto di auto-produrre i coupon con un taglio del valore di 50 euro, da spendersi in un’unica soluzione per l’intero importo esclusivamente in uno degli esercizi sottoelencati.

Il “buono spesa alimentare” è concesso a nuclei residenti nel Comune di Castelfidardo in possesso di specifici requisiti di reddito ed è commisurato al numero dei componenti la famiglia variando da un minimo di 100 euo (una sola persona) ad un massimo di 400 (nucleo familiare composto da sette persone). L’ammissione al beneficio verrà valutata previo colloquio telefonico con l’assistente sociale; in caso di esito positivo, la consegna verrà effettuata direttamente agli interessati da parte del corpo di Polizia Locale, dei volontari del gruppo comunale di Protezione civile e della Croce Verde.

Criteri di massima – requisiti:

– nuclei familiari monoreddito, derivante da lavoro dipendente il cui datore di lavoro abbia richiesto ammissione al trattamento di sostegno al reddito a zero ore ai sensi del DL 18/2020;

– nuclei familiari che non siano titolari di alcun reddito e nuclei familiari monoreddito, derivante da attività autonoma il cui titolare dell’attività abbia richiesto trattamento di sostegno al reddito ai sensi del DL 18/2020;

– nuclei familiari monoreddito derivante da lavoro dipendente il cui datore di lavoro abbia richiesto ammissione al trattamento di sostegno al reddito ai sensi del DL 18/2020 a ridotto l’orario di lavoro;

– soggetti privi di qualsiasi reddito e/o copertura assistenziale;

– nuclei familiari beneficiari di reddito di cittadinanza per un importo non superiore ad € 300,00 o con reddito di cittadinanza sospeso.

Nella concessione dei buoni spesa alimentare si terrà conto del valore dei risparmi/liquidità immediatamente disponibili, alla data dell’ordinanza n.658/2020, dichiarato dal richiedente e comunque non superiore ad € 3.000,00, e si darà priorità ai nuclei che hanno saldi inferiori.

Entità buoni spesa

  • nucleo familiare composto di n. 1 persona                  € 100
  • nucleo familiare composto di n. 2 persone                  € 150
  • nucleo familiare composto di n. 3 persone                  € 200
  • nucleo familiare composto di n. 4 persone                  € 250
  • nucleo familiare composto di n. 5 persone                  € 300
  • nucleo familiare composto di n. 6 persone                  € 350
  • nucleo familiare composto da 7 persone e oltre          € 400

Esercizi aderenti: 

Sì con Te Le Fornaci Via delle Sgogge; Oasi Via Jesina; Conad Via Musone; Sma Via Montessori; Sì con Te Via Donizetti e Piazza Sant’Agostino; Biologicamente Via Foscolo; L’angolo giusto Via Cavour; Mozzarella e contorni Via Rossini; Pierucci alimentari Via Sabotino; Azienda agricola Magnaterra Via Bramante.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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