A Castelfidardo Qua la zampa non è solo un invito ma pure un impegno gravoso

Una associazione di volontari che salvaguarda l’incolumità degli animali e il loro benessere

Argo
Argo

Castelfidardo. Grazie all’interesse e all’esortazione di un assessore provinciale, preoccupato per il crescente problema del randagismo, dell’abbandono degli animali, del sovrannumero e mala gestione dei canili, nel 2003 nasce l’associazione onlus Qua la zampa. Con lo scopo di tutelare gli animali nel territorio sotto qualsiasi aspetto.

All’inizio, dopo qualche collaborazione fallimentare con altre strutture del settore, la responsabile della onlus, Ivana Carini, decide di mantenere rapporti solo con il canile di Jesi. Una struttura privata molto competente e collaborativa. Terminata anche questa collaborazione i cani di Castelfidardo vengono trasferiti al canile di Falconara.

Al momento della fondazione di Qua la zampa, i cani di Castelfidardo in attesa di una sistemazione erano circa una settantina. Oggi, grazie a questa associazione e ai suoi volontari, i cani sono scesi a sei. Un notevole decremento facilitato dall’avvio di una campagna di sterilizzazione dei cani di privati, avviata a suo tempo con la passata amministrazione. In pratica, Qua la zampa offriva un contributo economico per operare i cani, diminuendo così, oltre al rischio di malattie,  il numero di nuovi cuccioli e l’alta probabilità del loro abbandono da parte dei proprietari privati.

Ma non solo, perché diminuendo il randagismo l’associazione contribuiva al contenimento dei costi comunali per il mantenimento dei cani all’interno dei canili. Costi non indifferenti se si considera che mediamente un animale costa circa 2 euro al giorno.

Balto
Balto

Anche la nuova amministrazione comunale sembra essere molto sensibile e partecipe alla causa. A breve ci sarà fra le parti un incontro volto a pianificare la collaborazione. Una delle proposte che Qua la zampa metterà sul tavolo comunale è mirata a creare collaborazione con le guardie zoofile di Lega Ambiente, per aiutare i vigili nell’attività di denuncia di maltrattamenti o recupero di cani abbandonati o randagi.

Campero
Campero

I volontari dell’associazione compiono diverse attività. Alcuni sono presenti in Commissione regionale, e si stanno battendo per cambiare la legge sulla tutela degli animali e sulla loro salvaguardia, come vietarne la vendita, l’esposizione in vetrine o la presenza nei circhi. Altri si occupano di fare annunci per l’affido di cani e gatti senza un padrone. Quando si viene in contatto con una famiglia interessata, procedono con il pre-affido. Invitano più volte il potenziale proprietario a far visita all’animale presso il canile. Così da prendere confidenza con lui e iniziare ad interagire.

In un secondo momento si passa al post-affido, che consiste nel verificare il luogo e la nuova casa casa dell’animale affinche risulti ottimale per il soggetto.

Oltre ai volontari che si occupano dei cani, ci sono alcune signore che si occupano unicamente delle colonie di gatti nel territorio di Castelfidardo. È un impegno notevole da svolgere tutti i giorni e che non prevede ferie. Giorni festivi inclusi, visto l’elevato numero di gatti da seguire. La sterilizzazione e la vaccinazione dei felini rientrano nei compiti quotidiani delle signore, e le spese per questi interventi gravitano in toto sull’associazione. Una onlus, come detto, che riceve fondi attraverso donazioni di privati, mercatini o manifestazioni varie. Il 28 agosto, per esempio,  presso il Tropical Beach di Palombina – l’unico stabilimento balneare nella provincia di Ancona autorizzato ad ospitare cani – è stata organizzata una festa per bambini con diverse attività. Laboratori di pittura di sassi, palloncini e altri giochi, più una gara di sculture di sabbia la cui quota di iscrizione è stata interamente devoluta in beneficenza all’associazione Qua la zampa. Al termine, gelato per tutti, cani compresi.

Ci sono poi aziende della grande distribuzione che regalano alla onlus tutta una serie di prodotti prossimi alla scadena, così questa è in grado di ridistribuirli sia ai canili che ai privati che versano in condizioni disagiate.

Penny
Penny

Chi volesse partecipare come volontario alle attività di Qua la zampa, può contattare l’associazione telefonicamente al numero: 348 1033042 (possibilmente ore pasti), oppure inviando una e-mail a qualazampa_castelfidardo@hotmail.it

Invece, per chi non può essere fisicamente tra le fila di volontari, ma vuole comunque dare un contributo, può trovare tutti gli estremi sulla pagina internet: http://www.qualazampa-castelfidardo.org/aiutaci.html

In ultimo, chi volesse restare aggiornato sugli eventi proposti dall’associazione, o volesse conoscere gli annunci di animali da adottare può consultare la pagina Facebook: https://www.facebook.com/Associazione-Qua-La-Zampa-Onlus-113028735436104/?fref=ts

Gli animali sono in grado di donarci molto, ricambiare è un atto dovuto.

le foto degli animali presenti nell’articolo si riferiscono tutte a cani in attesa di adozione.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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