A Castelfidardo è arrivata l’illuminazione pubblica a Led

La nuova tecnologia garantisce risparmio energetico, economico ed ambientale

Castelfidardo, 16 marzo 2021 – Un intervento consistente per un importo complessivo di 400mila euro, di cui 300mila finanziati dalla Regione Marche, per riqualificare un terzo dei punti luce presenti in città, ottenendo significativi benefici sia dal punto di vista del risparmio energetico che economico.

A Castelfidardo è iniziata l’era della tecnologia Led: il primo stralcio del programma di “relamping” prevede il montaggio di ben 834 innovative lampade a led (Light Emitting Diode) in sostituzione dei modelli tradizionali, e riguarda sia gli impianti dedicati alla rete stradale sia quelli installati nei parchi pubblici.

In questa fase preliminare, fa sapere l’Amministrazione comunale, le zone interessate sono Crocette, Campanari, Acquaviva e una porzione dell’area industriale del Cerretano. Il successivo step, già programmato, prevede la sostituzione di tutti gli impianti cittadini.

Oltre al passaggio dal sodio al led, il bando prevede anche la fornitura di un pannello elettronico informativo che verrà posizionato in Via Donizetti di fronte all’ingresso del Parco del Monumento e l’installazione di altre otto telecamere, ad integrazione delle 80 preesistenti che compongono un sistema di videosorveglianza già all’avanguardia.

Previsti, inoltre, ulteriori tre punti wi-fi che si aggiungono ai 12 già attivi per estendere il servizio gratuito di connettività negli spazi pubblici del Parco del Monumento. Per l’occasione, tramite il partner tecnico Connesi, verrà installata a breve una web-cam che inquadrerà stabilmente il gruppo bronzeo simbolo della Battaglia del 1860, trasmettendone in diretta le immagini al Museo centrale del Risorgimento presso il Vittoriano in Roma dove è custodito un bozzetto dell’opera di Vito Pardo.

Castelfidardo – L’assessore Romina Calvani

«Il vantaggio di questa operazione di restyling – spiega l’assessore Romina Calvanioltre a garantire una maggiore efficienza nella qualità dell’illuminazione stessa ed una migliore intensità e sensibilità agli occhi, è anche evidente in termini di bilancio: il canone annuale pagato dal Comune vedrà una riduzione di circa 50.000 euro sin da questa prima tranche».

Senza dimenticare che grazie alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, anche l’ambiente ne beneficerà!

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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