Una nuova Banda per Camerano?

Iniziativa di Fucina Musica per far rinascere il corpo bandistico

Camerano. Hai un’idea? Parlane in pubblico, vedrai che qualcosa salta fuori. Terra terra, questa è una delle mille regole del marketing ma evidentemente funziona. Nell’ultimo Consiglio comunale il consigliere di minoranza Lorenzo Rabini aveva sottolineato la mancanza in paese di una banda musicale. L’assessore alla Cultura Ilaria Fioretti gli aveva risposto dicendo che l’amministrazione si stava muovendo per la rinascita del sodalizio musicale. Ci credevano in pochi, considerato che dallo scioglimento del vecchio gruppo erano passati quattro anni senza che si fosse riusciti nell’impresa. Invece no. Aveva ragione l’assessore.

Camerano avrà presto una nuova banda musicale?
Camerano avrà presto una nuova banda musicale?

Parlarne in pubblico – meglio, in Consiglio – è servito. Qualcosa si muove. Il Comune, in accordo con l’associazione Fucina Musica che gestirà l’iniziativa, ha fissato un incontro per lunedì 28 novembre alle 21.15 presso la sala musica in via Alcide De Gasperi, nel plesso della scuola media S. Pellico.

All’incontro è invitato tutto il paese: musicisti, strumentisti e curiosi. Purché interessati a sostenere e a promuovere una nuova esperienza bandistica.

Sì, avete letto bene, c’è l’intenzione di far rivivere la banda a Camerano e l’Amministrazione e Fucina Musica si sono messi d’accordo per provarci seriamente.

Uno dei laboratori musicali curati da Fucina Musica
Uno dei laboratori musicali curati da Fucina Musica

Ora la palla passa ufficialmente ai cameranesi. Saranno loro, infatti, a dover dimostrare di volerla davvero una banda. Come? Dando la loro disponibilità, mettendo la loro capacità musicale a disposizione ma, soprattutto, dimostrando di accettare il progetto che verrà loro proposto. L’idea è semplice: coinvolgere gli storici bandisti e affiancargli giovani aspiranti musicisti.

La storia narra che la prima banda venne costituita ufficialmente a Camerano nel 1896, anche se alcuni documenti ne fanno menzione nel 1887. Un passato storico e glorioso, dunque, interrotto platealmente nel 2012 con le dimissioni del presidente Flavio Angeletti seguito a ruota da tutto il direttivo. Da allora, non c’è stato modo di ricostituirla.

Che questa sia la volta buona?


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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