Tornano a salire a Camerano i numeri dei positivi al virus e delle quarantene

Chiusa la materna Umbriano fino al 6 maggio. L’appello preoccupato del sindaco Del Bello

Camerano, 28 aprile 2021 – Attraverso la pagina social del Comune, il sindaco Annalisa Del Bello ha anticipato ad oggi l’aggiornamento del venerdì sulla situazione in città dei contagi da Covid: «Lo faccio perché la situazione sta peggiorando», ha sottolineato la prima cittadina.

Dunque, ad oggi, i casi di positività al virus sono saliti a 23 mentre le quarantene a 49. Venerdì 23 aprile i positivi erano 16 e le quarantene 14.

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«La scuola materna Umbriano è chiusa per 3 casi dì positività e quindi gli altri bambini ed insegnanti resteranno in quarantena fino al 6 maggio», informa la Del Bello rivolta ai propri concittadini, ricordando loro che: «iĺ virus non è sconfitto, vi prego, rispettate le regole per evitare iĺ propagarsi del contagio!»

A preoccupare, infatti, è proprio il non rispetto dell’uso della mascherina e delle distanze. «Le forze dell’ ordine controllano la situazione dei parchi – avverte ancora il Sindaco – se vedete che ci sono già tante persone, evitate di entrare: gli assembramenti sono vietati. Mettiamo la testa ed il cuore nelle nostre azioni!»

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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