Sventato un altro assalto al Centro Grotte Center

Tentativo di furto all’interno dell’esercizio Blue Spirit fallito grazie all’intervento dei carabinieri della Compagnia di Osimo

Camerano, 7 settembre 2018 – Intervento tempestivo dei carabinieri della Compagnia di Osimo questa notte, intorno alle 2:00 circa, in località Aspio del Comune di Camerano a seguito dell’allarme antifurto scattato presso il Centro commerciale Grotte Center in Via Campo Aviazione 17.

Ignoti, dopo aver forzato le porte d’ingresso laterali del Centro, e dopo aver forzato la saracinesca del negozio, si erano introdotti all’interno dell’esercizio Blue Spirit. Frantumate le vetrine espositive, avevano asportato numerosi orologi e monili in oro e argento.

All’arrivo dei militari i malfattori si sono dati alla fuga attraverso i campi circostanti, abbandonando la refurtiva sul posto e riuscendo a far perdere le proprie tracce. Le ricerche, tuttora in corso, hanno fornito esito negativo. La refurtiva è stata recuperata e restituita alla responsabile del negozio: Daniela Bontempi residente a Falconara Marittima. I danni a strutture e vetrine del negozio sono coperti da assicurazione.

Dalle immediate indagini e dalla visione parziale delle immagini delle telecamere di videosorveglianza dell’esercizio, è emerso che i malfattori, circa otto e probabilmente dell’est Europa, con la complicità di un palo sono scappati attraverso i campi in direzione di Castelfidardo. Ricercati in tutta la Val Musone, probabilmente si sono garantiti la fuga grazie all’utilizzo di qualche autovettura “pulita”.

Dal “modus operandi” e da alcune azioni similari, gli inquirenti non escludono che possa trattarsi della stessa banda che lo scorso 3 settembre ha messo in atto l’assalto al distributore “Q8” di Castelfidardo in Via Jesina.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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