Striscione anonimo di protesta al campetto Ballarini

È comparso ieri appeso alla rete di recinzione e firmato con la sigla sibillina “U15”

Camerano, 9 dicembre 2020 – “Con i giusti limiti ma… fateci allenare, U15”. È questa la scritta riportata in modalità anonima su uno striscione attaccato alla rete di recinzione del campetto Ballarini, comparsa ieri all’improvviso.

Più o meno alla stessa ora in cui in Piazza Roma veniva acceso l’albero di Natale, nel campetto in cemento del parco giochi in Via Scandalli ignoti hanno affisso due pezze bianche che riportano la curiosa protesta scritta probabilmente con una bomboletta spray di colore nero.

Che poi, proprio anonima la protesta non è dal momento che una firma c’è anche se criptica: “U15”. Che potrebbe voler significare Under 15, nel qual caso si potrebbe ipotizzare che sono stati i ragazzini cameranesi a voler esternare la propria insofferenza al perdurare di un’emergenza da Covid-19 che limita di parecchio la loro voglia di fare sport. Considerato, oltretutto, che il campo di calcio Montenovo in questi giorni è interessato da nuovi lavori di manutenzione alla recinzione e all’illuminazione.

Altra ipotesi. L’estemporanea esternazione su lenzuolo potrebbe essere dovuta al ritardo dell’Amministrazione comunale nel ricollocare nel campetto le due porte da calcetto tolte da circa un anno e mai tornate al loro posto. Il 25 novembre scorso, la stessa Amministrazione aveva annunciato il ricollocamento delle porte, ma sono passate due settimane e delle porte neppure l’ombra. Un ritardo che forse ha davvero esasperato la pazienza dei ragazzi Under 15.

Nell’attesa di svelare l’arcano, resta quel grido afono ma potente: “Con i giusti limiti ma… fateci allenare. U15”

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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