Ruba un’auto poi l’abbandona perché senza benzina

Il ladro, evidentemente alle prime armi, è scappato a piedi

Camerano – Si deve all’occhio attento di un consigliere comunale, Roberto Roldi, a cui non è sfuggita una sosta anomala di un veicolo posteggiato da giorni a lato di una delle strade più trafficate di Camerano, se la Polizia locale è riuscita a venire a capo di un furto dalle caratteristiche anomale.

Da giorni in Via Papa Giovanni XXIII c’era un’auto posteggiata sempre nello stesso modo, segno che nessuno la spostava. L’anomalia è saltata agli occhi del consigliere che ha avvisato la Polizia locale.

I vigili sono così risaliti al proprietario della vettura, il 65enne A. N. che, interpellato, ha confermato come l’auto gli fosse stata rubata qualche giorno prima dal parcheggio dell’ospedale di Torrette dove si era recato per una visita. All’uscita dal nosocomio non l’aveva più trovata e ne aveva denunciato il furto.

Il successivo controllo dell’auto da parte dei vigili ha permesso di scoprire che l’indicatore del livello del carburante era azzerato. Il serbatoio della benzina era completamente a secco. Il proprietario, infatti, confermava che il giorno del furto l’auto era in “riserva”.

Il ladro incauto, nell’impossessarsi abusivamente del mezzo, non si era accorto della mancanza di carburante. Giunto a Camerano, l’auto è andata in panne, lui l’ha parcheggiata come ha potuto e se l’è svignata a piedi.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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