Partito il secondo stralcio dei lavori allo stadio Montenovo

Spesa prevista 222mila euro. Tornano anche le porte al campetto Ballarini e spunta una nuova altalena nel parco giochi di Via Scandalli

Camerano, 25 novembre 2020 – Sono iniziati i lavori del secondo stralcio presso lo stadio comunale Daniele Montenovo, lavori che prevedono una spesa di 222mila euro.

Nel primo stralcio del progetto (460mila euro) volto all’adeguamento ed efficientamento dello stesso, era stata rifatta interamente la gradinata, gli accessi al campo, i bagni per il pubblico, la biglietteria. Era stata creata una zona dedicata all’infermeria, così come il bagno per i disabili, e installate due nuove torri faro con luci a led.

In questo secondo stralcio, verranno sostituite tutte le palizzate dietro le due panchine che ospitano i giocatori e, di conseguenza, verrà sostituita la recinzione lungo tutto il perimetro del campo di gioco. Previsto, inoltre, il completamento dell’installazione delle altre due torri faro sempre con illuminazione a led, la sostituzione delle panchine e altre opere accessorie. In seguito, è prevista la realizzazione della copertura della parte centrale della gradinata.

Camerano – La nuova altalena installata nel parco giochi di Via Scandalli

Ma i lavori in corso per le migliorie delle attrezzature sportive e di svago a Camerano non finiscono qui. È stata installata una nuova altalena nel parco giochi di Via Scandalli. A breve, verranno finalmente riposizionate le nuove porte nel sottostante campetto di calcetto Ballarini: mancano da circa nove mesi… In ultimo, verranno sostituiti anche i canestri nel “mini pitch” di Colle Lauro.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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