Oggi, 2 novembre, scuole chiuse in attesa delle verifiche tecniche e raccolta beni prima necessità

Camerano. Aggiornamento sulla situazione in essere a seguito delle ultime scosse. La terra continua a tremare anche dalle nostre parti ma l’intensità è diminuita e molte non si avvertono neppure.

Sul territorio il contesto si va normalizzando mentre, lungo la riviera, è iniziata l’ospitalità alle migliaia di sfollati dai Comuni del maceratese particolarmente colpiti. Riassumiamo nel dettaglio dopo un colloquio informativo con il sindaco, Annalisa Del Bello.

il centro di Camerano
il centro di Camerano

Scuole. Oggi, mercoledì 2, restano chiuse le scuole di ogni ordine e grado in attesa delle ultime verifiche che: «Contiamo di terminare in tarda mattinata – informa il sindaco – se non si riscontreranno anomalie verranno regolarmente riaperte giovedì 3».

Impianti sportivi. Le verifiche hanno dato esito negativo. Gli impianti funzionano regolarmente già da lunedì.

Abitazioni. Non si è registrato nessun crollo, solo qualche crepa che non desta allarmismi. Diversi privati hanno richiesto un sopralluogo della propria casa in via cautelativa.

Anche al Carrefour è rientrato tutto nella normalità ed è stato riaperto al pubblico dopo il giorno di chiusura precauzionale del 30 ottobre, quello della scossa di maggiore intensità.

Da segnalare. Si sono verificati in zona episodi di tentata truffa nei confronti di privati cittadini. Alcuni soggetti cercano di entrare nelle abitazioni spacciandosi per tecnici comunali inviati a controllare lo stato di salute dell’immobile. Si raccomanda, soprattutto alle persone anziane, di non far entrare in casa sconosciuti.

Sfollati. Al momento Camerano non è coinvolto nell’ospitalità alle persone che scappano dai luoghi più colpiti. La maggior parte vengono accolte in strutture turistiche lungo la riviera, principalmente alberghi e campeggi.

Al momento un camping di Numana ospita 300 sfollati, ma il numero è destinato a salire.

Camerano si è adoperato per una raccolta beni di prima necessità che verranno consegnati direttamente al camping in questione. C’è bisogno di cibo a lunga conservazione e tutto quanto occorre per l’igiene personale. I responsabili del camping numanese, inoltre, avrebbero necessità di un gazebo e di una lampada a fungo da riscaldamento.

È stato attivato un centro raccolta dei beni in questione presso il Comune. Funzionerà oggi, 2 novembre, dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19 e, se necessario, verrà ripetuto anche domani, stesso orario.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Viviamo il tempo del “minimo sindacale”

Stai sereno, la vita è bella, goditela e tira a campà!


Camerano, 30 luglio 2022 – Il salario minimo sindacale è quella retribuzione fissata per contratto sotto la quale non è possibile andare. A seconda dei punti di vista, una garanzia per il lavoratore che sa di poter contare almeno su quel minimo di stipendio; una scocciatura per il datore di lavoro che sa, pur avendone l’intenzione, che sotto quella soglia minima non può pagare le prestazioni dei suoi dipendenti.

Da qui nasce, per osmosi, nel mondo del lavoro così come in quello della cultura del sociale o della politica, il detto: “fare il minimo sindacale”. Cioè, adoperarsi per introdurre fatica, idee, azioni, decisioni, al minimo delle proprie possibilità o capacità, giusto quel poco necessario a giustificare la propria presenza, il proprio impegno o il proprio ruolo. “Tira a campà”, direbbe Enzo Jannacci.

Ecco, tirare a campare, senza sforzarsi minimamente per fare di più e dare il meglio di sé, rende l’idea dei tempi che stiamo vivendo. In generale, la società del terzo millennio sta tirando a campà. Offre, di sé, il minimo sindacale grazie al quale poter giustificare la propria esistenza. Questo non significa che non ci sia nessuno capace di dare il meglio di sé: qualche imprenditore che si fa un mazzo così e anche di più per provare ad affermarsi; i tanti lavoratori che si fanno lo stesso mazzo per provare con dignità a portare la famiglia a fine mese sono tantissimi.

Concettualmente, però, la sensazione è che i furbetti del minimo sindacale siano piuttosto diffusi. A livello culturale, ad esempio, il decadimento è impressionante. Sono sempre meno quelli che leggono libri, vanno a teatro o al cinema, ascoltano musica classica. I musei vengono visitati in massa ma solo quando l’ingresso è gratuito. Però i concerti in spiaggia di Jovanotti sono sold out. E, a proposito di musica, la qualità della produzione musicale dell’ultimo decennio e forse più è davvero scadente (non lo dico io ma gli specialisti del settore). Non si scrivono più canzoni capaci d’emozionare, tanto che gli autori sono stati invitati ad impegnarsi “oltre il minimo sindacale”.

In politica poi, c’è il peggio del peggio, sia a livello locale sia a livello nazionale. Amministratori, Onorevoli e Senatori, gente che ha scelto di governare un Comune, una Provincia, una Regione, una Nazione, anziché muoversi per far progredire e migliorare lo status quo si accontentano di fare il “minimo sindacale”. Tirano a campà solo per garantirsi la poltrona e, così facendo, anziché migliorarlo lo status quo spesso lo peggiorano. Trovare alibi per loro, in questi ultimi anni, è stato facilissimo: la perdita di potere dei partiti, la mancata crescita economica, la pandemia, l’inflazione galoppante, la guerra in Ucraina, il vaiolo delle scimmie… Ma gli alibi servono a giustificare le sconfitte.

Dopo i tanti governi tecnici, a settembre il popolo tornerà alle urne per eleggere i propri rappresentanti politici i quali, lancia in resta, hanno già iniziato a sciorinare programmi e promesse a tutto spiano. Programmi e promesse che, come succede da circa settant’anni, verranno puntualmente disattesi. I nuovi eletti attueranno, come sempre, il “minimo sindacale” necessario a non essere mandati a casa anzitempo.

Succederà ancora e la colpa sarà mia. Perché continuo a permettere che tutto ciò accada senza far nulla per evitarlo. Perché io, italiano, sono fatto così: purché non mi si rompano le scatole, mi si garantisca l’assistenza sanitaria e la pensione, e mi si faccia pagare poche tasse, sono disposto a fare l’italiano al “minimo sindacale”. Stai sereno, la vita è bella, goditela e tira a campà!

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