Lo stadio Daniele Montenovo si rifà il look

Partiti i lavori di ristrutturazione dell’impianto sportivo comunale. L’intervento costerà 460mila euro

Camerano, 9 giugno 2018 – Da circa una settimana sono partiti i lavori di adeguamento e ristrutturazione di una parte dell’impianto sportivo cameranese dedicato al calcio.

«I lavori al campo sono riferiti all’adeguamento della struttura per la sicurezza antincendio ed uscite di sicurezza – spiega in modo conciso il sindaco Annalisa del BelloConsistono nella realizzazione di una nuova tribuna, la realizzazione della nuova biglietteria, del locale infermeria e primo soccorso, e nuovi sevizi igienici per disabili».

Camerano – Com’era l’ingresso dell’impianto che ospita la sede e il campo da gioco del Camerano calcio
Camerano – Oggi, demolito il vecchio ingresso per far posto alla nuova biglietteria

Una ristrutturazione, quest’ultima, dovuta anche al salto di categoria della prima squadra gialloblu che due stagioni fa è stata promossa in Eccellenza. E dunque con nuovi parametri da rispettare in merito all’impianto.

Lavori di adeguamento partiti con un anno di ritardo rispetto alla tabella iniziale. Un ritardo dovuto principalmente alle lentezze burocratiche per la concessione del mutuo da parte del credito sportivo con cui è stato finanziato l’intervento.

Camerano – Le vecchie e gloriose gradinate del Montenovo…
… oggi completamente demolite per far posto alla nuova tribuna in fase di costruzione

«L’importo dei lavori ammonta a 460mila euro – spiega ancora la prima cittadina – finanziati con mutuo del credito sportivo e fondi propri». Senza però quantificare a quanto ammonti l’importo del mutuo e quanto sia la parte di fondi propri investiti direttamente dal Comune. «Il termine dei lavori è previsto entro novembre». Dunque, a campionato già iniziato da circa tre mesi.

Lo stadio Daniele Montenovo è stato completamente ristrutturato  nel 2013, come si legge nel sito ufficiale del Camerano calcio. Con quest’ultimo intervento, la spesa complessiva che il Comune ha dedicato all’impianto negli anni – terreno in erba sintetica di 104 x 60 m. e capienza di circa 2000 spettatori – supera abbondantemente il milione di euro.

 

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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