Interventi alla viabilità nel territorio di Camerano

Chiusure temporanee di alcune vie e traffico a senso unico alternato

Camerano. Maltempo e scosse telluriche sono all’origine di alcuni interventi sulla viabilità e su alcuni edifici del centro storico. Una conseguenza diretta delle forti perturbazioni meteorologiche avvenute il 22 e 23 marzo dell’anno in corso, intense e copiose, che hanno causato frane, smottamenti, tracimazione delle acque dei fossi camperecci delle aree agricole sulle sedi stradali.

Ma pure le scosse telluriche di ottobre hanno lasciato il segno in qualche edificio, obbligando l’amministrazione ad intervenire come nel caso dell’edificio datato dell’ex Imperia.

Vediamo gli interventi nel dettaglio.

Via delle Mura

Chiusura totale della via dalle 8 del 14 novembre alle 18 del 22, anche in orario notturno. Quantomeno, fino al completamento dei lavori con lo sbarramento completo dell’accesso a monte  e a valle.

Il tratto è interessato dal cantiere della ditta Sandro Baldini di Camerano che deve eseguire lavori urgenti anche in quota, avvalendosi di una piattaforma aerea, per la manutenzione della facciata dell’edificio denominato ex Imperia.

Il mercato infrasettimanale si dovrebbe svolgere con regolarità. Nell’eventualità dovessero sorgere problemi con il cantiere, verrà spostato come già altre volte in Piazza Aldo Moro.

I lavori sul cavalcavia della A14
I lavori sul cavalcavia della A14

 Via Sbrozzola

Sempre come diretta conseguenza delle perturbazioni primaverili, si dovrà intervenire per la manutenzione del manto stradale in via Sbrozzola, in corrispondenza del fiume Aspio.

Il 14 e il 15 novembre, dalle ore 7 alle ore 19, nel tratto in questione funzionerà un semaforo per regolare il traffico a senso unico alternato.

Alla dittà Carlo Crescimbeni di Cingoli il compito di posizionare la necessaria segnaletica.  Compito facilitato se si considera che il tratto di strada in questione attualmente è chiuso al traffico per gli interventi di rialzo del cavalcavia sulla A 14. Dunque, l’ordinanza in questione è limitata al traffico dei locali insediamenti industriali compresi fra la A14 el fiume Aspio.

Sentiero pedonale di collegamento fra via Corraducci e via Don Minzoni

A causa di interventi di manutenzione sul sentiero, interdizione al passaggio pedonale dalle ore 13 del 15 novembre fino alle ore 19 del 18 novembre, continuativa.

Inoltre, applicato il divieto di sosta per tale periodo dal civico n. 3 di via Don Minzoni fino all’intersezione con via Repubblica.

La ditta Carlo Crescimbeni di Cingoli, incaricata dei lavori, si occuperà del posizionamento di tutta la segnaletica stradale temporanea

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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