Il sindaco Oriano Mercante inaugura l’Hangar Silverback a Camerano

In Via Osimana la sede del marchio streetwear

Camerano, 12 ottobre 2022 – Nella mattinata odierna il sindaco Oriano Mercante ha inaugurato l’Hangar Silverback. La nota più che striminzita e senza alcuna spiegazione – come di consueto ormai per questa Amministrazione – apparsa sulla pagina social del Comune recita solamente: “Ecco alcuni scatti dell’inaugurazione dell’Hangar Silverback di Camerano”, e nulla più.

Camerano – Taglio del nastro del sindaco Oriano Mercante alla Silverbach (foto tratta dalla pagina Facebook del Comune di Camerano)

Tanto che l’unico commento al post di una cameranese, che ha osato provare ad andare oltre, è stato: “Di cosa si tratta?”, supportato da tre like di altrettanti ardimentosi curiosi. Ma come, in una realtà dove la reiterata chiusura di attività commerciali hanno desertificato il centro paese, lei, Sindaco, ne inaugura una e non dà spiegazioni?

Corriere del Conero ha provato ad approfondire la carbonara inaugurazione, provando a chiamare il cellulare della Silverbach. Risultato, nessuna risposta. Però qualcosa dovremmo averla capita. La Silverbach, con sede in Via Osimana 70/a a Camerano, è un’azienda che si dovrebbe occupare (il condizionale è d’obbligo) di abbigliamento: accessori, canotte, cappelli, felpe, giacche, pantaloni, polo e t-shirt. Un marchio innovativo, che è anche uno stile di vita, che s’ispira alla Streetball 3 x 3, una sorta di pallacanestro che anziché con cinque si gioca con tre giocatori per squadra.

(foto tratta dalla testatina del sito web ufficiale della Silverbach)

E fin qui, tutto bene. L’Hangar inaugurato a Camerano invece, se abbiamo ben interpretato, non è il garage di un aereo bensì il campo di gioco della Streetball. C’è un’altra curiosità: Il Silverback Team è Campione Nazionale RedBull Half Court 2021, il torneo Streetball più ambito al mondo.

Resta un arcano da svelare: chi sono i titolari della Silverbach? Non si sa, dal momento che non compaiono sulla pagina Facebook né sul sito web ufficiale dell’azienda. D’altro canto, non li cita neppure il sindaco Oriano Mercante. Fossimo a Napoli ci verrebbe da chiudere con la locuzione “Aumm aumm”… Siccome siamo a Camerano, chiudiamo con un eloquente “Zitti e Buoni” di Måneskin memoria.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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