Il Comune di Camerano ha pagato gli arretrati alle educatrici dell’asilo nido

Le lavoratrici non percepivano lo stipendio dal marzo 2022 per il fallimento della cooperativa che gestiva il servizio

Camerano, 23 luglio 2022 – In merito alla vicenda dell’asilo nido di Camerano, il cui personale per alcune mensilità non è stato pagato dalla ditta appaltatrice del servizio, il Comune fa sapere di essersi sostituito alla ditta inadempiente nel pagamento dei servizi dovuti.

la denuncia dell’anomala situazione delle dipendenti non pagate risale al sei luglio scorso per voce della Fisascat Cisl Marche, che aveva portato all’evidenza della cronaca la gravissima situazione in cui versavano le lavoratrici dell’asilo nido di Camerano che non percepivano alcuna retribuzione dal mese di marzo 2022.

La cooperativa che gestiva il servizio, la Eurotrend Assistenza di Biella, posta in liquidazione coatta amministrativa, dallo scorso mese di aprile non aveva più erogato le retribuzioni né inviato alle lavoratrici i Lul paventando problemi al proprio sistema informatico.

Le lavoratrici, per il tramite dei legali della Fisascat Cisl Marche, avevano richiesto il pagamento delle spettanze loro dovute al Comune di Camerano, in qualità di committente del servizio, ai sensi dell’art. 1676 c.c.

C’è voluto del tempo, ma nella serata del 22 luglio il Comune di Camerano ha concluso i pagamenti degli stipendi rimasti in sospeso, spiegando così le lungaggini: «L’arretratezza è dovuta a questioni burocratiche non imputabili al Comune, nello specifico, in quanto i pagamenti potevano essere effettuati congiuntamente alla parte contributiva, rispetto alla quale l’ente ha dovuto chiedere collaborazione all’inps e dare l’incarico a un professionista esterno all’Inps stessa.

Un ringraziamento va alle educatrici del nido per la fiducia riposta nell’Amministrazione comunale che, grazie al proficuo impegno dei dipendenti comunali, è riuscita a concludere tutte le pratiche entro la settimana».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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