Egiziano minorenne guidava senza patente un’auto non in regola

Inseguito e bloccato dai carabinieri dopo aver forzato un posto di blocco in Via Colle Lauro

Camerano, 30 luglio 2018 – Deferito in stato di libertà dai carabinieri della locale stazione, per i reati di: resistenza a Pubblico ufficiale – sostituzione di persona – falsa attestazione o dichiarazione sull’identità, un giovane minorenne identificato per: A. W. A. M. H., nato in Egitto nel 2000, residente ad Ancona, celibe operaio, incensurato, in regola sul territorio nazionale

Arrivato ad un posto di blocco dei militari lungo Via Colle Lauro al volante di un’Alfa Romeo 147 e invitato all’alt, il giovanissimo egiziano non si fermava. Anzi, incurante della paletta alzata dal carabiniere sulla carreggiata, accelerava e forzava il posto di controllo.

Un posto di blocco dei carabinieri (foto d’archivio)

Fortunatamente illesi, i carabinieri si sono posti al suo inseguimento raggiungendolo nel volgere di poco e bloccandolo. I successivi accertamenti hanno rivelato che il giovane era sprovvisto di documenti, e che sull’auto che stava guidando era in atto un fermo amministrativo.

Condotto nella sede della Compagnia di Osimo, e approfondite le indagini, è emerso che il giovane all’atto del controllo aveva fornito false generalità e che l’identità dichiarata apparteneva al fratello maggiorenne convivente. Di fatto, lui era minorenne e sprovvisto di patente di guida.

Al termine delle formalità di rito, il minore è stato deferito a piede libero alla competente autorità giudiziaria e riaffidato ai genitori. L’Alfa Romeo è stata sequestrata.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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