È di Camerano il fondatore della pagina Facebook Sei Marchigiano se

Un vero successo social che coinvolge tutta la regione

Camerano – I social network incidono sempre più nella comunicazione di massa. ‘La gente ha smesso di leggere’ lamentano i media cartacei, cercando di far passare il messaggio dell’incomunicabilità. Non è vero, e chi li edita lo sa benissimo. La verità è che la gente ha cambiato il proprio modo di comunicare.

Probabilmente, legge e scrive più di quanto facesse in passato ma, semplicemente, ha cambiato strumenti: dalla penna, dalle lettere e dal cartaceo è passata ai tasti di un computer o di uno smartphone; ai blog, alle testate online, alle pagine Facebook.

Un esempio importante in tal senso arriva proprio da Camerano, a riprova del fatto che ormai non esistono più i grandi centri dell’informazione come Milano, Roma, Torino, e l’input iniziale di una comunicazione di grande interesse può partire anche da un piccolo centro della provincia.

Camerano – Igor Cruciani, il fondatore della pagina Facebook “Sei Marchigiano se”, un vero successo della comunicazione social

Si chiama Igor Cruciani, è nativo della Calabria ma vive da sempre a Camerano in provincia di Ancona. Ha 41 anni , sposato con Sara, e lavora in un laboratorio di prototipazione, mentre nei weekend collabora all’organizzazione di eventi. È il creatore e fondatore della pagina facebook marchigiana più in voga del momento: Sei Marchigiano se, 87 mila persone che hanno messo “mi piace” alla pagina e che la seguono giornalmente.

Un vero successo social! Igor, l’ha fondata per gioco e senza pretese 4 anni fa, restando nell’anonimato. La pagina, anno dopo anno è cresciuta parecchio, una media annua di circa 22 mila nuovi adepti. Il segreto di questo successo? La pubblicazione quotidiana di fatti reali che accadono nelle Marche, immagini e scenette simpatiche sottolineate dal dialetto marchigiano, all’insegna del motto: “O ami le Marche o vai da n’altra parte”.

Camerano – Igor Cruciani si è presentato così, dopo 4 anni di anonimato, agli 87 mila seguaci della sua pagina Sei Marchigiano se

A distanza di quattro anni, sollecitato dalla curiosità e dalle innumerevoli richieste di collaborazione dei suoi fans, Igor Cruciani ha deciso e promesso di svelarsi. Lo ha fatto a fine agosto per la gioia degli iscritti alla pagina che lo hanno accolto con simpatica ironia e molti apprezzamenti.

Il post dove svela l’identità è stato accolto da mille e duecento “mi piace”, 26 condivisioni e 293 commenti. Per rendere l’idea dello spirito della pagina ne riportiamo uno su tutti: Natascia Giache’Auguri Marchigia, sta pagina è bella da muri’ e si bellu pure te, me cojoni.


Un commento alla notizia “È di Camerano il fondatore della pagina Facebook Sei Marchigiano se”:

  1. Carlo Torelli says:

    Bellissima pagina,ci posto spesso le mie foto delle Marche.
    Complimenti

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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