Covid-19 – Aggiornamento dati nei Comuni che informiamo

I numeri di Ancona, Loreto, Castelfidardo, Camerano, Sirolo, Numana. Il sindaco di Osimo continua a non dare informazioni

Camerano, 27 marzo 2020 – Dopo la comunicazione dello scorso 16 marzo, eccoci ad un nuovo aggiornamento della situazione da Covid-19 nei sette Comuni che informiamo.

Di seguito, Comune per Comune, la situazione in essere così come ci è stata riferita personalmente dai sindaci, dai loro incaricati o da comunicati ufficiali.

Ancona – Direttamente da un video del sindaco Valeria Mancinelli  postato sulla pagina social del Comune dorico, si apprende che ad oggi oltre 400 persone sono in isolamento domiciliare. Di questi, 181 sono già risultati positivi e vanno ad aggiungersi agli altri in ospedale. Dalla Regione Marche si apprende che ad Ancona i deceduti sono 59.

Osimo – Al momento, dati non pervenuti. Il sindaco Simone Pugnaloni, nuovamente contattato, si è limitato a rispondere: “il dato è affidato alla Regione”. Alla precisa domanda: Sindaco, lei conosce la situazione di Osimo?, non abbiamo ottenuto risposta. Da altre fonti si apprende che ad Osimo i deceduti sono 2.

Loreto – Sulla sua pagina social il sindaco Paolo Niccoletti, ha informato che l’ultimo aggiornamento risalente al 25 marzo parla di: “18 concittadini in isolamento di cui 6 risultano positivi”. Dunque, 2 loretani in isolamento in più rispetto al 16 marzo mentre i positivi sono 4 in più.

Niccoletti ha informato dell’apprezzabilissimo gesto della Meccanica GM che ha donato al Comune mille mascherine. Verranno impiegate a sostegno delle situazioni più critiche: case di riposo, ospedale, operatori sanitari e di chi è impegnato in prima linea come i volontari della Protezione Civile, della Croce Rossa e della Caritas locale. “Non si ferma, comunque, il costante impegno dell’Amministrazione a cercare di dotare quanto più possibile la cittadinanza di mascherine – ha scritto Niccoletti – pur conoscendo la reale difficoltà, in questa fase, nel reperire tali dispositivi di protezione”.

Castelfidardo – Nonostante fosse oberato d’impegni, il sindaco Roberto Ascani alla fine ha trovato il tempo per aggiornarci sui dati. “Dovrei avere un po’ più di tempo per fare i dovuti controlli – ha detto – ma a ieri i fidardensi in quarantena erano una ventina. Di questi, 10 i casi positivi e purtroppo 2 deceduti”.

Camerano – Anche il sindaco Annalisa Del Bello ha risposto alla nostra richiesta, con un aggiornamento ad oggi: “Ho ricevuto i dati dalla Prefettura, le persone in quarantena sono 21, ma la situazione è in continua evoluzione: alcuni terminano la quarantena, altri si aggiungono quindi, ora più che mai, restiamo a casa! Le persone positive sono 5”. Uno i decessi.

Numana – Il sindaco Gianluigi Tombolini informa di avere 1 cittadino positivo: “Ma è quasi fuori pericolo – spiega – questione di un paio di giorni”. 9 i numanesi in quarantena. Di questi, 5 sono nel proprio domicilio e non hanno fatto il tampone (asintomatici), mentre 4 sono in quarantena fuori Comune.

Sirolo – Il primo cittadino Filippo Moschella ci aggiorna con i dati relativi al 26 marzo: sono 4 i sirolesi in quarantena e 1, oltre questi, è risultato positivo.  Dieci giorni fa i dati erano a zero.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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