Corruzione decadenza e lobby gay in Vaticano raccontate da Gianluigi Nuzzi

Camerano.  Gremita oltre ogni ordine di posti la sala convegni comunale di Piazza Umberto Matteucci, ieri sera, 19 settembre, in occasione dell’apertura del 5° Festival del giornalismo d’inchiesta delle Marche. Ospite d’eccezione, Gianluigi Nuzzi, conduttore mediaset della trasmissione Quarto grado.

Il numeroso pubblico intervenuto alla sala convegni di Camerano per ascoltare il giornalista e conduttore televisivo Gianluigi Nuzzi
Il numeroso pubblico intervenuto alla sala convegni di Camerano per ascoltare il giornalista e conduttore televisivo Gianluigi Nuzzi

Il compito d’introdurre il giornalista è toccato a Gianni Rossetti, direttore artistico del festival organizzato mirabilmente dall’associazione Juter club di Osimo. Una figura di notevole caratura giornalistica quella di Rossetti, già collaboratore del Resto del Carlino, poi della Rai e, attualmente, direttore della prestigiosa scuola di giornalismo di Urbino.

“Le Marche, incapaci per molti di promuoversi ed emergere – ha esordito Rossetti – vanta tradizioni importanti nell’ambito giornalistico. Penso a Maria Grazia Capulli, maceratese, alla quale è dedicata questa edizione del festival, che è arrivata a lavorare per il Tg2. Penso a Luigi Albertini, anconetano, che ha lanciato il Corriere della sera. Insomma – ha concluso il direttore artistico – in questa regione esistono grandi talenti e la nostra scuola di Urbino dimostra ogni anno una notevole crescita in tal senso”.

L'intervento di Gianni Rossetti, direttore artistico del 5° festival del giornalismo d'inchiesta nelle Marche
L’intervento di Gianni Rossetti, direttore artistico del 5° festival del giornalismo d’inchiesta nelle Marche

Nel suo intervento, Gianni Romagnoli, in rappresentanza dell’Ordine dei giornalisti delle Marche, ha ricordato gli oltre 28 colleghi morti sul campo per mano della mafia, o in reportage di guerra, o di conseguenza ad inchieste scomode sui poteri forti. “Un nome su tutti – ha ricordato Romagnoli – quello di Ilaria Alpi”.

Infine, dopo un brevissimo saluto del sindaco Annalisa Del Bello, è entrato in scena lui, Gianluigi Nuzzi. Pacato, voce profonda, proprietà di linguaggio e notevoli capacità comunicative, il conduttore televisivo è apparso così come lo si vede nel piccolo schermo. Completamente a suo agio di fronte ad una platea dal vivo, ha iniziato a raccontare la sua vicenda giudiziaria seguita alla pubblicazione del suo ultimo libro: Via Crucis. Quella denominata Vatileaks, per intenderci, che lo ha portato di fronte alla “santa inquisizione” vaticana e che gli ha fatto rischiare la galera. Uscendone comunque assolto.

Luca Romagnoli, a sinistra, introduce Gianluigi Nuzzi
Luca Romagnoli, a sinistra, introduce Gianluigi Nuzzi

“Non ho fatto altro che fare il mio mestiere di giornalista giudiziario – ha sottolineato Nuzzi, di fronte ad una attenta platea –. Ho scritto un libro, e mai avrei pensato di andare sotto processo per questo, anche perché del libro non veniva sindacata una riga. No, qui venivo accusato di aver diffuso notizie concernenti interessi rilevanti dello stato Città del Vaticano. Un po’ come se avessi violato il segreto di Stato italiano. Che, badate bene, è normato verso la sicurezza del Paese. Ma io non mi sono occupato della sicurezza dello Stato Vaticano o dei suoi interessi fondamentali. A meno che questi interessi non siano i privilegi, i furti, le rapine che racconto nel libro”.

Ne ha per tutti, Nuzzi, a conferma della decadenza imperante fra vescovi e cardinali. I loro intrighi per il potere, la loro insaziabile sete di denaro, le loro depravazioni. E cita, a tal proposito, il cardinale Tarcisio Bertone: “Che voi tutti conoscete per la storia dell’attico – sorride Nuzzi – ma vi posso garantire che l’attico, rispetto al resto, è una minuzia”. Prosegue, raccontando di Monsignor Franco Camaldo: “Che voi non conoscete – sottolinea – ma che la Roma notturna conosce molto bene, lo chiamano Jessica”.

il conduttore di Quarto grado, ospite della serata, Gianluigi Nuzzi
il conduttore di Quarto grado, ospite della serata, Gianluigi Nuzzi

E via così, per circa due ore, a raccontare in modo diretto e schietto di una Chiesa romana che i più, qui nelle Marche, stentano a credere vera. Eppure lo è, documenti alla mano, così come Nuzzi l’ha raccontata in Via Crucis.

Una testimonianza reale, quella di ieri sera, su come e quanto sia prezioso il difficile lavoro del giornalista d’inchiesta. Tutto votato alla divulgazione della verità per quanto scomoda o rischiosa possa essere. “Siete venuti in tanti qui, questa sera, ma io non sono Belen. Siete venuti per la mia credibilità. Ed io sono concentrato per darvi qualcosa che – come quello che scrivo nei miei libri – non vi dice nessun altro. Non do nulla per scontato, e cerco d’essere credibile. Sempre”.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Crisi di Governo e disobbedienza dei ristoranti

Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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