Ci ha lasciati la marchesa Fausta Gaggiotti in Mancinforte

Camerano. Nella mattinata di ieri ci ha lasciati la marchesa Fausta Gaggiotti in Mancinforte, proprietaria dell’antico palazzo omonimo che si affaccia sulla centrale  Piazza Roma.

Era nata ad Ancona il 20 novembre 1927, dunque fra meno di un mese avrebbe compiuto 89 anni.

La marchesa Fausta Gaggiotti Mancinforte era disponibile e gentile con tutti
La marchesa Fausta Gaggiotti Mancinforte era disponibile e gentile con tutti

Altissimo il cordoglio per la sua scomparsa da parte di tutta la cittadinanza e dell’amministrazione comunale, e di tutte quelle persone che hanno avuto il piacere di conoscerla e di goderne l’amicizia. Le condoglianze sono arrivate da più parti e sui social chi l’ha conosciuta l’ha salutata con affetto, stima e rispetto, sottolineando e rivivendo la sua cultura, la sua disponibilità, il suo modo di fare d’altri tempi e l’infinito garbo che metteva nei rapporti con il prossimo.

Il suo romantico giardino all’italiana nascosto all’interno della sua residenza, è una testimonianza preziosa delle architetture botaniche dei primi anni del ‘900. La Marchesa Mancinforte, con squisita gentilezza ed ospitalità lo metteva a disposizione dei cameranesi per foto di matrimoni, rappresentazioni teatrali, musicali, convegni e mostre organizzate dai vari enti  nelle stagioni estive.

Il romantico giardino all'italiana custodito all'interno di Palazzo Mancinforte
Il romantico giardino all’italiana custodito all’interno di Palazzo Mancinforte

Mancherà un po’ a tutti Fausta Gaggiotti in Mancinforte, testimone ed icona di un’epoca e di un modo di vivere che non esiste più.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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