Ci ha lasciati la marchesa Fausta Gaggiotti in Mancinforte

Camerano. Nella mattinata di ieri ci ha lasciati la marchesa Fausta Gaggiotti in Mancinforte, proprietaria dell’antico palazzo omonimo che si affaccia sulla centrale  Piazza Roma.

Era nata ad Ancona il 20 novembre 1927, dunque fra meno di un mese avrebbe compiuto 89 anni.

La marchesa Fausta Gaggiotti Mancinforte era disponibile e gentile con tutti
La marchesa Fausta Gaggiotti Mancinforte era disponibile e gentile con tutti

Altissimo il cordoglio per la sua scomparsa da parte di tutta la cittadinanza e dell’amministrazione comunale, e di tutte quelle persone che hanno avuto il piacere di conoscerla e di goderne l’amicizia. Le condoglianze sono arrivate da più parti e sui social chi l’ha conosciuta l’ha salutata con affetto, stima e rispetto, sottolineando e rivivendo la sua cultura, la sua disponibilità, il suo modo di fare d’altri tempi e l’infinito garbo che metteva nei rapporti con il prossimo.

Il suo romantico giardino all’italiana nascosto all’interno della sua residenza, è una testimonianza preziosa delle architetture botaniche dei primi anni del ‘900. La Marchesa Mancinforte, con squisita gentilezza ed ospitalità lo metteva a disposizione dei cameranesi per foto di matrimoni, rappresentazioni teatrali, musicali, convegni e mostre organizzate dai vari enti  nelle stagioni estive.

Il romantico giardino all'italiana custodito all'interno di Palazzo Mancinforte
Il romantico giardino all’italiana custodito all’interno di Palazzo Mancinforte

Mancherà un po’ a tutti Fausta Gaggiotti in Mancinforte, testimone ed icona di un’epoca e di un modo di vivere che non esiste più.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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