Caso Baldini: la Conero Frantumazioni ci mette una pezza

Lasciata da sola a fronteggiare i ricatti di Autostrade per l’Italia, e nel l’indifferenza disarmante di politici e istituzioni, l’azienda cameranese trova una soluzione temporanea per resistere e far fronte alle tante commesse.

Camerano – Perdura, senza soluzione di continuità, la lotta per la sopravvivenza della ditta di Sandro Baldini e dei suoi quindici dipendenti. Una lotta dai contenuti umani e finanziari difficile da sostenere a lungo, anche perché combattuta ad armi impari e su un terreno irto di difficoltà e imprevisti.

LA STORIA

I suoi mezzi pesanti dal 2 novembre 2016 non possono più transitare sul cavalcavia 166 della A14, perché Autostrade per l’Italia  – proprietaria del ponte – ne ha declassato arbitrariamente la portata da 72 a 12 tonnellate. Ma quel ponte è l’unica via di transito per i mezzi pesanti in entrata e in uscita della ditta Baldini (Conero Frantumazioni), che ha sede e operatività al di là del ponte in un’area interclusa; e su quel ponte devono passare anche i mezzi dei loro fornitori di materie prime.

Il presidio permanente degli operai licenziati, le due barriere jersey e l’imbocco del ponte

Senza il rifornimento delle materie prime (la Conero Frantumazioni produce in proprio sia il calcestruzzo sia il bitume per asfalti), e senza la possibilità di transito sul ponte dei suoi mezzi pesanti, la ditta è destinata al fallimento. Chiede ad Autostrade per l’Italia il collaudo del ponte per ripristinare il tonnellaggio a 72 ton., ma quest’ultima fa orecchie da mercante e si rifiuta. Anzi, fa di più. Nell’aprile 2017 posiziona due barriere jersey in cemento armato all’imbocco del cavalcavia.

Per quel collaudo rifiutato – che si potrebbe effettuare in circa tre ore di lavoro – parte il caso Baldini. Gli operai, che erano stati tutti licenziati la vigilia di Pasqua (sabato 15 aprile 2017), convincono il loro titolare a non chiudere e a resistere, lui accetta: «L’ho fatto per salvaguardare il lavoro dei miei operai – spiega Baldini – quando sono stato in difficoltà loro mi hanno sempre dato una mano». Così, i 15 dipendenti con il loro titolare organizzano un presidio permanente del ponte. E siamo ai giorni nostri.

Gli striscioni di protesta e uno dei gazebo che hanno ospitato gli operai licenziati durante il presidio permanente del ponte durato circa un mese.

OGGI

A un mese di distanza dall’inizio della protesta, la situazione non è cambiata di molto. Ci sono state le azioni di Autostrade mirate a mettere in difficoltà l’azienda, come quella di sistemare due barriere jersey di traverso all’imbocco del ponte per non far transitare i mezzi abusivamente. Ma il giudice ne ha ordinato la rimozione (una prima piccola battaglia vinta dalla Baldini).

C’è stato il tentativo del sindaco di Camerano Annalisa Del Bello (l’unica fra tanti politici ad averci messo la faccia), volto all’utilizzo di una via secondaria per il passaggio dei mezzi pesanti (unica soluzione alternativa al ponte). L’accordo era convincere i proprietari delle aree attraversate dalla stradina a lasciar transitare i camion della Baldini previo un indennizzo in denaro che Autostrade gli avrebbe dovuto riconoscere. Ma quest’ultima, all’atto di quantificare gli importi dell’indennizzo si è tirata indietro affermando che non era loro intenzione riconoscere denari a chicchessia.

E di collaudare quel maledetto ponte non se ne parla.

Il sindaco di Camerano, Annalisa Del Bello, ha convocato due conferenze dei servizi per cercare una soluzione al caso Baldini. Una mediazione la sua – unico politico ad averci messo la faccia e tante energie – che ha cozzato contro il muro di gomma di Autostrade per l’Italia

Resta una possibilità. A fine maggio il tribunale di Ancona si dovrà pronunciare sulla legittimità dell’abbassamento arbitrario del tonnellaggio da 72 a 12 messo in atto da Autostrade. Fino ad allora non si può che aspettare.

Ma la Conero Frantumazioni non può aspettare. È un’azienda florida. Ha diverse commesse già appaltate cui far fronte, diversamente le perde. E con esse perde la credibilità di azienda seria e affidabile che si è costruita in 40 anni di duro lavoro. Non ti cerca più nessuno se si sparge la voce che sei impossibilitato ad operare. E la Baldini non vuole chiudere. Non più!

Il campo di grano, alla destra dell’imbocco del cavalcavia 166, è stato trasformato da Baldini in un piazzale operativo per i suoi mezzi.

Così si è organizzata da sola. Sandro, il titolare, possiede un campo proprio alla destra dell’imbocco del cavalcavia. Seminato a grano. Fra qualche settimana ci sarebbe stata la mietitura. Invece, mandando al diavolo tutto lui, dopo aver chiesto regolari permessi a Comune e Provincia, ordina ai suoi operai di fare tabula rasa del campo di grano, trasformandolo in un grande piazzale.

Il cartello che riporta l’autorizzazione a trasformare il campo di grano in piazzale temporaneo per il trasbordo dei materiali della Conero Frantumazioni

L’idea è semplice, anche se dettata dalla disperazione e dalla volontà di non cedere. Se su quel cavalcavia i grossi camion a pieno carico non possono passare, ci farà passare i mezzi più piccoli utilizzando il nuovo piazzale come area di carico e scarico. Occorreranno quattro passaggi avanti e indietro sul ponte anziché uno; occorreranno almeno tre uomini in più per le fasi di carico e scarico, con un aggravio di costi non indifferente, ma almeno la ditta torna ad essere operativa. In attesa della sentenza del 30 maggio.

I POLITICI

Racconteremo nel prossimo capitolo tutte le ripicche che il colosso Autostrade ha messo in atto nei confronti della pulce Baldini. E non son poche. Ci preme chiudere, oggi, parlando dei politici. Della loro presenza e sostegno alla vicenda.

Il loro impegno? Zero. A parte la già citata prima cittadina di Camerano, che ha lavorato sodo e ancora lo sta facendo per trovare una soluzione, gli altri hanno fatto solo comparsate per farsi fotografare insieme agli operai in lotta sul ponte. Perché c’erano le primarie in corso. Terminate le primarie, sono tutti spariti.

Il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli. Dal Governatore marchigiano, ad oggi, neppure una parola pubblica sulla vicenda Baldini

La scorsa settimana, giovedì 11 maggio, il Consiglio regionale delle Marche ha portato in aula una mozione sul caso Baldini a firma del consigliere Boris Rapa del gruppo dell’assessore regionale Pieroni. Pochi istanti prima della discussione, il presidente Luca Ceriscioli si è alzato e ha abbandonato l’aula. Da lui, nell’arco di tutto il mese, neppure una parola è stata spesa in pubblico sul caso in questione.

A onor di cronaca va detto che sono state presentate interrogazioni in Parlamento. Qualche Onorevole marchigiano ha riempito la nostra casella di posta elettronica con comunicati inneggianti all’ingiustizia subita da Baldini ma, all’atto pratico, nessun risultato. Neppure il Prefetto di Ancona ha dato segnali in merito.

E viene da domandarsi, al di sopra di ogni sospetto, come mai?

ALCUNI DATI SU AUTOSTRADE PER L’ITALIA*

Gruppo Atlantia Spa

L’ing. Giovanni Castellucci, a.d. di Autostrade per l’Italia – Gruppo Atlantia

Nel 2008 Autostrade per l’Italia ha fatturato 2,88 miliardi di euro, EBIT (risultato ante oneri finanziari) di 1,48 miliardi, utili per 735,28 milioni. Patrimonio netto di 2,87 miliardi.

Circa 6mila i dipendenti. Il gruppo ha effettuato investimenti in grandi opere per 4,09 miliardi, aprendo al traffico 199,9 km di rete nuova o riammodernata pari al 34% delle opere elencate nella Convenzione con ANAS nel 1997 e nel IV Atto Aggiuntivo del 2002.

Lo slogan di Autostrade? “La passione di smuovere il Paese”

*(fonte Wikipedia)


3 commenti alla notizia “Caso Baldini: la Conero Frantumazioni ci mette una pezza”:

  1. Laura says:

    Complimenti bell’articolo!

  2. Massimiliano says:

    Ho letto l’articolo e devo dire come padre,e come operaio, a tutti i dipendenti della ditta Baldini di non mollare che tutto si risolverà. Invece per quanto riguarda la politica e i politici come al solito dimostrano ancora una volta di essere incapaci di fare il proprio lavoro senza ricordare che se si trovano nel posto che occupano è perché siamo stati noi cittadini a metterceli questo è bene che se lo ricordino sono i nostri dipendenti no i padroni quindi concludodicendo che forse è meglio che si diano una mossa e muovere il culo da quella poltrona tanto amata.Non conosco personalmente i dipendenti della ditta Baldini ma ragazzi tenete duro siamo con voi.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

La vita con i cani è… meravigliosa!

Quattordici modi per coniugarla dal profondo dell’anima


13 gennaio 2022Piera Alessio (nella foto con la sua cagnolina Nina), torna in questo spazio “Paneburroemarmellata” (glielo cedo sempre con profonda stima, amicizia e rispetto oltre che per il suo grande cuore e la sua grande penna), per raccontarci com’è, dal suo punto di vista, la vita con i cani che lei declina e descrive in svariate sfaccettature. Un argomento solo all’apparenza scontato, che solo chi ha posseduto o possiede un cane può davvero cogliere nella sua essenza. Scrive Piera:

“La vita con i cani è strana. Diventerai, senza che nessuno te lo insegni o ti spieghi come farlo, il capo branco di un cane che sarà pronto a qualunque cosa per te non appena saprà riconoscere il tuo odore e la tua voce.

La vita con i cani è misteriosa. Sarai spiato da un Grande Fratello peloso che non perderà nessun tuo movimento, specialmente quando capirà dove sono la cucina ed il recipiente dei biscotti.

La vita con i cani è crescere. Non puoi farci niente, non puoi fermare il tempo perché quel cucciolo che hai tenuto in braccio crescerà troppo velocemente, per diventare il grande amico che ti vorrà accompagnare ovunque andrai. I cuccioli durano troppo poco.

La vita con i cani è confronto. Avrai sempre uno sguardo con il quale misurarti, affogherai senza poterti salvare nelle profondità inimmaginabili degli occhi di un cane. Dove la gente crede che non ci sia un’anima.

La vita con i cani è sincera. Non avrai bisogno di raccontar loro una bugia o delle storie inventate perché tanto, qualunque cosa tu dica loro, i cani la sanno. Sempre.

La vita con i cani è scomoda. Ti ritroverai una sera d’inverno, con la tramontana che ti graffia il viso ed il gelo che ti arriva alle ossa, a passeggiare da solo con il tuo cane che corre e scodinzola felice, incurante del vento che gli arruffa il pelo e del caldo che avete lasciato in casa.

La vita con i cani è buffa. Parlerai con un essere che non ti potrà mai rispondere e che però ascolterà ogni tua parola, con così tanta attenzione ed interesse che non ritroverai in nessun altro uomo o donna al mondo.

La vita con i cani è ritorno a casa. Nessuno come il tuo cane sarà felice di vederti ogni volta che spunterai dalla porta dalla quale ti ha visto andar via; imparerà i tuoi orari, riconoscerà il tuo passo e sarà lì ad aspettarti, anche quando sarà vecchio e stanco, saltando di gioia come se non ti vedesse da un mese. Anche se sei uscito per comprare il giornale.

La vita con i cani è rinuncia. Perderai, a poco a poco, quella porzione di divano su cui stavi tanto comodo, dove ti godevi il riposo ed il meritato relax dopo giornate faticose e noiose. E la cosa bella sarà che non ti dispiacerà affatto.

La vita con i cani è comunione. Dividerai il tuo ultimo boccone con il tuo cane, perché non potrai resistere al suo sguardo implorante che hai incrociato purtroppo per te mentre stavi cenando.

La vita con i cani è insegnamento. Sono loro che ti mostreranno, semplicemente correndo in un prato o sulla riva del mare, la bellezza di una giornata di sole e l’importanza di stupirsi – ogni volta – davanti alle cose semplici.

La vita con i cani è amore. Quello che proverai ad emulare, che proverai a restituire al tuo cane senza però riuscirci. Ma cimentarti in questa prova sarà una delle tue imprese più entusiasmanti.

La vita con i cani è un viaggio. Nessun sentiero di montagna ti sembrerà lo stesso dopo che lo avrai percorso insieme al tuo cane: ricorderai profumi, odori e colori del bosco che prima non avevi sentito o visto; proprio come succederà per il tratto di vita che farete insieme.

La vita con i cani è una parentesi. Per te è una parte della tua vita, un dolce intervallo fra mille impegni e anni da riempire di cose da fare, un breve cammino insieme ad un cane che tu ben sai, ad un certo punto, si fermerà per lasciarti andare da solo. Invece, per il tuo cane, la tua vita è tutto.

La vita con i cani è meravigliosa“.

di Piera Alessio

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