Caso Baldini: il cavalcavia 166 sulla A14 verrà ricostruito ex novo

Lo ha annunciato oggi il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli. Rifacimento completo anche per il cavalcavia 164 che porta al depuratore di Camerano.

Camerano, 26 maggio – Finalmente una buona notizia per Sandro Baldini, titolare della Conero Frantumazioni, e per i suoi quindici dipendenti. Dopo oltre tredici mesi di tribolazioni e di lotte, oggi è arrivata la certezza che il suo cavalcavia 166 sulla A14 verrà ricostruito di sana pianta. Tolto il vecchio, al suo posto se ne piazzerà uno nuovo.

La lieta novella è arrivata in mattinata per bocca di Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche. In una location che sa proprio di miracolo: la sala parrocchiale Padre Valentino Lanfranchi a Villa Musone.

Villa Musone – da sx: l’architetto Nardo Goffi, l’assessore regionale Moreno Pieroni, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli

Alla presenza dei sindaci di Recanati, Loreto, Castelfidardo, Osimo e Camerano (delegato il vicesindaco Pini), tutti interessati a costruzioni che riguardano la viabilità nei propri territori; all’assessore regionale Moreno Pieroni, all’architetto Nardo Goffi e responsabili vari degli uffici tecnici comunali presenti, Ceriscioli ha spiegato che sono stati trovati i denari necessari.

Villa Musone – I sindaci presenti alla riunione

Si parla di 14 milioni di euro provenienti dal Ministero delle Infrastrutture e destinati alla Regione Marche – dovrebbero essere disponibili da fine giugno – che verranno utilizzati per nuove rotatorie, rifacimento viabilità, potenziamento degli accessi al nuovo polo ospedaliero dell’Inrca e, dulcis in fundo – ma non in quanto a tempi di realizzazione – i rifacimenti ex novo dei due cavalcavia, il 164 (depuratore) e il 166 (Conero Frantumazioni), che incidono sul territorio di Camerano.

Villa Musone – L’architetto Goffi illustra le varie opere comprese nel progetto da realizzarsi nei Comuni interessati, compresi i due cavalcavia sul territorio di Camerano

Soldi, nel caso dei due cavalcavia, che verranno girati ad Autostrade per l’Italia che si occuperà della progettazione e della messa in opera dei due ponti. Altra notizia piacevole per Sandro Baldini, il fatto che il suo cavalcavia non dovrà aspettare l’iter burocratico delle altre opere previste (che dovrebbero andare a buon fine intorno a dicembre 2019).

Autostrade per l’Italia non dovrà passare per le forche caudine delle varie progettazioni dal momento che ha già tutto pronto, e i cavalcavia hanno una corsia preferenziale sulle altre opere perché non hanno bisogno di gare per gli appalti. Appena i soldi saranno spendibili, partiranno i lavori.

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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