Camerano. Tutte le manifestazioni natalizie fino all’8 gennaio 2017

Mostre, concerti, presepi viventi, cenone e befane in piazza, c’è di tutto un po’ nel cartellone delle manifestazioni natalizie cittadine. Tanto da soddisfare le esigenze di grandi e piccini. Un modo per vivere in comunità l’atmosfera del Natale e per salutare l’arrivo del nuovo anno.

La redazione del Corriere del Conero augura un felice Natale e un prospero 2017 a tutti i lettori di Camerano. Che i vostri sogni si possano realizzare!

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6/12 al 31/12: MOSTRA VOLOLIBERO – Palazzo Comunale

16/12 Ore 21:00: LA CINEFILIA È SERVITA – Conferenza multimediale – Centro Baden Powell

16/12 Ore 22:30: CAFFÈ LETTERARIO – Concerto Greenmussels – Sala Degustazioni

18/12 Ore 16:30: CONCERTO DI NATALE – Coro Città di Camerano – Chiesa Parrocchiale

Dal 20/12 al 06/01: MOSTRA DI PRESEPI – Locali BCC Filottrano Piazza Roma

23/12 Ore 22:30: CAFFÈ LETTERARIO – Concerto Sam Paglia Trio – Sala Degustazioni

Dal 25/12 al 08/01: PRESEPE ARTISTICO – Fondazione Ceci

26/12 dalle ore 16:30 alle ore 19:30: PRESEPE VIVENTE – Cortili di Palazzo Mancinforte Piazza Roma

28/12 Ore 21:15: CAFFÈ LETTERARIO – Presentazione libro I Francescani del Conero – Sala Degustazioni

31/12 Ore 21:15: SAN SILVESTRO AL PALAZZETTO – Info e prenotazioni IAT 071 7304018

06/01 dalle ore 16:30 alle ore 19:30: PRESEPE VIVENTE – Cortili di Palazzo Mancinforte Piazza Roma

06/01: BEFANA IN PIAZZA – Piazza Roma

08/01 Ore 16:00: CONCERTO Coro Città di Camerano – Fondazione Ceci

Gli eventi del programma natalizio sono stati organizzati da: Acli, Agesci, Ail, Agape, Taru Andé, Avis, Camburan Gas, Coro, Croce Gialla, Fondazione Ceci, Fucina musica, Pro loco

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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