Camerano – Timori e preoccupazione per i “botti” di Capodanno

Appello dell’assessore Costantino Renato all’uso del buon senso

Camerano – Come oramai tutti sanno, l’uso irresponsabile dei fuochi pirotecnici può provocare lesioni a persone e animali oltre al danneggiamento di beni pubblici e privati.
A farne le spese di solito sono i ragazzi che utilizzano in modo incauto i “botti”, a seguire gli animali, gli anziani e i cardiopatici che indirettamente subiscono traumi anche con gravi conseguenze.

I "botti" di Capodanno, una tradizione pericolosa che va
I “botti” di Capodanno, una tradizione pericolosa che va gestita con il buon senso

Senza dimenticare l’inquinamento atmosferico e la spazzatura nelle strade prodotti dall’uso smodato degli stessi.

«Confido sul senso civico, la sensibilità, lo spirito di collaborazione e invito tutti a ridurre al minimo l’uso di materiale pirotecnico – ha ribadito l’assessore Costantino Renato, preoccupato da quanto detto in premessa – in particolare nei luoghi pubblici e nei luoghi privati da cui possano essere raggiunte o interessate direttamente aree e spazi ad uso pubblico; e a segnalare alle forze dell’ordine qualsiasi situazione di pericolo o di contrasto con la normale quiete e sicurezza».

Chiede collaborazione ai cittadini l’assessore, confidando sulla loro sensibilizzazione e responsabilità piuttosto che sull’emanazione di ordinanze inutili che: «nei fatti non vengono rispettate e che difficilmente gli organi di Polizia riescono a controllare».

L'uso del buon senso invita a non acquistare botti illegali e pericolosi
L’uso del buon senso invita a non acquistare botti illegali e pericolosi

Niente divieti ufficiali, dunque, senza però dimenticare che esistono prodotti pirotecnici vietati dalla legge e sottoposti a sequestro. «Chi, nonostante ciò, volesse usare botti e petardi deve, comunque, avere l’accortezza di acquistarli da rivenditori autorizzati – sottolinea Costantino – quelli comprati illegalmente o fatti in casa sono pericolosi. Nessuno vuole vietare l’uso di piccole “fontanelle” o “stelline”, ma evitiamo di acquistare prodotti potenzialmente pericolosi!»

Un invito da non sottovalutare quello espresso dall’assessore. Ogni inizio d’anno l’elenco dei danni prodotti dall’uso sconsiderato dei botti assomiglia ad un bollettino di guerra.

Il primo gennaio 2016, tanto per non dimenticare, il bilancio dei feriti dovuti ai botti di Capodanno registrava 190 feriti (contro i 253 dell’anno precedente). Tra i feriti, 38 erano minorenni (dati diffusi dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza e rilevati in tutta Italia con la procedura informatizzata di supporto all’analisi denominata R.I.Se.C., ideata e realizzata in collaborazione con il personale del Ced interforze).

I botti illegali possono provocare danni irreversibili agli arti
I botti illegali possono provocare danni irreversibili agli arti

In tutta Italia erano stati 660 gli interventi dei vigili del fuoco riconducibili ai festeggiamenti di Capodanno. Il numero maggiore in Campania: 120. Seguiva la Lombardia con 108, il Lazio con 101, la Puglia con 82, l’Emilia Romagna e Veneto con 46.

E tutto questo nonostante il grande lavoro di polizia e carabinieri che avevano eseguito ingenti sequestri di prodotti pirotecnici illegalmente detenuti. Numeri da polveriera militare: 1.168 strumenti lanciarazzi; 46 armi comuni da sparo; 1.823 munizioni; 23.292 kg di polvere da sparo; 7.123 kg di prodotti comunque illegali, 70.142 pezzi di articoli pirotecnici di varia natura. Sequestri che avevano prodotto denunce a 317 persone a piede libero e 26 arresti.

Dati su cui riflettere e, possibilmente, da non ripetere.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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