Camerano: Premio Comuni Ricicloni per la Regione Marche – Edizione 2016

Un quarto posto degno di menzione grazie alla collaborazione di tutti i cittadini

Camerano. Anche quest’anno il Comune di Camerano ha ricevuto il riconoscimento nell’ambito della manifestazione “Comuni Ricicloni per la Regione Marche” promossa da Legambiente e dalla Regione Marche.

La premiazione, che prevede l’aggiudicazione di un riconoscimento a tutti quei Comuni che hanno superato il 65% di raccolta differenziata, ha visto Camerano posizionarsi ai primi posti, nella Provincia di Ancona, con un 74,04%: 4° posto fra i Comuni sopra i 5000 abitanti della Provincia di Ancona. Al primo posto Castelfidardo, con l’80,93%; al secondo Monte San Vito con il 78,43% e al terzo Montemarciano con il 74,2%.

Per il Comune di Camerano ha ritirato il riconoscimento l'assessore Costantino Renato
Per il Comune di Camerano ha ritirato il riconoscimento l’assessore Costantino Renato (al centro)

Non da meno è il riconoscimento nella speciale classifica nazionale di Legambiente, patrocinata dal Ministero per l’Ambiente, che premia attraverso “l’indice di buona gestione” le comunità locali che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti. Anche qui il nostro Comune si è classificato al 4° posto. Al primo sempre Castelfidardo, così come Monte San Vito al secondo e Corinaldo al terzo.

I due riconoscimenti prendono in considerazioni parametri diversi per misurare il grado di efficienza nella gestione dei rifiuti, nonostante ciò il nostro Comune è riuscito a classificarsi in ottima posizione in entrambe le classifiche, confermando l’eccellente lavoro svolto negli anni passati.

A questo proposito un ringraziamento particolare va indirizzato a tutti i cameranesi che, grazie al loro senso civico e alla loro sensibilità verso l’ambiente, hanno permesso il raggiungimento di un simile traguardo.

Il Comune di Castelfidardo
Il Comune di Castelfidardo risulta essere il più virtuoso nella provincia di Ancona per il riciclaggio dei rifiuti

I riconoscimenti ricevuti sono solo una tappa di un percorso generale che dimostra quanto la raccolta dei rifiuti stia andando avanti nella giusta direzione, e che tutte le scelte effettuate hanno raggiunto risultati tangibili e misurabili.
Costantino Renato, l’assessore responsabile dei rifiuti che ha ritirato il premio, tiene a sottolineare che: «Se le scelte messe in campo fossero state sbagliate, molte famiglie oggi si troverebbero a pagare tariffe più alte. Al momento si sta lavorando per potenziare alcuni servizi sul territorio – spiega l’assessore – e per il prossimo anno si sta cercando di avviare la rilevazione dei rifiuti conferiti».

Non è affatto semplice scegliere le modalità corrette della gestione dei rifiuti, occorre ponderarle a priori per arrivare a migliorare il servizio a livello economico, tecnico, ambientale e sociale. «Le soluzioni organizzative e strutturali del futuro – conclude Costantino – sono rivolte a scelte precise di ottimizzazione dei servizi e contenimento dei costi».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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