Camerano – Per un vandalismo che va ce n’è un altro che viene

La dura battaglia contro gli idioti

Camerano – Mentre sui social locali impazza e rimbalza la notizia dell’ultima bravata compiuta dai soliti vandali a danno delle fioriere di Piazza Roma, in redazione ne arriva un’altra che consola solo a metà. I bagni pubblici di Piazza Sant’Apollinare, danneggiati a gennaio (Corriere del Conero – Camerano, 12 gennaio: “Anno nuovo vandalismi di sempre”), sono stati ripristinati dall’Amministrazione.

Ovviamente, ripristinati a spese della comunità che, da anni, è costretta ad accollarsi spese gravose ed evitabilissime per colpa dei soliti idioti. In questo caso, circa 150 euro.

Ma andiamo per ordine. Questi erano i bagni di Piazza Sant’Apollinare danneggiati a gennaio:

I bagni danneggiati dai vandali in piazza Sant'Apollinare
I bagni danneggiati dai vandali in piazza Sant’Apollinare

e questi gli stessi bagni rimessi a nuovo. Dureranno? Chissà, siamo alla mercé degli idioti.

bagni-rifatti

Per quanto riguarda le fioriere di Piazza Roma, i carabinieri hanno già identificato il responsabile. Grazie alle loro indagini e grazie alle telecamere di videosorveglianza: la visione dei filmati registrati non hanno fatto altro che confermare le conclusioni dei Cc.

Si tratta di un giovane di Camerano che, ubriaco, ha dato sfogo in quel modo stupido ai suoi istinti repressi prendendosela con alcune fioriere inermi e incolpevoli. Non c’è un danno materiale: le fioriere sono state raccolte da terra, il composto risistemato, e riposizionate al loro posto senza aver subito rotture.

Le fioriere
Le fioriere di Piazza Roma bersaglio del solito vandalo ubriaco

Resta il danno d’immagine e quello sostenuto per individuare il vandalo: «Stiamo valutando il da farsi in collaborazione con i militi – spiega l’assessore Costantino Renato, responsabile della Polizia locale – certo è che le attuali normative, in merito a eventuali punizioni o azioni di recupero sociale, non aiutano. Le tempistiche della giustizia rendono inutile una denuncia che, per essere efficace e percorribile, dovrebbe produrre risultati nell’immediato».

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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