Camerano – Per un vandalismo che va ce n’è un altro che viene

La dura battaglia contro gli idioti

Camerano – Mentre sui social locali impazza e rimbalza la notizia dell’ultima bravata compiuta dai soliti vandali a danno delle fioriere di Piazza Roma, in redazione ne arriva un’altra che consola solo a metà. I bagni pubblici di Piazza Sant’Apollinare, danneggiati a gennaio (Corriere del Conero – Camerano, 12 gennaio: “Anno nuovo vandalismi di sempre”), sono stati ripristinati dall’Amministrazione.

Ovviamente, ripristinati a spese della comunità che, da anni, è costretta ad accollarsi spese gravose ed evitabilissime per colpa dei soliti idioti. In questo caso, circa 150 euro.

Ma andiamo per ordine. Questi erano i bagni di Piazza Sant’Apollinare danneggiati a gennaio:

I bagni danneggiati dai vandali in piazza Sant'Apollinare
I bagni danneggiati dai vandali in piazza Sant’Apollinare

e questi gli stessi bagni rimessi a nuovo. Dureranno? Chissà, siamo alla mercé degli idioti.

bagni-rifatti

Per quanto riguarda le fioriere di Piazza Roma, i carabinieri hanno già identificato il responsabile. Grazie alle loro indagini e grazie alle telecamere di videosorveglianza: la visione dei filmati registrati non hanno fatto altro che confermare le conclusioni dei Cc.

Si tratta di un giovane di Camerano che, ubriaco, ha dato sfogo in quel modo stupido ai suoi istinti repressi prendendosela con alcune fioriere inermi e incolpevoli. Non c’è un danno materiale: le fioriere sono state raccolte da terra, il composto risistemato, e riposizionate al loro posto senza aver subito rotture.

Le fioriere
Le fioriere di Piazza Roma bersaglio del solito vandalo ubriaco

Resta il danno d’immagine e quello sostenuto per individuare il vandalo: «Stiamo valutando il da farsi in collaborazione con i militi – spiega l’assessore Costantino Renato, responsabile della Polizia locale – certo è che le attuali normative, in merito a eventuali punizioni o azioni di recupero sociale, non aiutano. Le tempistiche della giustizia rendono inutile una denuncia che, per essere efficace e percorribile, dovrebbe produrre risultati nell’immediato».

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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