Camerano, gli appelli inascoltati dei residenti di Via del Galletto

Tante le lamentele per le auto che vi sfrecciano a forte velocità con le varie Amministrazioni che hanno sempre fatto “orecchie da mercante”

Camerano, 20 agosto 2022 – Via del Galletto a Camerano è una strada a carreggiata stretta che collega Via San Germano con Strada Provinciale Cameranese. Nient’altro che un’antica strada di campagna riadattata alla meglio ed asfaltata quando, lungo il suo tratto, i cameranesi hanno iniziato a costruire nuove abitazioni.

Camerano – Via del Galletto

Negli anni lungo questa strada è sorto un vero e proprio quartiere, con case costruite proprio al limitare della carreggiata. Oggi, i residenti di Via del Galletto sono sul piede di guerra: denunciano l’alta velocità di scorrimento della via da parte delle auto che, nonostante l’esistenza del limite di velocità fissato a 30 chilometri orari, spesso la percorrono ad oltre 90 chilometri orari specialmente nelle ore notturne.

L’alta velocità di percorrenza di Via del Galletto, come denunciato da più residenti anche in redazione, è una storia che si trascina da parecchi anni, costellata da incidenti storici con l’ecatombe di parecchi animali domestici e selvatici; ultimamente aggravata da quelle auto che per evitare l’ostruzione della via all’altezza del Ceci in direzione Ancona, scelgono di aggirare l’ostacolo passando proprio per Via del Galletto. A velocità troppo elevata. «Per fortuna, ad oggi, non ci sono stati danni gravi per le persone – dice una lettrice che lì abita da sempre – ma per noi residenti sta diventando problematico uscire con l’auto dalle nostre proprietà. Senza contare che qui abitano tante famiglie con bambini. Mi domando quando, chi di dovere, prenderà provvedimenti per ridurre la pericolosità della via».

Già in passato, e anche dopo la riapertura della strada due anni fa per i lavori di contenimento di una frana, i residenti avevano posto il problema della sicurezza della via alle precedenti Amministrazioni, non ottenendo mai risposte.

«Anche l’Amministrazione Mercante, oggi, non dà risposte in merito – denuncia la nostra lettrice – Ho mandato e-mail in Comune, ci sono andata di persona ad esporre il problema invitandoli a prendere provvedimenti ma non sono stata ascoltata. Non è cambiato nulla. Confido in Corriere del Conero affinché mi dia la possibilità di “fare la voce grossa” per poter essere ascoltata».

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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