Camerano – Finisce in carcere Matteo Cingolani

Ritenuto soggetto instabile e socialmente pericoloso. Termina un incubo per familiari e vicini di casa

Camerano – Eseguendo l’ordine di custodia cautelare emesso dal Tribunale in data 25 febbraio, a firma del dott. Carlo Cimini, i carabinieri hanno arrestato Matteo Cingolani, pluripregiudicato tossicodipendente nato ad Ancona nel 1981, residente a Camerano, celibe, nullafacente.

Il provvedimento scaturiva dalla scoperta di un grave disagio familiare, conseguente anche alla condizione di tossicodipendenza del suddetto, nonché da una serie di indagini di Polizia Giudiziaria effettuate per più reati commessi e reiterati dal 29 dicembre 2016 al 09 gennaio 2017; seguiti da altri commessi il 27 gennaio e l’11 e il 12 febbraio scorsi.

Matteo Cingolani
Matteo Cingolani

Reati caratterizzati da una violenza inaudita e con una dettagliata e documentata informativa di reato e richiesta d’arresto da parte dei carabinieri di Camerano a carico dell’arrestato, ritenuto soggetto psicologicamente instabile e socialmente pericoloso.

Matteo Cingolani si è reso responsabile dei seguenti reati e capi d’imputazione di cui dovrà rispondere:

  • Maltrattamenti aggravati ai propri familiari conviventi (padre e sorella), e minacce di morte. Reiterate in più occasioni, anche con promesse di ritorsioni in caso di omessa consegna del denaro. Minacce esternate anche con l’utilizzo di un paio di forbici per minacciarli, come avvenuto il 29 dicembre, quando le puntava alla gola della sorella, alla quale poi frantumava gli occhiali.
  • Danneggiamento dell’arredo di casa, e grida ripetute, per rafforzare lo stato di soggezione in cui vivevano i familiari, spaventati dalle sue reazioni.
  • Terrorismo verso l’intero condominio dell’abitazione familiare, i cui condomini sono stati costretti più volte a richiedere l’intervento della pattuglia dei carabinieri a cui esternavano le loro preoccupazioni e paure, invitandoli a provvedimenti immediati.
  • Tentata estorsione continuata, sempre nei confronti dei familiari, minacciando ripetutamente il padre e la sorella. E prospettando, in caso di rifiuto a consegnargli il denaro, ritorsioni violente e danneggiamenti all’arredo di casa, fino alla morte degli stessi. Che minacciava anche telefonicamente e pretendendo una somma di denaro pari a 2mila euro, che i congiunti gli rifiutavano chiedendo nel contempo aiuto ai carabinieri;
  • Atti persecutori e minacce aggravate, perché con condotte reiterate minacciava e molestava i condomini e vicini di casa, promettendogli ritorsioni in caso di denunce. Indirizzando loro minacce di morte, ingiurie ed epiteti vari quando li incontrava nello stabile. A tutto ciò si univano le molestie consistite in reiterate urla di giorno e di notte e nel danneggiamento dei beni comuni (cassette postali, portone di ingresso, più volte preso a calci).
Ora ha un nome, un cognome e un volto chi ha prodotto tutta una serie di atti di vandalismo in centro
Ora ha un nome, un cognome e un volto chi ha prodotto tutta una serie di atti di vandalismo in centro a Camerano

Un condotta gravissima del soggetto, iniziata nell’ultima decina di giorni di dicembre 2016, attualmente in corso, che ha generato un forte stato d’ansia e di timore per l’incolumità dei familiari e dei condomini. Un comportamento inaccettabile posto in essere anche alla presenza dei carabinieri, in particolare il 9 e il 27 gennaio 2017, quando inveiva nei confronti dei militari intervenuti per sedare una lite con i familiari e che costava all’arrestato l’ulteriore denuncia per oltraggio a Pubblico ufficiale.

Nel contesto delle indagini, l’arrestato veniva imputato anche di danneggiamento aggravato continuato, perché ritenuto responsabile dei danneggiamenti commessi in Camerano nella notte tra l’11 ed il 12 febbraio u.s. allorquando, in preda ad una forte crisi di astinenza, senza alcun ritegno, danneggiava, distruggendoli, alcuni cassonetti per la raccolta dei rifiuti e dei medicinali scaduti, collocati in via Papa Giovanni XXIII, e 7 fioriere di proprietà del Comune, posizionate in Piazza Roma e che dovrà risarcire.

Atti per i quali è stato riconosciuto da alcuni testimoni e immortalato dal sistema di videosorveglianza comunale. Anche per tale fatto/reato veniva riconosciuta la pericolosità sociale dell’uomo, per la quale veniva richiesta all’A.G. competente l’applicazione di una misura cautelare restrittiva che puntualmente il Tribunale di Ancona ha emanato.

Matteo Cingolani, al termine delle formalità di rito, è stato recluso presso il carcere di Ancona – Montacuto. A disposizione del sostituto procuratore dott. Farneti titolare dell’indagine.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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