Camerano – Fallito l’assalto al bancomat di Nuova Banca Marche all’Aspio

I 4 malviventi sono riusciti a fuggire

Camerano – Alle 3:30 di questa notte i carabinieri della stazione locale, in sinergia con le radiomobili di Osimo e Ancona, sono riusciti a sventare e a far fallire l’assalto al bancomat della Banca Marche,  la filiale ubicata nella frazione Aspio di Camerano, lungo la S.S. n. 16 “Adriatica”

Con un “modus operandi” oramai noto alle forze di polizia, 4 malviventi con il volto mascherato e a bordo di autovettura veloce, hanno provato l’assalto alla cassa bancomat della Nuova Banca Marche, oscurando le telecamere con una vernice spray nera e usando una miscela di acetilene introdotta forzatamente nel “cashpoint” automatizzato.

Un posto di blocco notturno operato dai carabinieri

Un tentativo andato però a vuoto grazie al bancomat di nuova generazione, dotato di fori di ventilazione che hanno permesso la dispersione del gas, e rendendo la successiva esplosione fortemente depotenziata. Lo scoppio infatti, ha danneggiando solo una parte sottostante della vetrina della banca, e i malviventi non sono riusciti ad asportare nulla.

Al sopraggiungere dei carabinieri i ladri si sono dati alla fuga, riuscendo a far perdere le proprie tracce. Sul posto sono stati effettuati i rilievi tecnici da parte del personale specializzato del Comando provinciale di Ancona e del Nucleo operativo osimano.

Diramate nell’immediato le ricerche in ambito regionale con l’istituzione di posti di blocco lungo tutta la S.S. 16 “Adriatica”, in collaborazione sia con i comandi dell’Arma sia della Polizia Stradale.

I danni, seppur lievi, ammontano all’incirca a 5mila euro.

Sono ovviamente  in corso le indagini, non escludendo eventuali similitudini con analoghi fatti e reati precedenti.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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