Camerano: è in arrivo la fibra ottica

Permetterà connessioni internet e download superveloci

L’assessore all’informatica Costantino Renato fa sapere che anche Camerano entra nella lista delle città che prevedono il lancio dei servizi a banda ultralarga sulla nuova rete in fibra ottica. Una prestazione tecnologicamente avanzata che permette di utilizzare da casa e dall’ufficio la connessione superveloce fino a 100 Megabit al secondo in download.

Le prime bobine di fibra ottica a Camerano
Le prime bobine di fibra ottica a Camerano

Da tempo le imprese ed alcuni cittadini avevano espresso la necessità di poter implementare l’attuale rete di collegamento per risolvere essenzialmente i problemi di velocità e latenza dell’attuale linea che nei fatti dovrebbero risolversi con l’utilizzo della fibra ottica, attualmente quanto di meglio offre la tecnologia delle telecomunicazioni in questo settore.

La connessione ad alta velocità consente di fruire di contenuti multimediali contemporaneamente su pc, smartphone, tablet e smart tv senza rallentamenti. Nei fatti le imprese potranno accedere a soluzioni professionali sfruttandone al meglio le potenzialità.

In generale, sarà possibile migliorare la fruizione di servizi come la videosorveglianza, il cloud, il monitoraggio ambientale, e via dicendo. Per gli usi domestici sarà possibile guardare un video o film in streaming in alta definizione senza attese e senza interruzioni; caricare file sul web riuscendo nel contempo a navigare online senza rallentamenti; effettuare chiamate o videochiamate in totale efficienza.

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I lavori prevedono l’installazione di nuovi armadietti telefonici, scavi e perforazioni in alcune strade del Paese.

Le vie interessate ai lavori sono: Via Papa Giovanni XXIII, Via San Germano, Via Loretana, Via Osimana, Via Abbadia, Via Fontanelle, Via Dante Alighieri, Via Don Minzoni, Via Garibaldi, Piazza Roma, Via Corraducci, Via Donatori del Sangue, Via Scandalli, Via Direttissima del Conero, Via Sbrozzola, Via Campo dell’Aviazione, Via Farfisa, Via Savio, Via della Stazione.

I lavori potrebbero creare disagi: nei tratti interessati potrebbe verificarsi la necessità di occupare o restringere la carreggiata con la creazione di sensi unici alternati o, eventualmente, il divieto della sosta su ambo i lati.

Principali vantaggi delle fibre rispetto ai cavi in rame:

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  • bassi valori di BER;
  • bassa potenza contenuta nei segnali;
  • alta resistenza elettrica, quindi è possibile usare fibre vicino ad equipaggiamenti ad alto potenziale, o tra siti a potenziale diverso;
  • peso e ingombro modesto;
  • buona flessibilità al bisogno;
  • ottima resistenza a condizioni climatiche avverse;

Diffusione e normativa:

Il DecretoBanda larga” (decreto legge n. 112/2008, convertito in legge n. 133/2008), ha abolito qualsiasi diritto di esclusiva nella posa e nel passaggio delle dorsali in fibra ottica.

Nelle aree sottoutilizzate, ha previsto la gratuità per la posa di cavi e infrastrutture a banda larga, per un congruo periodo dell’utilizzo del suolo pubblico e privato (abolizione della tassa di occupazione del suolo pubblico, delle servitù di passaggio e dei diritti di superficie).

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Per l’avvio dei lavori è sufficiente una dichiarazione di inizio attività, mentre resta necessaria l’autorizzazione degli enti locali per l’attraversamento di strade, centri storici e abitati di loro proprietà o competenza, escludendo le altre aree demaniali.

Vale il silenzio-assenso, per cui la richiesta autorizzativa agli enti locali si intende accolta se non riceve risposta entro 60 giorni. Non sono più necessarie autorizzazioni delle Assemblee condominiali (o dei proprietari), per la posa di cavi e infrastrutture avanzate di comunicazione all’interno dei condomini e degli insediamenti residenziali.


Un commento alla notizia “Camerano: è in arrivo la fibra ottica”:

  1. Mauro says:

    Quando inizieranno i lavori, e chi sarà l’operatore ?

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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