Camerano – Chiude la ditta Sandro Baldini: licenziati tutti i 15 dipendenti

Autostrade per l’Italia limita il tonnellaggio sul ponte che collega la ditta con la Direttissima del Conero, impedendo di fatto il transito ai mezzi pesanti dell’azienda. Presidio di protesta sul ponte da parte dei licenziati

Camerano – La Sandro Baldini è un’azienda che da quasi cinquant’anni si occupa di autotrasporti, scavi e sbancamenti. Si occupa anche di trasporti macerie, laterizi e affini. È la ditta, tanto per fare un esempio, che si è occupata del rifacimento del fondo stradale di Viale della Vittoria in Ancona. E sempre la Baldini si sarebbe dovuta occupare della ricostruzione della nuova scuola a San Ginesio. Oggi.

Si sarebbe dovuta occupare, abbiamo scritto, perché non lo potrà fare.

Sullo sfondo, l'area occupata dalla ditta Baldini al di là dell'A14
Sullo sfondo, l’area occupata dalla ditta Baldini al di là dell’A14

La ditta di Sandro Baldini ha sede lungo la strada Direttissima del Conero – al di là dell’autostrada – a circa 200 metri dal ponte crollato sulla A14 il 9 marzo scorso. E la causa dei sui problemi è dovuta proprio a un ponte. Un altro ponte, quello che permette ai suoi mezzi pesanti di entrare ed uscire dall’azienda. L’unica via esistente e percorribile che collega la sede con la Direttissima del Conero, scavalcando l’autostrada.

Un ponte che i suoi camion non possono più attraversare.

Autostrade per l’Italia, con una decisione univoca e senza preavviso, ha deciso di abbassare il tonnellaggio del ponte a 12 tonnellate. Quando un camion della Baldini, a vuoto, pesa circa 14 tonnellate. Un ponte collaudato a suo tempo per sopportare passaggi fino a 72 tonnellate.

Il geometra della Baldini, Simone Paoletti
Il geometra della Baldini, Simone Paoletti, si è fatto portavoce della protesta di tutti i dipendenti licenziati

«È iniziato tutto a novembre – racconta Simone Paoletti, geometra della ditta Baldini – quando Autostrade ha installato il cartello delle 12 tonnellate. Siamo andati subito in difficoltà perché a quel punto i nostri fornitori non potevano più passare sul ponte. Non ci portavano più il cemento, né gli inerti. Costringendoci, di fatto, a limitare parecchio le nostre lavorazioni».

Il cartello posizionato da Autostrade per l'Italia  all'ingresso del ponte che vieta il transito ai mezzi con peso superiore alle 12 tonnellate
Il cartello posizionato da Autostrade per l’Italia all’ingresso del ponte che vieta il transito ai mezzi con peso superiore alle 12 tonnellate

Per Paoletti, però, quel ponte non aveva nessun problema. «Fino a qualche settimana prima della posa del cartello – spiega – i camion della Pavimental e di Autostrade lo hanno attraversato centinaia di volte carichi di fresato proveniente dalla terza corsia in costruzione, con pesi per ogni mezzo intorno alle 50/55 tonnellate».

E arriviamo a giovedì 13 aprile quando, in mattinata, Autostrade arriva sul ponte accompagnata dai carabinieri di Camerano e fa posizionare delle barriere jersey in cemento di traverso sulla carreggiata all’imbocco del ponte, in modo da permettere il passaggio solo alle auto. L’avvocato della Baldini intima ad Autostrade la rimozione delle barriere entro le 7 del giorno successivo, venerdì, perché posizionate in modo abusivo sull’area privata dell’azienda.

Una delle due barriere jersey in cemento armato posizione all'ingresso del ponte e che, di fatto, impediscono il transito agli autocarri e ai mezzi pesanti
Una delle due barriere jersey in cemento armato posizione all’ingresso del ponte da Autostrade e che, di fatto, impediscono il transito agli autocarri e ai mezzi pesanti

«Alle 7.30 di venerdì 14 aprile – racconta Paoletti – le barriere erano ancora al loro posto, così le abbiamo rimosse e portate in un nostro cantiere vicino all’azienda. Lo stesso giorno, nel pomeriggio, la Polstrada di Ancona ha fatto irruzione all’interno dei nostri uffici e ha denunciato il nostro titolare per furto aggravato.  Alle 21.30 circa di sera, Autostrade è tornata sul ponte e ha riposizionato nuove barriere jersey in cemento».

Il tutto, parrebbe, senza nessuna spiegazione, senza esibire neppure uno straccio di autorizzazione che, ovviamente, la Baldini ha richiesto senza però ottenere la benché minima considerazione.

«In pratica – conclude il geometra Paoletti – fra venerdì 14 e sabato 15 abbiamo vissuto la passione della Baldini che- di fatto – si è vista chiudere l’unica via di sbocco dell’attività e, per giunta, su una strada privata di nostra proprietà. Il mio titolare Sandro, seduto per terra, mentre piangeva mi ha detto: “Simone, la ditta è chiusa!”

Il testo di una delle 15 lettere di licenziamento che Sandro Baldini è stato costretto a firmare
Il testo di una delle 15 lettere di licenziamento che Sandro Baldini è stato costretto a firmare

Datate sabato 15 aprile, Sandro Baldini ha firmato e consegnato ai propri dipendenti 15 lettere di licenziamento “per giustificato motivo senza preavviso”. Di conseguenza, è iniziato il presidio di protesta all’imbocco del ponte da parte di tutti i dipendenti licenziati. Il geometra Simone Paoletti è il loro portavoce ed è arrabbiato, molto arrabbiato per usare un eufemismo. «Ho due figli – si sfoga alzando la voce, nonostante sia quasi afono a forza di gridare – di 6 e 8 anni, ieri erano qui con noi e piangevano. In settimana avremmo dovuto iniziare ad aprire due nuovi cantieri, invece siamo qui ad aspettare che qualcuno si degni di farsi vivo, dal sindaco di Camerano al Questore».

Gli striscioni di protesta e uno dei gazebo che ospitano gli operai licenziati , in presidio permanente del ponte
Gli striscioni di protesta e uno dei gazebo che ospitano gli operai licenziati, in presidio permanente del ponte

Chiamata in causa, il sindaco di Camerano Annalisa Del Bello si è detta solidale con la protesta degli operai licenziati: «Questa mattina (mercoledì 19 aprile, ndr), sono andata da loro – ci ha detto – e ho manifestato loro il mio sostegno. Il 4 gennaio scorso, come amministrazione abbiamo contattato Autostrade affinchè risolvesse la questione, offrendo i locali del Comune come luogo di mediazione, perorando le ragioni della Baldini. Non ci hanno risposto».

Annalisa Del Bello, sindaco di Camerano da 100 giorni, intervistata dal nostro direttore Paolo Fileni
Annalisa Del Bello, sindaco di Camerano, durante un’intervista rilasciata al nostro giornale

La prima cittadina di Camerano non si spiega l’atteggiamento di Autostrade. «Può avere tutte le sue giustificazioni – afferma – ma non si può saltare sui destini delle persone in questo modo. Sto andando in prefettura per capire come poter affrontare la questione: a Camerano c’è un altro ponte a rischio, quello che porta al depuratore, voglio capire cosa intendono fare, sia per quello di Baldini sia per quello del depuratore».

La posizione di Autostrade       

Il giornale ha provato a interpellare la direzione di Pescara di Autostrade per l’Italia. Siamo stati dirottati al loro ufficio stampa di Roma. Abbiamo posto loro le seguenti domande:

  • per quale motivo Autostrade per l’Italia ha deciso di interdire il passaggio dei mezzi pesanti al di sopra delle 12 tonnellate sul ponte in questione?
  • esisterebbero problematiche accertate se si dovesse permettere il passaggio a mezzi di tonnellaggio superiore a 12?
  • nei mesi passati, Autostrade per l’Italia o Pavimental, hanno usufruito di quel ponte per trasportare materiali con mezzi di tonnellaggio superiore ai 12? Ci riferiamo al periodo interessato alla costruzione della terza corsia.
  • nei giorni scorsi, quando è stato deciso l’abbassamento del tonnellaggio, Autostrade ha avvisato la ditta Baldini che ciò sarebbe avvenuto?
  • sul ponte interessato, Autostrade (o chi per essa), ha provveduto a regolare manutenzione dell’opera?
  • è interesse e/o intenzione di Autostrade procedere ad una eventuale prova di carico del ponte in questione con l’intento di aumentare il possibile tonnellaggio di percorrenza dello stesso da parte dei mezzi pesanti?
  • Autostrade è consapevole che l’abbassamento del tonnellaggio a 12 ha, di fatto, obbligato la ditta Baldini a chiudere l’attività e a licenziare i suoi 15 dipendenti?
  •  Autostrade ha qualcosa da dire ai 15 dipendenti Baldini che – di conseguenza all’abbassamento del tonnellaggio di percorrenza del ponte, hanno ricevuto la lettera di licenziamento e che da giorni stazionano all’imbocco dello stesso con un presidio di protesta?
  • sull’argomento, Autostrade, ha qualcosa da aggiungere a quanto espresso fin qui?

 

Il presidio permanente degli operai licenziati, le due barriere jersey e l'imbocco del ponte
Il presidio permanente degli operai licenziati, le due barriere jersey e l’imbocco del ponte

Ovviamente, Autostrade non ha risposto alle nostre domande, o meglio, lo ha fatto a modo suo non entrando nel merito delle singole questioni da noi poste e limitandosi ad inviare al giornale la seguente nota:

La 7^ Direzione di  Tronco di Autostrade per l’Italia precisa che: il cavalcavia 166 che passa sopra la A14 non ha alcun problema di manutenzione ed è costantemente monitorato e conservato in condizioni di piena efficienza statica.

Il cavalcavia in questione è stato costruito e collaudato negli anni ’70. In fase di progettazione sono stati considerati carichi inferiori rispetto ai valori ammessi per la libera circolazione dal Codice della Strada e a quelli degli autocarri utilizzati dalla società Sandro Baldini, Conero Frantumazioni.

Già nel 2014 la Direzione di Tronco aveva sollecitato sia il Comune di Camerano sia il signor Baldini – proprietario della strada privata che passa sopra il cavalcavia in questione – a disciplinare i transiti sull’opera nel rispetto ai limiti di portata.

Al fine di scongiurare un potenziale pericolo per la circolazione autostradale, la Direzione 7° Tronco aveva provveduto a installare un cartello di divieto, più volte violato, poi aveva richiesto l’intervento delle autorità competenti, in seguito era intervenuta in via provvisoria con limitazioni funzionali per impedire esclusivamente il transito dei mezzi per i quali era già vigente il divieto di transito”.

Questo è quanto. Neppure un cenno ai 15 dipendenti rimasti senza lavoro di conseguenza all’imposizione di quella limitazione sul tonnellaggio in transito sul ponte. Che, va ribadito, fino a pochi mesi fa veniva ampiamente superata anche dai mezzi della stessa Autostrade e della Pavimental ad essa collegata.


4 commenti alla notizia “Camerano – Chiude la ditta Sandro Baldini: licenziati tutti i 15 dipendenti”:

  1. Claudio says:

    Ma che facessero il collaudo sul ponte e visto che secondo l’autostrade per l’italia non è perfettamente agibile nel frattempo stia chiusa anche l’autostrada

  2. Non avete capito che ad Autostrade conviene molto di più acquisire la ditta Baldini a prezzo stracciato piuttosto che averla come fornitore?

  3. Luca says:

    Mi pare proprio una manovra d’acquisizione. Riducono a merda un imprenditore e poi gli danno 4 soldi per comprare tutto. Se finisce così io dico solo che i politici, tutti, devono incominciare a guardarsi le spalle quando camminano in giro. Che schifo..

  4. Ho ascoltato la trasmissione “Seconda classe” su Radio Rai 1 di questa mattina ed appreso della’incredibile vicenda dell’Azienda Sandro Baldini.

    Senza aggiungere commenti alla vergognosa situazione che si è venuta a creare, vorrei vedere se poter dare una mano a questo tenace e coraggioso imprenditore che nella trasmissione ha accennato ai problemi di viabilità provvisoria che ha cercato di utilizzare, passando su un terreno sterrato vicino alla sua Azienda, ma con grossi problemi di “polverosità” di tale tracciato, e questo transito va ad interferire ed infastidire con l’attività di tale realtà vicina.

    Ora, noi stiamo promuovendo un prodotto innovativo destinato a migliorare le colture agricole in genere ma, tra le varie caratteristiche utili di tale prodotto: “PolyActive” – vedi sito web: vi è anche la possibilità di abbattere e ridurre drasticamente la “polverosità di suoli sterrati usati ai fini viabilistici, grazie alla igroscopicità e capacità di tale prodotto di legare e flocculare i componenti di suoli cosiddetti “sciolti”: limosi e sabbiosi.

    Chiederei quindi al Sig. Sandro Baldini di contattarci per discuterne, lieti di poter eventualmente dare una mano.

    Cordiali saluti.

    Rinaldo Sorgenti
    02.89546855

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

© riproduzione riservata


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