Camerano – Caso ditta Baldini: chiuso il ponte. Un nulla di fatto l’incontro con il Prefetto

Aspettando l’esito della perizia gli operai licenziati organizzano un presidio permanente. Per sabato 22 aprile alle 16 invitano gli amici a far loro visita

Camerano – Il nostro articolo di ieri “Chiude la ditta Sandro Baldini: licenziati tutti i 15 dipendenti” ha coinvolto e appassionato un enorme numero di persone: amici e paesani, ma anche migliaia di lettori dei Comuni limitrofi hanno voluto dimostrare apertamente la loro personale vicinanza al titolare dell’azienda costretto da Autostrade per l’Italia a licenziare tutti i suoi 15 dipendenti.

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Un’ondata impensabile di solidarietà si è riversata su Sandro Baldini, il suo geometra Simone Paoletti e i 15 operai licenziati, a un punto tale che il server del nostro giornale è andato in tilt per le troppe visualizzazioni. Lo sanno bene quei lettori che hanno atteso parecchio per riuscire ad aprire la pagina dell’articolo (ce ne scusiamo, ora il problema è stato risolto).

Riassumiamo brevemente la vicenda. C’è una sola via – il ponte, appunto – che dalla Direttissima del Conero permette ai mezzi pesanti di raggiungere la sede della ditta Sandro Baldini che sorge al di là dell’autostrada. Un ponte che scavalca la A14 e gestito da Autostrade per l’Italia. Un ponte collaudato negli anni ’70 con una portata di circa 72 tonnellate.

Il ponte sulla A14 al centro della vicenda
Il ponte sulla A14 al centro della vicenda. In primo piano il cartello che limita il transito dei mezzi pesanti a 12 tonnellate

Autostrade per l’Italia, con una decisione univoca e senza preavviso, a novembre 2016 decide di abbassare il limite di percorrenza del ponte a 12 tonnellate. Quando un camion della Baldini, a vuoto, ne pesa circa 14.

Una decisione che di fatto mette in ginocchio le attività dell’azienda che ha sede al di là del ponte. I suoi mezzi pesanti non possono né entrare né uscire dai cortili della ditta. Ma lo fanno lo stesso, perché hanno parecchie commesse da rispettare con pesanti penali in caso di ritardi nella consegna dei lavori.

Una delle due barriere jersey in cemento armato posizione all'ingresso del ponte e che, di fatto, impediscono il transito agli autocarri e ai mezzi pesanti
Una delle due barriere jersey in cemento armato posizionate all’ingresso del ponte e che, di fatto, impediscono il transito agli autocarri e ai mezzi pesanti

Giovedì 13 aprile, in mattinata, Autostrade arriva sul ponte accompagnata dai carabinieri di Camerano e fa posizionare delle barriere jersey in cemento di traverso sulla carreggiata all’imbocco del ponte per bloccare il passaggio dei mezzi pesanti. La strada è privata, però, ed è di proprietà della ditta Baldini che, interpretando come un abuso il posizionamento delle barriere, le rimuove.

Venerdì 14 aprile, nel pomeriggio, la Polstrada irrompe negli uffici della Baldini, denuncia il titolare Sandro per furto (delle barriere jersey), e di fatto chiude l’azienda. Alle 21.30 circa di sera, Autostrade torna sul ponte e riposiziona nuove barriere jersey.

Sabato 15 aprile. Baldini, impossibilitato a lavorare, fa partire le lettere di licenziamento indirizzate ai suoi 15 dipendenti. Forse, unico caso in Italia che vede un’azienda florida, con diverse commesse da onorare, costretta a licenziare i suoi dipendenti perché i propri mezzi pesanti non possono più attraversare un ponte.

Il testo di una delle 15 lettere di licenziamento che Sandro Baldini è stato costretto a firmare
Il testo di una delle 15 lettere di licenziamento che Sandro Baldini è stato costretto a firmare

Scatta la protesta dei licenziati che approntano un presidio davanti all’imbocco del ponte e richiedono al Prefetto, a gran voce, la rimozione delle barriere jersey e un collaudo del ponte che dimostri la solidità della struttura che – a loro dire – sopporta benissimo tonnellaggi oltre i 50.

Ieri, mercoledì 19 aprile, la ditta Baldini è stata ricevuta dal Prefetto di Ancona, dott. Antonio D’Acunto, che si è impegnato a fare una telefonata ad Autostrade per l’Italia. Nulla di più.

Sandro Baldini, il titolare, ha le lacrime agli occhi quando racconta: «Autostrade ha tenuto il tonnellaggio alto sul ponte, finché gli ha fatto comodo. Venivano a scaricare il frantumato all’interno della nostra ditta, passando sul ponte con camion che pesavano oltre 50 tonnellate. Ho più di mille bolle di scarico, con tanto di peso certificato, che lo dimostrano. Addirittura, ci sono passati anche il giorno dopo aver abbassato il limite di percorrenza a 12. Poi, si sono accorti dell’incongruenza e hanno smesso».

Sandro Baldini, titolare dell'azienda
Sandro Baldini, titolare dell’azienda

Nel cono d’ombra della vicenda – che non era saltato fuori fin qui – c’è il fatto che a suo tempo Autostrade per l’Italia aveva chiesto alla Baldini non meno di 250mila euro per intervenire sul ponte per fare la necessaria manutenzione. «Il ponte è di loro proprietà – spiega in lacrime Baldini – spetta a loro la manutenzione. Dove andavo a prenderli, io, tutti quei soldi?»

Alla luce di questo nuovo fatto, sorge spontanea una riflessione: non è che Autostrade per l’Italia, per evitare onerose manutenzioni, preferisca abbassare il tonnellaggio di percorrenza dei ponti che gli competono? Meno tonnellaggio, meno rischio, più denari risparmiati in manutenzioni. Tanti denari, dal momento che lungo le tratte gestite da Autostrade di ponti simili a quelli della Baldini ne esistono a decine.

È solo una riflessione, un pensiero a voce alta – uno dei tanti – ma mio nonno diceva: “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca!”

Il geometra Simone Paoletti
Il geometra Simone Paoletti

E veniamo ad oggi, giovedì 20 aprile. Sandro Baldini, il geometra Paoletti e tutti i licenziati (un caso unico anche questo, che vede la proprietà lottare fianco a fianco con i suoi dipendenti), visto come si sono messe le cose, hanno deciso di resistere ad oltranza e di insistere con la loro protesta.

Si stanno organizzando alla grande nel presidio messo in piedi all’imbocco del ponte: un piccolo container dove hanno installato l’ufficio con tanto di computer; un altro che funge da mensa, un altro da sala relax e probabilmente un gonfiabile all’interno del quale poter riposare.

Sono convinti di aver ragione e vogliono farla valere a dispetto di tutto e di tutti. Per questo, hanno deciso di invitare davanti al loro presidio, sabato prossimo 22 aprile alle 16, tutti gli amici che stanno sostenendo la loro causa. Un raduno pacifico, per guardarsi negli occhi, per ringraziare del sostegno.

Gli striscioni di protesta e uno dei gazebo che ospitano gli operai licenziati , in presidio permanente del ponte
Gli striscioni di protesta e uno dei gazebo che ospitano gli operai licenziati , in presidio permanente del ponte

Sulla pagina facebook aperta dai licenziati: “Il ponte dei desideri – dipendenti Baldini Sandro”, il geometra Paoletti ha scritto: «Sabato 22 aprile giorno del mio compleanno. Fatemi un regalo per me di un valore immenso. Venite al nostro presidio in Via Direttissima del Conero a Camerano (An) alle ore 16:00. Voglio festeggiare il mio compleanno con una torta fatta di 1000 persone. Venite, per noi é veramente importante la vostra presenza sabato 22 aprile anzi, fondamentale per il nostro futuro. Non faremo niente di male a nessuno anzi, farete un grande regalo a tutti noi. LA GRATITUDINE PER VOI SARÀ PER TUTTO IL RESTO DELLA NOSTRA VITA E DEI NOSTRI FIGLI. GRAZIE!»


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Speciale Festival di Sanremo: la prima serata

7/8 febbraio 2023 – Le prime 14 canzoni in gara


Sanremo, 8 febbraio 2023 – Un’apertura patriottica quella della 73esima edizione del Festival di Sanremo targata Amadeus-Gianni Morandi, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella (foto), con Roberto Benigni a rompere il ghiaccio sviscerando un pistolotto sulla Costituzione e il no alla guerra. Alle 21.20 precise, partenza ufficiale della competizione canora con l’esibizione del primo artista in gara: Anna Oxa con il pezzo Sali. Subito, a seguire, il secondo big: gIanmaria (vincitore di Sanremo Giovani), con la canzone Mostro.

Neanche il tempo di prendere il ritmo che ecco salire sul palco la prima delle co-conduttrici: Chiara Ferragni. La signora Fedez, anche qui senza perdere tempo, presenta il terzo artista in gara: Mr. Rain con Super eroi, con la complicità di un coro di bimbi, il biondo artista cattura la mia attenzione. È la volta degli ospiti vincitori della passata edizione: Mahmood & Blanco con Brividi, brano accompagnato da una sequela di premi e milioni di visualizzazioni sui social. Ma davvero il pezzo vale così tanto?

Dopo un’ora e un quarto di trasmissione arriva il quarto cantante in gara: Marco Mengoni che canta Due vite, anche lui accompagnato da oltre 60 dischi di platino e svariati milioni di like sui social. Sarà un successo. Ritmo canoro di nuovo spezzato con l’arrivo dell’ospite Elena Sofia Ricci: usare lo spazio del palco di Sanremo per promuovere la sua prossima fiction ce lo poteva anche risparmiare. Alle 22.15 la quinta cantante in gara: Ariete con Mare di guai: la sua vasca malinconica piena di squali è un po’ vuota di melodia. Segue intermezzo divertente di Gianni Morandi con le sue peggiori canzoni.

Ore 22.40, sesto big in gara: Ultimo con Alba: tanta roba, tanto cuore, in una parola, una vera canzone. Altro intermezzo spezza ritmo in esterna con Piero Pelù in Piazza Colombo che canta Gigante. Settimi in gara il duo Coma_Cose con L’addio: addio. A seguire, altro lungo intermezzo ospiti con i Pooh: l’età inizia a farsi sentire ma il talento è immenso. Alle 23.30 ottavo artista in gara: Elodie con Due: tante piume nere a svelare una gran silhouette per un pezzo che andrà molto in radio. Nude look della Ferragni (disegnato e non trasparente), per lanciare un messaggio alle donne: “non abbiate paura”. A seguire, collegamento con il rapper Salmo a bordo della Costa Smeralda. La mezzanotte viene salutata dal nono big in gara: Leo Gassmann con Terzo cuore, quello riservato all’amore.

C’è il tempo per un veloce Tg1 e l’esibizione dell’ospite Blanco con L’isola delle rose: bruttissimo lo spettacolo che offre, prendendo a calci i fiori che ornano il proscenio del teatro Ariston, se lo poteva evitare. Il pubblico in sala lo boccia in toto e spera di non rivederlo più su quel palco. Anch’io. La gara canora riprende alle 00.20 con i decimi big, i Cugini di Campagna con Lettera 22: fedeli al look e al loro repertorio pop, con un po’ meno di falsetto. Dopo la pubblicità, l’undicesimo big, Gianluca Grignani con Quando ti manca il fiato: intimistico e difficile dialogo tra padre e figlio che ha bisogno di un secondo ascolto. Dodicesimo big, Olly con Polvere: tanto Auto-Tune.

Si fa l’una dell’8 febbraio con l’esibizione dei tredicesimi big in gara, i Colla Zio con Non mi va: giovani loro, allegro il brano poco “sanremese”. A seguire, e a chiudere questa prima serata del Festival di Sanremo, la quattordicesima big, Mara Sattei con Duemila minuti: si sente la mano di Damiano dei Måneskin tra gli autori. Chiusura corale con Il mio canto libero di Lucio Battisti cantato da Gianni Morandi, il coro e il pubblico.

All’una e trenta di notte, arriva la classifica parziale della Sala Stampa di questa prima serata: 1° Marco Mengoni con Due vite; 2° Elodie con Due; 3° Coma_Cose con L’addio; 4° Ultimo con Alba; 5° Leo Gassmann con Tre cuori; 6° Mara Sattei con Duemila minuti; 7° Colla Zio con Non mi va; 8° Cugini di Campagna con Lettera 22; 9° Mr. Rain con Super eroi; 10° Gianluca Grignani con Quando ti manca il fiato; 11° Ariete con Mare di guai; 12° gIanmaria con Mostro; 13° Olly con Polvere; 14° Anna Oxa con Sali.

A quest’ora, nel dare appuntamento alla seconda serata di questa sera mercoledì 8 febbraio che presenta gli altri 14 big in gara, non mi resta che una cosa da dire al conduttore: “Amadeus, dacci un taglio!”

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