Camerano – Caso Baldini: senza esito l’udienza in Tribunale

Il Giudice rinvia a fine giugno ogni decisione sulla legittimità del tonnellaggio sul cavalcavia 166

Camerano – Una sofferenza infinita quella sopportata dai 15 “resistenti”, gli operai della Conero Frantumazioni di Sandro Baldini che dalla vigilia di Pasqua lottano per salvaguardare il proprio posto di lavoro e, di conseguenza, per garantire la stessa esistenza dell’azienda.

Al centro della questione, dopo 54 giorni di lotta continua, la legittimità dell’abbassamento del transito di mezzi pesanti da 72 a 12 tonnellate, messo in atto arbitrariamente da Autostrade per l’Italia sul cavalcavia 166 della A14.

Abbassamento che, di fatto, ha impedito e impedisce ai mezzi pesanti della Conero Frantumazioni di circolare sul ponte in questione, dal momento che l’azienda (da vent’anni) ha sede ed operatività oltre quel cavalcavia, in un sito intercluso. Dunque, per essa, quel cavalcavia è l’unica via percorribile per poter operare.

Ancona. Una rappresentanza di operai della ditta Conero Frantumazioni oggi pomeriggio davanti all’ingresso del Tribunale di Ancona

Oggi, presso il Tribunale di Ancona, avanti il Giudice Dorita Fratini, le parti – dopo un primo rinvio datato 31 maggio e deciso dal Giudice perché i tecnici di Autostrade non si erano presentati  – si sono finalmente incontrate alla presenza del CTU (consulente tecnico d’ufficio). Unico, l’oggetto dell’incontro: la regolarità del cartello “12 tonnellate” posizionato (ribadiamo, arbitrariamente”), da Autostrade per l’Italia all’imbocco del cavalcavia 166.

C’erano tutti: il Giudice, il consulente tecnico da lei nominato – dal momento che un giudice non è un tecnico esperto di ponti e cavalcavia – gli avvocati e i tecnici di Autostrade, gli avvocati e i tecnici di Sandro Baldini, titolare della Conero Frantumazioni. Al centro, il cartello famigerato.

Il cavalcavia 166 con Il cartello che vieta il passaggio a mezzi con peso superiore alle 12 tonnellate

Senza stare a tediare il lettore con disquisizioni meramente tecniche di difficile comprensione anche per chi scrive, semplificheremo dicendo che la posizione di Autostrade per l’Italia, in parte suffragata dal consulente tecnico di parte, sostiene che su quel cavalcavia possono transitare 6 mezzi uno in fila all’altro con un peso di 12 tonnellate ciascuno. In via del tutto eccezionale, può transitarvi un mezzo con peso pari a 72 tonnellate ma una sola volta al giorno. Due volte no, perché le strutture del ponte andrebbero in sofferenza.

Insomma, sembrerebbe una questione di distribuzione dei pesi. Se le 72 tonnellate le distribuisci in linea con mezzi da 12 tonnellate ciascuno, il ponte non protesta e sopporta. Se le 72 tonnellate le concentri su un unico mezzo, il ponte s’incavola di brutto e inizia ad urlare.

Ma quel mezzo da 72 tonnellate non è immobile, hanno provato a sostenere i tecnici della Baldini. Si muove, e il suo peso incide solo su una minima porzione di ponte che, oltretutto, cambia con il suo avanzare.

Per farla breve, deve averci capito poco anche la dottoressa Dorita Fratini che, sprovvista della documentazione tecnica necessaria a fare chiarezza, ha rinviato l’udienza a fine giugno, non prima di aver invitato i tecnici a depositare la loro documentazione e le parti a produrre le loro memorie, offensive o difensive che siano.

I 15 dipendenti della ditta Sandro Baldini, diventati loro malgrado i 15 “resistenti” che da più di un mese lottano per salvaguardare il loro posto di lavoro

In soldoni, tutto questo significa una sofferenza indicibile per la Conero Frantumazioni che vede allontanarsi sempre più la possibilità di arrivare a una soluzione concreta in grado di risolvere i suoi problemi, compreso quello di non licenziare i 15 dipendenti. Per la ditta di Camerano il fattore tempo – riferito alla sua sopravvivenza o meno sul mercato degli appalti – è basilare. Di vitale importanza.

Per Autostrade per l’Italia, invece, perdere tempo è una strategia: se la Conero Frantumazioni va in sofferenza e chiude, loro si sono tolti un sassolino fastidioso dalla scarpa e il problema è risolto.

Chissà se il Giudice Fratini questo è in grado di comprenderlo!?


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Covid – Ok lo screening di massa a Osimo e Castelfidardo

Organizzazione perfetta e soliti denigratori


Camerano, 24 gennaio 2021 – Al PalaBaldinelli di Osimo e al PalaOlimpia di Castelfidardo (foto) sono in corso gli screening di massa gratuiti tramite tampone antigenico rapido che rientrano nel progetto Marche Sicure messo in atto dalla Regione.

Al PalaBaldinelli, da oggi e fino a martedì 26 gennaio, oltre agli osimani possono sottoporsi allo screening i residenti di Filottrano, Agugliano, Polverigi, Santa Maria Nuova e Offagna. Al PalaOlimpia, oggi e domani, i residenti di Castelfidardo, Camerano, Numana e Sirolo.

In un Paese dove tutto si complica e niente risulta efficiente quando si tratta di dare servizi alla popolazione, va detto che sia ad Osimo sia a Castelfidardo le procedure di screening stanno procedendo senza intoppi. Meglio, in entrambe le realtà l’organizzazione, lo staff medico, gli addetti, stanno producendo un lavoro d’eccellenza.

Nonostante la massiccia adesione, e nonostante il giorno di pioggia, tutto risulta ben organizzato, non ci sono file d’attesa, il personale addetto allo screening risulta gentile, altamente professionale, con una particolare disponibilità nei confronti di anziani e bambini. E per capire quanto ciò sia rispondente alla realtà basta andare su Facebook e leggersi le centinaia di apprezzamenti, ringraziamenti e complimenti postati da altrettanti cittadini che si sono sottoposti al test.

In linea di principio, ma bisognerà aspettare il termine dello screening per avere un dato certo e attendibile, la percentuale di positivi che sta uscendo dai test si aggira intorno all’uno per mille a Castelfidardo, qualche virgola in più ad Osimo ma lo scostamento è minimo.

Particolarmente soddisfatti di questo andamento i due sindaci, Simone Pugnaloni e Roberto Ascani, che oltre ad averci messo del proprio nell’organizzazione non perdono occasione per ringraziare tutti gli artefici di questo bell’esempio di efficienza. Un’esperienza cui plaudire senza se e senza ma, che sarà propedeutica alla fase successiva della vaccinazione per tutti. Un esempio di come sia possibile far bene le cose quando il sindaco è valido e ci crede, a prescindere dalla propria appartenenza politica.

Eppure, nonostante tutto ciò, sui social c’è chi proprio non ce la fa a dare a Cesare quel che è di Cesare, a riconoscere all’avversario politico un successo, una capacità. Come nel caso di un nostro lettore che sotto l’articolo di presentazione dello screening ad Osimo ha postato: “Una bella pubblicità per il PD osimano”.

Non citerò il nome del lettore, non ne vale la pena. E dirò anche – ma lui lo sa – che Pugnaloni non raccoglie il massimo delle mie simpatie giornalistiche, ma questa è un’altra storia. In questa storia dello screening di massa, invece, riconosco al sindaco Simone Pugnaloni un gran lavoro al servizio della sua comunità e di quelle degli altri Comuni che sta ospitando al PalaBaldinelli. E sono convinto che neppure per un attimo, mentre si dava da fare per organizzarlo, abbia pensato alla sua appartenenza politica. E lo stesso vale per Roberto Ascani. Grazie sindaci!

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