Camerano – Caso Baldini: l’autogol del M5S e le bufale di Autostrade per l’Italia

Per gli assenti Grillini, che si accontentano delle scuse infondate della multinazionale, i fatti narrati dai giornali sono: “fonti scandalistiche”

Camerano – «Nel ribadire che la sicurezza dell’infrastruttura e dunque la tutela della circolazione autostradale è da sempre obiettivo primario di Autostrade per l’Italia, confidiamo di aver fornito gli opportuni chiarimenti in merito alle sue richieste». Termina così la lettera che il dottor Gianni Marrone direttore del settimo tronco – Pescara di Autostrade per l’Italia ha inviato all’On. Donatella Agostinelli, deputato del Movimento 5 Stelle.

L’On. Donatella Agostinelli del M5S

Una risposta/chiarimento quella del dottor Marrone che L’On. Agostinelli aveva sollecitato ad Autostrade attraverso un atto di sindacato ispettivo – datato 26 aprile 2017 – dove chiedeva conto della situazione in essere in merito al cavalcavia 166 sulla A14: «Con la presente si chiede, dunque, di sapere se è vero quanto risulta da fonti di stampa e se il provvedimento sia stato adottato senza alcun preventivo collaudo (del ponte, ndr.). Nel caso detto collaudo sia stato effettuato, si chiede se sia possibile avere copia del certificato di collaudo e tutta la relativa documentazione, dunque, le perizie dei tecnici dalle quali è derivato prima l’abbassamento del limite di percorrenza e, poi, la chiusura». Recita la richiesta dell’Onorevole.

L’ad di Atlantia – Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci. A lui, al presidente dottor Fabio Cerchiai, e al direttore del settimo tronco – Pescara, dott. Gianni Marrone – che ha firmato la risposta – è stata indirizzata la lettera dell’On. Donatella Agostinelli del M5S

Pubblichiamo in calce, integralmente, i due documenti: la richiesta dell’On. Agostinelli e la risposta di Autostrade. Documenti, peraltro, già pubblicati sul sito del Movimento 5 Stelle di Camerano che li ha presentati e postati esordendo così: «Tutto ciò affinché chiunque possa formare la propria opinione su documenti ufficiali e non su fonti giornalistiche al limite dello scandalistico».

Non abbiamo idea a quali fonti giornalistiche si riferisca il Movimento 5 Stelle di Camerano, né come si possa permettere di giudicare “scandalistiche” le notizie delle varie testate che si sono interessate al caso negli ultimi mesi. Corriere del Conero ha seguito la vicenda sin dal primo giorno. Dando avvio e spunto ad altre testate affinché se ne occupassero. La nostra testata è stata in prima linea insieme ai 15 dipendenti Baldini, giorno e notte. Ha seguito le loro vicende; quelle dei tecnici e degli addetti di Autostrade che si sono avvicendati nell’area in questione; quelle dei carabinieri e della polizia stradale e della Digos, che si sono presentati di volta in volta. Ha seguito tutti gli attori della vicenda. Ha parlato con tutti e ha raccontato e documentato, fatto dopo fatto, ciò che stava accadendo.

L’On. Donatella Agostinelli e i suoi del Movimento 5 Stelle di Camerano non si sono mai né visti né presentati in zona. Non hanno mai parlato con Baldini e i suoi 15 dipendenti. Sono venuti a conoscenza del caso solo attraverso le pagine dei giornali – senza dargli seguito in prima persona, peraltro – e oggi si permettono di definire scandalistiche le notizie riportate?

Gli striscioni di protesta e uno dei gazebo che hanno ospitano gli operai della Conero Frantumazioni di Sandro Baldini durante i giorni di lotta all’imbocco del cavalcavia 166 sulla A14. Durante il presidio del ponte, durato circa un mese, nessuno del M5S a livello locale o regionale si è fatto vivo in zona

Scandaloso è il loro modo di muoversi. Pensano davvero di lavarsi la coscienza dalla loro prolungata assenza scrivendo una lettera ad uno solo dei due contendenti e accontentandosi di una sua risposta che – sia chiaro – non gli ha prodotto nessuna certezza e, tantomeno, la documentazione richiesta? Bisogna essere davvero sprovveduti a muoversi così. Cosa credevano quelli del M5S, che Autostrade rispondesse al loro “atto di sindacato ispettivo” producendo documenti che non possono produrre? O ammettendo colpe che, se ammesse, li costringerebbe ad un enorme esborso di denaro che non hanno nessuna intenzione di scucire?

In ultimo, dal momento che il M5S di Camerano ha ignorato l’altra campana, di seguito pubblichiamo la risposta dei 15 dipendenti Baldini alla loro azione e a quella di Autostrade. Così non potranno più sostenere solo una parte, e magari si rimangeranno quella dichiarazione sulle notizie scandalistiche prodotte dai giornali. Perché quella che segue non è farina di Corriere del Conero, ma la verità di chi ha vissuto la vicenda sulla propria pelle.

La risposta dei dipendenti Baldini al M5S e Autostrade per l’Italia 

I 15 dipendenti della ditta Sandro Baldini, diventati loro malgrado i 15 “resistenti” che hanno presidiato l’accesso al cavalcavia 166 sull’A14, iniziando così la dura lotta contro Autostrade per l’Italia in difesa del loro posto di lavoro, del futuro della loro azienda e di quello delle rispettive famiglie.

«Quello che Autostrade per l’Italia spa scrive è tutta fantasia, possiamo dimostrarlo con varie documentazioni quante menzogne Autostrade  ha scritto. Noi non abbiamo strade alternative, 20 anni fa il Comune di Camerano ha praticamente obbligato (con una variante al prg), il nostro titolare Sandro Baldini  a trasferirsi nel posto dove siamo ora, sono state fatte conferenze dei servizi a proposito, alla presenza di Anas, allora gestore dell’autostrada. Tutti sapevano che tipo di attività si andava ad insediare e tutti hanno dato parere positivo.

Nel 2014 Autostrade verbalmente comunicava al nostro titolare che molto probabilmente il ponte sarebbe stato declassato. Sono passati mesi senza che succedesse qualcosa. Nel 2015 la Pavimental spa (sorella di Autostrade per l’italia spa), conferisce all’interno della nostra ditta il materiale di risulta proveniente dai lavori della nuova terza corsia (lavori per conto di Autostrade per l’Italia), proprio con i loro mezzi pesanti. Hanno fatto circa 2000 passaggi sul cavalcavia 166 con un peso medio di 53 tonnellate per ogni mezzo.

 Ad inizio 2016 avevamo notato che nel ponte nr. 164 (il “nostro” è il 166), sempre nel Comune di Camerano, quello che va al depuratore, era stato applicato un cartello con divieto di transito ai mezzi superiori alle 12 ton. e sul nostro ponte invece il cartello non era stato posizionato, anzi, Autostrade continuava a conferire presso il nostro impianto tutto il materiale di risulta proveniente dai loro lavori.

Il 2  novembre 2016, Autostrade applicava la segnaletica di divieto di transito ai mezzi superiori alle 12 ton. anche sul “nostro ponte”. Dimenticandosi del cartello, di fatto ignorandolo, il 3 novembre 2016 gli stessi continuarono a conferire materiale da noi.

Guarda caso, il cartello è stato applicato solo a lavori ultimati della terza corsia. Se il ponte è veramente pericoloso come dicono loro dal 2014, perché proprio i loro autotreni hanno transitato per circa 2000 volte sopra lo stesso?

Perché il sindaco di Camerano Annalisa Del Bello ha indetto 2 conferenze dei servizi per cercare la strada alternativa al ponte? Perché Autostrade era disposta inizialmente a eseguire espropri per la soluzione alternativa? Se fosse vero ciò che sostiene Autostrade, oggi  avremmo un’altra strada, o meglio, potremmo avere un’altra strada fregandocene delle persone che abitano lì. Ma per averla,  saremmo costretti a usare la stessa prepotenza di Autostrade per l’Italia.

Autostrade scrive di eseguire manutenzioni costantemente. Basta passare sotto il ponte per notare che da minimo 30 anni la parte in cemento armato (laterali), non è stata mai oggetto di manutenzioni, ci sono i ferri scoperti ammalorati.

Noi siamo in possesso di documentazione che smentisce quanto scritto da Autostrade (abbiamo anche copia del collaudo degli anni ‘70). La politica regionale (Ceriscioli), e nazionale (Ministri Del Rio e Poletti), non  ci hanno mai ascoltato o preso in considerazione. Durante una mozione in Consiglio regionale sulla nostra questione, il presidente Ceriscioli è uscito prima, malgrado fosse venuto a conoscenza della nostra presenza in aula. L’assessore Pieroni gliel’aveva fatto notare.

Nessuno ci ascolta. Siamo destinati a chiudere. La ditta ha molto lavoro, a fine 2016 abbiamo assunto 2 persone con prospettive di nuove assunzioni, abbiamo appalti per i lavori del post terremoto (Comune di San Ginesio), per enti pubblici come il Comune di Sirolo, l’Autorità portuale di Ancona, il Comune di Camerano e quello di Ancona, e per privati molto importanti. Stiamo veramente rischiando penali per i ritardi nelle consegne.

Ma questi signori di Autostrade per l’Italia sono i padroni del mondo? Perché si permettono di scrivere falsità ad un Onorevole?

Noi vogliamo solo lavorare. Se il ponte è veramente pericoloso come dicono, ne facciano uno nuovo o sistemino questo. Noi non vogliamo ammazzare nessuno, ma non vogliamo neppure essere quelli che devono morire».

I 15 dipendenti della Sandro Baldini

Prima di concludere, una sola annotazione: L’On. Agostinelli, i suoi del M5S di Camerano, il dottor Marrone di Autostrade per l’Italia, in tutti i loro documenti non hanno trovato tempo e spazio per rivolgersi alla ditta Sandro Baldini e ai suoi 15 dipendenti per esternare loro un minimo di solidarietà e preoccupazione per le loro sorti. Questo sì che è davvero scandaloso!

La lettera dell’Onorevole Donatella Agostinelli

La risposta di Autostrade per l’Italia

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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