Camerano – Caso Baldini: «Aiutateci, non lasciateci soli!»

Sandro, il titolare dell’azienda, convoca una conferenza stampa e chiede ai media di non spegnere i riflettori sulla vicenda del cavalcavia 166 sull’A14

Camerano – «Non ci abbandonate, siete gli unici che possono darci una mano. Aiutateci, non lasciateci da soli, abbiamo bisogno del vostro supporto» questo, in estrema sintesi, l’appello trasmesso questa mattina da Sandro Baldini ai rappresentanti dei media invitati alla prima conferenza stampa della sua Conero Frantumazioni.

Sandro Baldini, titolare della Conero Frantumazioni, invita i media a non abbandonarlo nella lotta contro Autostrade per l’Italia che gli ha tolto la possibilità di transitare con i suoi mezzi sul cavalcavia 166 dell’A14, unica via possibile che permette ai suoi mezzi di entrare e uscire dall’azienda. Sullo sfondo, la moglie Maria Grazia

E aggiunge: «Potete fare molto di più voi dei politici che vengono a trovarci solo per fare una foto».

C’erano tutti i suoi affetti questa mattina, a sostenerlo. La moglie Maria Grazia, il figlio Diego e la figlia Alessandra. Oltre al geometra dell’azienda Simone Paoletti, al suo fidato consulente tecnico geometra Massimo Argalia e una rappresentanza di dipendenti.

Da sinistra: Diego Baldini, il tecnico dell’azienda Massimo Argalia, Sandro Baldini, il geometra Simone Paoletti

Sandro Baldini è una persona onesta, ce l’ha scritto in faccia chi è. È uno di quei marchigiani che si sono fatti da soli ereditando la ditta paterna fondata a metà degli anni cinquanta. Con coraggio, arguzia, sudore e tanta onestà è cresciuto negli anni, ha attraversato la crisi e ha resistito. Oggi, con meno concorrenza intorno e tanta professionalità accumulata, avrebbe potuto vivere sereno.

Invece, due settimane fa si è visto crollare il mondo addosso. Per colpa di un ponte, quel cavalcavia 166 sull’A14 che è l’unica via di collegamento fra la sua azienda e il mondo esterno. Un ponte di proprietà di Autostrade per l’Italia che, pur di evitare collaudi o manutenzioni di sorta molto dispendiose, ha preferito abbassare arbitrariamente la percorribilità dello stesso da 72 a 12 tonnellate.

Il cavalcavia 166 con Il cartello che vieta il passaggio a mezzi con peso superiore alle 12 tonnellate

Il resto ormai, è storia risaputa. Impedito a muovere i suoi mezzi che superano di gran lunga le 12 tonnellate di peso; impossibilitato, di conseguenza, a far fronte alle tante commesse già firmate, Sandro Baldini decide di mollare. Non c’è verso di combattere contro Autostrade che dalla sua ha tutti i poteri: è appoggiata persino da Carabinieri e Polizia. Autostrade, con una buona dose di strafottenza, si permette addirittura di bloccare l’accesso al cavalcavia posizionando barriere jersey in calcestruzzo sulla strada di proprietà di Baldini.

Lui le rimuove, in fondo stanno in casa sua, e viene denunciato per furto da Autostrade. Che, va ricordato, su quel ponte ha fatto quel che gli pareva finché gli ha fatto comodo. Facendovi transitare i camion delle sue ditte subappaltanti (Pavimental, ndr), con pesi di oltre 50 tonnellate anche dopo aver posizionato il cartello del limite a 12 tonnellate.

Una delle due barriere jersey in cemento armato posizione all’ingresso del ponte e che, di fatto, impediscono il transito agli autocarri e ai mezzi pesanti

«Una farsa. Una presa in giro. Un abuso bell’e buono!» tuonano alla Baldini.

Così, Sandro Baldini decide di mollare, e martedì 18 aprile spedisce la lettera di licenziamento ai suoi 15 dipendenti. Perché non ha alternative. Non ha, letteralmente, vie d’uscita. «Mi sono sentito violato dalle istituzioni – spiega – privato dei diritti costituzionali e soprattutto indifeso». Forse, unico caso in Italia in cui un titolare di un’azienda sana e fiorente è costretto a licenziare i dipendenti non per colpa sua. «Praticamente – sbotta Baldini – li stavo licenziando per colpa di terzi. O meglio, per colpa di Autostrade per l’Italia».

Ma gli operai non ci stanno. Conoscono bene l’azienda e il loro titolare. Sanno cosa significa, oggigiorno, perdere un posto di lavoro. E si ribellano reagendo a quella lettera. Vanno a casa di Baldini e lo convincono a lottare insieme per affermare i loro diritti e la giustizia. Il capo, accetta la sfida.

Gli striscioni di protesta e uno dei gazebo che hanno ospitato gli operai licenziati, in presidio permanente del ponte

Nasce il presidio permanente sul ponte. Inizia una lotta dura. Giorno e notte sempre lì, a gridare al mondo il sopruso in essere. A gridare per farsi sentire, per non farsi sopraffare. Un grido duro, continuo, straziante e tanto, tanto arrabbiato. Un grido che nessuno sembra sentire. Tanta solidarietà, tante parole, qualche flebile promessa da parte del prefetto di Ancona, ma di fatti, nemmeno l’ombra.

Finchè, dopo 10 giorni di lotta, arriva una piccola speranza. Si palesa con le sembianze di una donna: il sindaco di Camerano Annalisa Del Bello. La prima cittadina entra in gioco un po’ in ritardo ma quando lo fa dimostra una grande determinazione. Convoca una conferenza dei servizi dove invita tutte le parti in causa. Duella con tutti la Del Bello: con Autostrade per l’Italia, con i dipendenti Baldini, con i tecnici del suo stesso Comune (a tal proposito, che avrà mai da nascondere l’ingegner Cittadini dirigente dell’urbanistica del Comune di Camerano che, alla vista del sottoscritto in sala riunioni, s’è messo a sbraitare: «No, no, se c’è la stampa io non parlo!»?)

Il sindaco di Camerano, Annalisa Del Bello, prima artefice dello sblocco (momentaneo), del ponte da parte di Autostrade per l’Italia. L’unica, fra tanti, capace di tradurre in fatti le tante chiacchiere.

Risultato. La Del Bello ottiene che i mezzi della Baldini possano transitare sul cavalcavia. Cosa che è puntualmente avvenuta l’altra notte e che il giornale ha riportato in diretta sulla pagina facebook.

Ma non solo. In questi giorni la prima cittadina di Camerano lavorerà per rendere percorribile una via d’uscita alternativa al ponte: una stradina privata sulla quale insistono 15 proprietari con sbocco in direzione di Osimo Stazione.

Una gran donna la Del Bello, che nelle vesti istituzionali di sindaco sta ottenendo molti più fatti dei tanti politici maschi che hanno fin qui blaterato intorno a questa vicenda. E si badi bene, non è una questione di classe, genere o sesso. È una questione di credibilità, di conoscenza, di voglia di fare, di senso del dovere.

Alla fine, Baldini ringrazia tutti gli enti e gli amministratori che lo hanno aspettato fidandosi della sua serietà e professionalità. «Un ringraziamento particolare va al sindaco Annalisa Del Bello – sottolinea l’imprenditore – che si sta impegnando a risolvere questa vergogna e abuso di potere».

Dopo l’uscita dei mezzi dall’azienda, la ditta Baldini ha potuto iniziare i lavori di demolizione della scuola di San Ginesio, salvando una commessa che sembrava compromessa.

Ma non è finita. L’azienda ad oggi è paralizzata. Ha i mezzi all’esterno che possono operare, ma non possono rientrare in ditta. Le merci non possono entrare in ditta. Il calcestruzzo e l’asfalto, che fino a qualche giorno fa veniva prodotto in azienda, oggi lo devono acquistare da terzi. Le macerie delle demolizioni effettuate (come quelle prodotte dalla demolizione in atto della scuola di San Ginesio), un tempo smaltite in azienda, oggi le devono smaltire da terzi. Spese ulteriori che abbattono i margini del ricavo.

Rifare il ponte? Al momento Autostrade per l’Italia non ne vuole neppure sentir parlare. La proposta di Autostrade fatta a Baldini? «Noi ci accolliamo i costi di progettazione di un nuovo ponte, mentre i costi per la sua costruzione sono totalmente a carico vostro».

No, non è finita. Non c’è mai limite ai soprusi e alla vergogna.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Come cambia l’informazione al tempo dei social

La capacità delle Amministrazioni comunali di trasmettere il proprio operato


Camerano, 16 maggio 2022 – È fuori da ogni dubbio o discussione: l’avvento dei social ha letteralmente stravolto il mondo della comunicazione, il modo di fare informazione e dare le notizie. A volte migliorando le cose, a volte peggiorandole in modo inaccettabile e, spesso, dannoso.

L’avvento del web, e di piattaforme come Facebook, Tik Tok, Twitter, WhatsApp, Telegram, ha aperto spazi infiniti e fatto crollare muri dell’incomunicabilità prima inaccessibili. Ma, se da un verso ha messo in comunicazione fra loro gli individui di tre quarti del mondo, da un altro ha concesso diritto di parola e di replica anche agli imbecilli che, considerati certi interventi visti su Facebook, prolificano a tutte le latitudini dell’emisfero. Umberto Eco docet, quando affermò: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Era il giugno del 2015.

La sua affermazione, oggi, è stata ampiamente dimostrata. Nel campo della comunicazione, che andrebbe trattata con molta delicatezza, ci si sente tutti giornalisti. Tanti, troppi i novelli Indro Montanelli o Enzo Biagi che sia, pronti a dare per primi lo scoop giornaliero di quanto accaduto sotto casa, o al vicino di pianerottolo, o in piazza, o dall’altro capo del mondo, con il risultato di spargere spazzatura a destra e a manca. Tanti, troppi quelli che riprendono dai social una news e, convinti d’essere gli unici, la fanno rimbalzare qua e là aggiungendo – o togliendo – qualche contenuto. Tanti, troppi quelli che gli danno seguito, non verificano le fonti e contribuiscono ad allagare l’oceano delle fake news.

Poi, ci sono gli Enti pubblici, i Comuni che, come diretta conseguenza dell’avvento dei social, sono stati costretti a dotarsi di Uffici stampa per soddisfare con comunicati giornalieri le bocche fameliche delle miriadi di testate giornalistiche (tra cui la nostra), nate grazie alla facilità di comunicare attraverso i social. Oggi, un Ufficio stampa non si nega a nessuno, ce l’hanno quasi tutti, anche quelle piccole realtà che un tempo non se lo sognavano neppure lontanamente. Anche se, spesso, a gestire un Ufficio stampa non sono giornalisti iscritti all’Ordine ma figure che l’Ordine dei giornalisti non sa neppure dove sia.

E veniamo alle dolenti note. Mica tutti i Comuni si sono attrezzati seguendo le regole e la legge; addirittura, alcuni Comuni non si sono attrezzati affatto. In alcuni Comuni il Sindaco, vuoi per risparmiare, vuoi perché si considera la reincarnazione di San Francesco di Sales, vuoi perché di comunicare quel che fa non gli interessa affatto (un modo comodo comodo per farsi gli affari propri), l’Ufficio stampa se lo fa da sé. Quando comunica.

Corriere del Conero da sei anni ormai informa i propri lettori attraverso sei pagine dedicate ad altrettanti Comuni: Camerano, Castelfidardo, Loreto, Osimo, Numana, Sirolo; più una settima pagina, chiamata Dal Mondo, dove finiscono tutte le altre notizie che arrivano da Ancona e dalle altre quattro province marchigiane. La nostra è un’informazione a carattere regionale anche se, grazie al web, siamo letti in tutto il mondo.

In questi sei anni abbiamo collaborato – a volte scontrandoci – con questi Comuni e i rispettivi Sindaci. Non tutti sono attrezzati come dovrebbero nel comunicare ai giornali il proprio operato. Ma va detto che comunque la figura del Sindaco è quella che la fa da padrone, nel bene e nel male. C’è Sindaco e Sindaco, c’è chi esagera e chi se ne frega, c’è chi favorisce una testata a scapito di un’altra, c’è chi informa il meno possibile e chi ti sommerge di comunicati ma nel modo sbagliato. Ecco, di seguito, una nostra personale classifica stilata in base alla nostra esperienza e riferita ai Comuni che informiamo.

posizione

Comune

motivazione
1OSIMOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Alcuni comunicati arrivano dalla segreteria del Sindaco; altri dal gruppo consiliare del PD; moltissimi dal sindaco Pugnaloni in persona che elogiamo per la sua puntualità, l’ampiezza dell’informazione e la completezza dei comunicati quasi sempre corredati da foto. Merita ampiamente il primo posto anche grazie al fatto che Pugnaloni ha creato una chat riservata ai soli giornalisti.
2CASTELFIDARDOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Ha una persona che cura l’Ufficio stampa e puntualmente contatta i giornali attraverso Telegram. I suoi comunicati sono ampi, corredati da foto e informano su tutto lo scibile del Comune e anche qualcosa in più.
3ANCONAHa un sito web ufficiale e più di una pagina social. Ha un Ufficio stampa che impiega diversi giornalisti professionisti, strano trovare un Capoluogo di regione al terzo posto. La sua comunicazione verso le testate giornalistiche è la più ampia in assoluto. Peccato che, nonostante in redazione arrivino quotidianamente montagne di comunicati, questi spesso sono privi di fotografie e, dunque, impubblicabili per una testata online come la nostra. Con la forza lavoro che ha, potrebbe fare molto di più. Problema segnalato più volte.
4SIROLOHa un sito web ufficiale che potrebbe essere migliorato e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Insieme a Numana è il Comune con meno residenti (Sirolo, 4mila e rotti; Numana 3.700 e rotti). La comunicazione ai giornali la fa quasi esclusivamente il sindaco Filippo Moschella, spesso rubando tempo al suo tempo libero. Nonostante ciò, da quando in Comune c’è lui la comunicazione da e su Sirolo è migliorata parecchio.
5NUMANAHa un sito web ufficiale e uno per il turismo e una pagina social. Ha un Ufficio stampa curato da una persona. Anni addietro la comunicazione con le testate giornalistiche locali era continuativa, tanto che Numana ricopriva posizioni di vertice nella ns. classifica. Da un paio d’anni a questa parte la comunicazione, molto ricca, si è concentrata sulla stagione turistica estiva, lasciando piuttosto scoperto il resto dell’anno. Peccato!
6LORETOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Almeno, a noi non risulta: non riceviamo comunicati da questo Comune da almeno un anno. Abbiamo contattato per questo il sindaco Moreno Pieroni che si è detto sorpreso e che avrebbe provveduto. Ad oggi, non ha provveduto affatto. La sua comunicazione, tutta personale, per quel che ne sappiamo l’affida ad un videomessaggio che pubblica settimanalmente, tutti i lunedì, sulla pagina social del Comune.
7CAMERANOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Spiace vedere Camerano all’ultimo posto, ma tant’è, nonostante qui abbia sede la nostra testata. All’inizio del suo mandato il sindaco Oriano Mercante, contattato telefonicamente dal giornale per approfondire un tema, rispose che lui per telefono non rilasciava dichiarazioni, e che avrebbe risposto con i comunicati stampa. Sono passati sette mesi ma di comunicati a firma del Sindaco non ne abbiamo mai ricevuti. Nulla è cambiato, tra l’altro, rispetto all’Amministrazione precedente. Alla ns. redazione manca tantissimo l’assessore Costantino Renato, puntualissimo e molto professionale nei comunicati alle testate giornalistiche.

 

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