Camerano – Abuso della professione di intermediazione immobiliare

Affittava stanze e appartamenti senza avere i titoli necessari

Camerano – “Casa mia, casa mia…” è il titolo di un film interpretato da Renato Pozzetto. Il protagonista svolge attività di intermediazione immobiliare senza averne titolo.

Dalla fiction alla realtà. Questa, nei fatti, è la situazione in cui si è venuta a trovare la Polizia municipale di Camerano che, dopo accurate indagini, ha scoperto un “signore” che trattava affitti di appartamenti e di stanze senza avere le necessarie autorizzazioni allo svolgimento dell’attività.

Per vendere o affittare case occorrono precise autorizzazioni ed esami da superare
Per vendere o affittare case occorrono precise autorizzazioni ed esami da superare

Per non farsi scoprire l’uomo, di Camerano, aveva previsto tutto. O quasi. La sua formula di affitto prevedeva canoni mensili comprensivi di ogni spesa: utenze domestiche, condominio, spazzatura… Compresa la cauzione iniziale.

Attento alle esigenze dei suoi clienti, e disponibile a soddisfare ogni loro richiesta, gli appartamenti e le stanze che affittava abusivamente prevedevano la speciale garanzia: “soddisfatti o rimborsati”. La massima garanzia sull’assoluta qualità degli arredi e degli accessori; ovviamente, massima riservatezza e tutti i risparmi derivanti dall’occultare la normale prassi di intermediazione.

La Polizia municipale di Camerano esegue controlli sugli immobili
La Polizia municipale di Camerano esegue controlli sugli immobili

Prendere contatto con l’intermediario abusivo non era poi così difficile.

I clienti – a nostro avviso colpevoli tanto quanto il cameranese in questione – contattavano l’intermediario per lo più attraverso un’apposita piattaforma web o tramite il passaparola.

La Polizia municipale, dopo aver effettuato i dovuti accertamenti, ha emesso nei confronti del falso immobiliarista una sanzione pecuniaria pari a 5 mila euro e l’intimazione alla sospensione dell’attività illecita. Per il resto, bocche cucite sull’identità della persona e sul numero di stanze e appartamenti trattati.

Il fenomeno degli intermediari senza titolo ad esercitare con tutta probabilità è più diffuso di quanto si possa immaginare.

Sulla materia, infatti, la Polizia locale annuncia la pianificazione di una serie di controlli ed indagini su vari fronti. Come dice il proverbio: “uomo avvisato, mezzo salvato”

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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