Aggiornamento dati Covid-19 nelle Marche al 5 aprile

Comprensivo dei dati di Ancona, Camerano, Castelfidardo, Loreto, Osimo, Numana, Sirolo

Camerano, 5 aprile 2020 – Continua, purtroppo, l’aggiornamento settimanale sui dati freddi e sterili della situazione prodotta nelle Marche e nei Comuni che informiamo dall’emergenza Coronavirus. Dati che, per il momento, non subiscono variazioni di tendenza nelle Provincie, mentre nei Comuni del bacino del Conero, Ancona e Osimo a parte, restano più o meno stabili. Segno che il rispetto delle normative, se attuato con serietà e consapevolezza, alla fine darà i suoi frutti.

Nei Comuni che informiamo:

A Camerano la situazione è stazionaria: 17 le persone in quarantena e 4 quelle positive. Dato trasmesso dal sindaco Annalisa Del Bello e aggiornato al 1 aprile. In questi giorni continua la distribuzione delle mascherine (gratuite), una per famiglia.

A Castelfidardo le persone in quarantena sono 30, mentre i positivi 15.

A Loreto, l’aggiornamento è del 4 aprile. Sono 22 i loretani in isolamento preventivo; 16 risultano positivi al contagio e 6 di questi sono ricoverati in ospedale. Ma c’è anche una bella notizia: un loretano precedentemente ricoverato in ospedale è stato dimesso e ha fatto rientro a casa.

Ad Osimo aumentano i contagi. L’aggiornamento è di ieri, comunicato dal sindaco Pugnaloni. I positivi toccano quota 37, mentre sono 250 le persone in isolamento preventivo. Alla casa di riposo Grimani Buttari è stato creato un reparto dedicato ai diversi casi risultati positivi, per la salvaguardia della salute degli altri ospiti, degli operatori sanitari e dei familiari. Il sindaco, a nome di tutta la città, ha ringrazio il Presidente, il Cda, il Segretario generale, il Direttore sanitario, Medici, Infermieri e tutto il Corpo dipendente per il prezioso e professionale lavoro che stanno fornendo in questa fase d’emergenza cosi delicata per la casa di riposo.

A Numana la situazione è sotto controllo: 8 persone in quarantena precauzionale e 1 positivo. Qui, se i cittadini continuano seriamente a restare a casa rispettando le regole, i miglioramenti si potranno vedere a breve.

Quasi identica la realtà di Sirolo, che registra 2 positivi non ricoverati in ospedale e 8 persone in isolamento domiciliare. Dei due positivi, solo uno è stato sottoposto al tampone.

Marche

A livello regionale i numeri salgono di parecchio. I dati trasmessi oggi dal Gores dicono che i casi risultati positivi al Covid-19 nelle Marche ammontano a 4.464, cosi suddivisi per provincia:

Ancona, 1.356; Pesaro Urbino,1.853; Macerata, 614; Fermo, 308; Ascoli Piceno, 253; extra regione, 98.

Il totale dei positivi ricoverati è pari a 1.138; I guariti sono 287. I positivi in isolamento domiciliare sono 2.440. I deceduti nelle Marche risultano essere 599 (398 uomini e 201 donne), così ripartiti per provincia:

Pesaro Urbino, 343; Ancona, 121; Macerata, 74; Fermo, 48; Ascoli Piceno, 7. A questi decessi in regione si aggiungono quelli di 6 persone provenienti da fuori delle Marche.

I casi e i contatti in isolamento domiciliare sono, in totale, 7.054; di cui 926 sono Operatori sanitari, così ripartiti per provincia;

  • Ancona: asintomatici 1.237, sintomatici 721, tot. 1.958. Di cui 256 Operatori sanitari.
  • Pesaro Urbino: asintomatici 1.931, sintomatici 1.127, tot. 3.058. Di cui 405 Operatori sanitari.
  • Macerata: asintomatici 744, sintomatici 282, tot. 1.026. Di cui 116 Operatori sanitari.
  • Fermo: asintomatici 534, sintomatici 190, tot. 724. Di cui 130 Operatori sanitari.
  • Ascoli Piceno: asintomatici 216, sintomatici 72, tot. 288. Di cui 19 Operatori sanitari.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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