Aggiornamento dati Covid-19 nelle Marche al 29 aprile

Comprensivo dei dati di Ancona, Camerano, Castelfidardo, Loreto, Osimo, Numana e Sirolo che registra il primo zero alla voce ‘isolamento domiciliare’

Camerano, 29 aprile 2020 – Un aggiornamento sui dati dell’andamento della pandemia coronavirus che dice di un calo continuo e progressivo dei positivi e degli isolamenti domiciliari a Camerano, Castelfidardo, Loreto, Numana e Sirolo. Con quest’ultimo Comune che per primo raggiunge lo zero degli isolati al proprio domicilio. Una tendenza, quella dei Comuni che gravitano alle pendici del Monte Conero, che lascia ben sperare in vista delle riaperture previste il 4 maggio dalla Fase 2.

In controtendenza invece, Osimo, che registra una crescita sia della curva dei positivi sia delle quarantene precauzionali.

A livello regionale, i positivi salgono in totale a 6.210, mentre i ricoveri in ospedale dei positivi scendono di 200 unità attestandosi a quota 692 (erano 892 nel precedente aggiornamento). Quasi 2.000 i guariti mentre i marchigiani deceduti per il Covid-19 salgono a 899. L’andamento regionale, se da un lato registra meno ricoveri, evidenzia che i contagi e le quarantene precauzionali continuano a salire. L’economia marchigiana, in netta sofferenza come nelle altre regioni d’Italia, scalpita per ripartire il prima possibile a dispetto delle disposizioni governative. Una necessità sacrosanta che dovrà essere attuata con molto rigore e attenzione.

Camerano è in continua discesa la curva delle persone in quarantena, siamo arrivati a 3; venti giorni fa erano 15. Scende anche la curva dei positivi: sono 8 rispetto agli 11 dell’ultimo aggiornamento. Ieri, i dati del Gores hanno registrato il decesso di una cameranese 91enne ricoverata all’Inrca di Ancona. In questo Comune va ribadito il gran lavoro fatto da tutti gli addetti della Fondazione Ceci: ad oggi la casa di riposo continua a non registrare casi di positività o di anziani in quarantena, segno dell’ottima gestione dell’emergenza da parte del presidente Massimo Piergiacomi e del suo staff.

Castelfidardo (aggiornamento del 28 aprile), scende parecchio il numero delle persone in isolamento preventivo, sono 11 rispetto alle 42 di una settimana fa, un dato giustificato dall’aumento dei tamponi effettuati in quel periodo. Sempre rispetto ad una settimana fa (42), scendono a 33 i casi positivi. Fermo a 7 il numero dei decessi. Il sindaco Roberto Ascani: «I cittadini si stanno comportando in maniera responsabile. Abbiamo un calo significativo che tuttavia non deve indurre ad allentare le attenzioni ma anzi fornisce ulteriori stimoli nel continuare a seguire  disciplinatamente le disposizioni studiate per il contenimento del virus».

Loreto, dati aggiornati al 26 aprile: anche in questo Comune scende parecchio il numero dei loretani in isolamento preventivo: sono solo 2 (erano 36 al 18 aprile). A consolidare il trend, scendono a 30 anche i casi positivi (erano 39 all’ultimo aggiornamento); di questi, 3 sono ricoverati in ospedale.

Ad Osimo la curva non scende. I positivi salgono a 100 (erano 84), come salgono a 400 le persone in quarantena (erano 391). Sotto stretta osservazione gli ospiti della casa di riposo Grimani Buttari dove è stato creato un reparto apposito anti Covid-19.

Numana situazione stazionaria rispetto all’ultimo aggiornamento: 5 le persone in quarantena e 1 solo caso positivo. Il sindaco Gianluigi Tombolini fa i complimenti e ringrazia i cittadini “per la loro serietà e rispetto del prossimo nel mettere in pratica le regole imposte dall’emergenza. Stiamo lavorando per coinvolgere e motivare tutte le attività interessate alla prossima riapertura”.

Sirolo si registra il miglior dato in assoluto fra quelli suesposti: scendono da 4 a 3 i casi positivi mentre la casella delle persone in isolamento domiciliare segna uno 0 assoluto (erano 7 all’ultimo aggiornamento). Un plauso ai sirolesi, per loro il 4 maggio sarà una bella data se avranno la costanza di resistere ancora qualche giorno.

Marche

(Dati Gores Regione Marche; aggiornamento al 29 aprile; fra parentesi i dati del precedente del 18 aprile).

Nelle Marche il totale dei test con tampone effettuati al 29 aprile è pari a 55.905 (39.909) compresi i test ripetuti sulla stessa persona)

Positivi

Salgono ancora i positivi nelle Marche, 6.210 ad oggi (5.721), così distribuiti nelle varie provincie:

Ancona, 1.805 (1702); Pesaro Urbino, 2.490 (2.293); Macerata, 1.010 (906); Fermo, 431 (381); Ascoli Piceno, 281 (271); extra regione, 193 (168)

Continua il trend in discesa del totale dei positivi ricoverati, 692 (892) così ripartiti:

in terapia intensiva, 52 (88); in aree di semi-intensiva, 134 (202); in reparti non intensivi, 284 (368); in degenze post critiche, 222 (234).

Crescono, nelle Marche, i positivi in isolamento domiciliare, 2.655 (2.280)

Totale dimessi/guariti, 1.964 (1.754) 

decessi

Sale a 899 il totale dei deceduti (795); 551 i maschi (496), 348 le femmine (299); così ripartiti per domicilio:

  • Pesaro Urbino, 484 (432)
  • Ancona, 192 (171)
  • Macerata, 140 (113)
  • Fermo, 63 (61)
  • Ascoli Piceno, 12 (11)

extra regione 8 (7) (residenti in altre regioni); (pregresse patologie 94,6 % (94,2); età media 80,3 (79,9)

Salgono i casi e i contatti in isolamento domiciliare 8.079 (7.779) come da tabella:

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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