Aggiornamento dati Covid-19 nelle Marche al 10 aprile

Comprensivo dei dati di Ancona, Camerano, Castelfidardo, Loreto, Osimo, Numana, Sirolo

Camerano, 10 aprile 2020 – Aggiornamento settimanale sui dati della situazione prodotta nelle Marche, e nei Comuni che informiamo, dall’emergenza Coronavirus. L’andamento, a livello regionale, non è affatto confortante dal momento che quasi tutti i numeri non accennano a diminuire.

La ventilata possibilità di una imminente ripartenza a livello nazionale di alcune aziende produttive, la cosiddetta fase 2, qui nelle Marche sarà da considerare con profonda attenzione. Mentre i marchigiani, visti i dati di oggi, dovranno mettere in preventivo di stare a casa ancora qualche settimana. I facili entusiasmi di chi molla la presa potrebbero produrre danni inimmaginabili. Basta una sola persona incosciente a vanificare i sacrifici fatti dalle famiglie nell’ultimo mese e mezzo.

Camerano diminuiscono di due unità i casi delle persone in quarantena, sono 15 rispetto ai 17 dell’ultimo aggiornamento (1 aprile), mentre salgono a 11 i positivi (erano 4). Dati trasmessi ieri dal sindaco Annalisa Del Bello attraverso un video sulla pagina social del Comune dove ha approfittato per fare gli auguri di Buona Pasqua ai suoi concittadini. Nell’occasione, la prima cittadina ha comunicato che sono stati distribuiti un centinaio di buoni spesa per un totale di circa 26mila euro, sul totale di 37mila euro erogati a Camerano dal Governo centrale.

Castelfidardo, aggiornamento del 10 aprile: diminuiscono le persone in quarantena, passando da 30 a 25; mentre salgono a 23 i positivi, l’aggiornamento precedente ne contava 15.

Loreto, dati aggiornati all’8 aprile: salgono a 29 i loretani in isolamento preventivo (erano 22), così come salgono quelli positivi al contagio, sono 28 rispetto ai 16 del precedente rilevamento; di questi, 5 sono ricoverati in ospedale.

Il sindaco fa sapere che oggi, Venerdì Santo, si sarebbe dovuta svolgere la 43ª edizione della Sacra Rappresentazione de La Morte del Giusto (celebrata ininterrottamente dal 1978), e che la sua cancellazione debba essere considerata come un rinvio. Nel frattempo, per gli interessati, questa sera alle ore 20:30, sarà trasmessa una passata edizione ai link: https://www.facebook.com/lamortedelgiusto/?ref=bookmarks, e sul sito http://www.lamortedelgiusto.it/

Ad Osimo aumentano i contagi a quota 42 (erano 37). L’aggiornamento è del 6 aprile, mentre le persone in isolamento preventivo salgono a 300 (erano 250). “È un fatto incontrovertibile – scrive Maria Grazia Mariani (FdI) – il focolaio all’ospedale di Osimo denunciato dal sindaco: pazienti e personale sanitario sono risultati positivi al Covid 19”.

Numana la situazione è stazionaria, 8 persone in quarantena precauzionale e 1 positivo. Il fatto che i dati non subiscano variazioni rispetto alla scorsa settimana è già di per sé un ottimo risultato.

Quasi identica la realtà di Sirolo, che registra sempre 2 positivi non ricoverati in ospedale e 8 persone in isolamento domiciliare. In merito a queste ultime, va specificato che tre di esse nei giorni scorsi sono guarite e dunque uscite dall’isolamento e che, purtroppo, sono state rimpiazzate da altri tre nuovi casi sottoposti a controllo continuo.

Marche

A livello regionale i numeri salgono ancora, con solo Ascoli Piceno che registra un lieve calo. I dati trasmessi oggi dal Gores dicono che i casi risultati positivi al Covid-19 nelle Marche ammontano a 5.084 (erano 4.464), cosi suddivisi per provincia, il dato fra parentesi si riferisce alla situazione di una settimana fa:

Ancona, 1.501 (1.356); Pesaro Urbino, 2.093 (1.853); Macerata, 776 (614); Fermo, 343 (308); Ascoli Piceno, 237 (253); extra regione, 134 (98).

Cala leggermente anche il totale dei positivi ricoverati: 1.052 (1.138); mentre sale di parecchio il numero dei guariti/dimessi 1.086 (287). I positivi in isolamento domiciliare calano a 2.264 (2.440). I deceduti nelle Marche risultano essere 682 (599), 447 uomini (398) e 235 donne (201), così ripartiti per provincia:

Pesaro Urbino, 383 (343); Ancona, 143 (121); Macerata, 89 (74); Fermo, 52 (48); Ascoli Piceno, 9 (7). A questi decessi in regione si aggiungono quelli di 6 persone provenienti da fuori delle Marche.

casi e i contatti in isolamento domiciliare sono, in totale, 8.144 (7.054); di cui 1.135 (926) sono Operatori sanitari. La ripartizione per provincia:

  • Ancona: asintomatici 1.253 (1.237), sintomatici 883 (721), tot. 2.136 (1.958). Di cui 323 (256) Operatori sanitari.
  • Pesaro Urbino: asintomatici 2.109 (1.931), sintomatici 1.825 (1.127), tot. 3.934 (3.058). Di cui 521 (405) Operatori sanitari.
  • Macerata: asintomatici 767 (744), sintomatici 280 (282), tot. 1.047 (1.026). Di cui 133 (116) Operatori sanitari.
  • Fermo: asintomatici 450 (534), sintomatici 201 (190), tot. 651 (724). Di cui 131 (130) Operatori sanitari.
  • Ascoli Piceno: asintomatici 257 (216), sintomatici 119 (72), tot. 376 (288). Di cui 27 (19) Operatori sanitari.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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