Aggiornamento dati Covid-19 al 1 dicembre 2020

Andamento nazionale, nelle Marche e nei Comuni di Loreto, Castelfidardo, Osimo, Camerano, Sirolo, Numana. Il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, continua a non comunicare i dati riferiti alla città

La pandemia nel mondo (fonte World Health Organization)

Camerano, 1 dicembre 2020 – Mentre nel mondo i casi di Covid-19 registrati hanno superato i 63 milioni, con 1 milione e 470mila decessi, in Europa sono stati superati i 400mila morti.

La situazione in Italia è riassunta nell’immagine che segue. I dati, a cura del Ministero della Salute, sono aggiornati al 30 novembre e sono in parallelo con il nostro ultimo aggiornamento risalente al 16 novembre scorso. Un modo per capire l’evoluzione della pandemia.

Nelle Marche, i dati che seguono sono dati aggiornati a ieri a cura della Sanità regionale, i nuovi contagi sulle 24 ore sono 337 su 2.349 tamponi effettuati; così suddivisi nelle cinque province:

  • Pesaro e Urbino 93
  • Ancona 51
  • Macerata 26
  • Fermo 6
  • Ascoli Piceno 151

Dall’inizio della pandemia nelle Marche si sono registrati 1.276 decessi collegati al Covid-19, così distribuiti nelle province (nel computo totale 10 persone decedute non avevano residenza in regione):

  • Pesaro-Urbino 565
  • Ancona 284
  • Macerata 221
  • Fermo 98
  • Ascoli Piceno 98

Nella provincia di Ancona, nei sette Comuni informati da Corriere del Conero, la tabella che segue indica chiaramente come il mese di novembre abbia registrato un notevole aumento sia dei positivi che delle quarantene. I dati, tutti trasmessi dai Sindaci dei singoli Comuni, mettono a confronto l’andamento nell’arco degli ultimi tre aggiornamenti pubblicati dal giornale: fine ottobre, metà e fine novembre.

 

Il sindaco di Castelfidardo, Roberto Ascani, non ha reso noto il numero delle quarantene attuali, mentre quello di Camerano, Annalisa Del Bello, ha specificato  che il ritardo nella comunicazione dei dati potrebbe far aumentare la stima delle quarantene. In ultimo, il sindaco di Loreto, Moreno Pieroni, ha reso noto che nell’ultima settimana 30 persone sono guarite dal Covid-19.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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