Adesione totale dei dipendenti Carrefour allo sciopero di ieri

Ancora in corso le trattative fra proprietà e sindacati. Rabini (FdI): “Indecente il comportamento della proprietà”

Camerano, 12 marzo 2021 – In merito alla vertenza Carrefour le segreterie regionali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil fanno sapere che sono ancora in corso le trattative con il gruppo Carrefour per la cessazione dell’attività del punto vendita di Camerano che ieri, giocoforza, ha chiuso i battenti per l’adesione allo sciopero di tutto il personale dipendente.

Qui e sotto due momenti del presidio di ieri tenuto dai dipendenti Carrefour davanti al palazzo della Regione Marche

«Sul tavolo – spiegano le tre sigle sindacali – c’è l’impegno ad attivare la Cigs, gli incentivi che accompagnino l’uscita dei lavoratori che vorranno aderire, le condizioni dei trasferimenti, la ricerca fattiva di un eventuale compratore e il coinvolgimento della proprietà per il riutilizzo dello stabile in attività analoghe».

A spingere forte sull’acceleratore delle polemiche, in merito alla questione, c’è il consigliere provinciale di Ancona e comunale di Camerano, Lorenzo Rabini (FdI,) che definisce: «Indecente l’atteggiamento di Carrefour dopo la sparata del 1 marzo sulla chiusura al 31 marzo. E questo perché i quasi 100 addetti hanno anche loro combattuto una battaglia durissima nell’ultimo anno contro il nemico Covid. Lo hanno fatto dimostrando grande professionalità in circostanze di grande rischio, a contatto sempre con la gente e rischiando ogni minuto il contagio».

Va ricordato, a supporto di quanto esternato da Rabini, che la scorsa estate durante la cerimonia delle benemerenze a Camerano, anche Carrefour e tutti i suoi dipendenti – al pari di tutti gli altri esercenti e negozi di alimentari – è stata premiata per l’abnegazione dimostrata al servizio delle comunità limitrofe.

«Va considerato, inoltre – continua Rabini con chiaro riferimento a Carrefour – che proprio nei periodi difficili di pandemia gli affari, dal punto di vista prettamente economico e finanziario, non risultano essere stati così scarsi, tutt’altro. Pur riconoscendo alla proprietà la libertà di voler percorrere strade diverse, non credo che questo sia stato il modo migliore di salutare una stagione commerciale che dura dal 2003, mettendo intere famiglie in estrema difficoltà senza neanche dargli modo di capire cosa fare».

L’ipermercato Carrefour di Camerano 

Il consigliere provinciale e comunale di Fratelli d’Italia, chiama in causa sindacati e Regione: «Sarà importante il ruolo che in questa vicenda assumeranno le Istituzioni e le Organizzazioni sindacali. Il lavoro che potranno svolgere sarà fondamentale per far uscire in maniera dignitosa tutti i dipendenti da questa brutta storia. Sono convinto, ad esempio, che l’assessore al Lavoro della Regione Marche, Stefano Aguzzi, saprà essere un punto di riferimento fondamentale per le trattative in corso».

Il cameranese Lorenzo Rabini (Fratelli d’Italia), consigliere provinciale di Ancona e comunale a Camerano  

Nel ricordare quanto sia particolare e strategico il sito logistico su cui insiste l’ipermercato Carrefour: «accanto alla Metropolitana di superficie, al casello autostradale, al prossimo Ospedale di Rete Ancona sud, ad altri grandi Gruppi quali Ikea, Decathlon, Amazon, così strategico e punto di raccordo tra la Riviera del Conero e la città capoluogo di Regione», Rabini si augura: «che tutte le persone e le famiglie dei dipendenti coinvolti, possano trovare un rilancio. Così come mi auguro che altri gruppi della grande distribuzione possano avere interesse per quella struttura. Penso anche ai dipendenti e ai negozi del Grotte Center: senza Carrefour anche per loro non sarà così facile».

Negli anni, in veste di amministratore provinciale e locale, Rabini ha vissuto le tante vicissitudini legate proprio a quel luogo: «quelle del Mercatone Zeta, della Despar… So quanta fatica ci vorrà per ricostruire, quanta fatica ci vorrà per rimettere in sesto le famiglie, quanta fatica occorrerà per trovare accordi, compratori, per ritrovare lavoro e per riacquistare serenità. Ora ognuno faccia la sua parte, sarà sempre migliore della parte che sta facendo adesso Carrefour».

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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