Acquisto di nuovi dispositivi di protezione per la Polizia Locale

La spesa, pari a 7.200,00 euro, coperta dai proventi delle multe

Camerano, 16 novembre 2018 – Nell’intento di migliorare la sicurezza della Polizia Locale, è stato predisposto l’acquisto di alcuni strumenti operativi per l’autotutela degli agenti. Strumenti enumerati in base alle situazioni e alle esigenze riscontrate negli ultimi anni durante i servizi di pattugliamento o di pubblica sicurezza, durante i quali sono emersi rischi e pericoli che necessitano di dispositivi di protezione specifici.

Nel dettaglio, si procederà all’acquisto di bastoni distanziatori, nuovi spray antiaggressione ed un cuscino per il trattamento sanitario obbligatorio. Apparecchiature finalizzate a gestire situazioni in cui ci siano persone in stato psico-fisico alterato, che potrebbero mettere a repentaglio la propria e l’altrui incolumità, come già successo in passato.

Tali strumenti non sono considerati armi perché non destinati all’offesa, sono a tutti gli effetti strumenti a tutela e difesa del lavoro degli agenti e verranno utilizzati solo ed esclusivamente per tenere a distanza possibili aggressori, o per difendersi da reazioni improvvise a distanza ravvicinata.

Oltre a questi, gli agenti si doteranno di giubbotti di protezione balistica- antitaglio, realizzati in materiale idoneo alla protezione da aggressioni con armi da fuoco, da taglio e da punta, e guanti di protezione antitaglio/antiperforazione idonei alla protezione delle mani da aggressioni di tipo meccanico con tagli, perforazioni, abrasioni e lacerazioni.

L’acquisto del nuovo materiale non graverà sui cittadini. I denari necessari, 7.200,00 euro, arrivano dai proventi delle sanzioni amministrative. Vale a dire dalle multe.

 

redazionale


Un commento alla notizia “Acquisto di nuovi dispositivi di protezione per la Polizia Locale”:

  1. Ste b says:

    Anche se i.soldi.provengono dalle multe, la spesa.grava comunque sui cittadini, perché rimangono soldi pubblici…
    Ma che discorsi fate???

Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo