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Aggiornamento del Piano Cimiteriale e trend dei decessi

L’assessore Renato: “Possibilità di avere in concessione una delle cinque aree ancora a disposizione per le tombe di famiglia”

Camerano, 28 gennaio 2021 – Dopo 13 anni è in fase di aggiornamento il Piano Cimiteriale del Comune di Camerano, ossia il Piano che regola l’evoluzione della domanda di sepoltura mediante la previsione di necessità future.

Il Piano, in particolare, valuta il numero e le tipologie dei posti salma, eventuali ampliamenti e ridefinizioni delle aree e l’adeguamento delle stesse in base alla normativa vigente. «Una giusta programmazione favorisce un’offerta di posti salma commisurata all’effettiva richiesta – spiega Costantino Renato, assessore con delega al Cimitero – con l’obiettivo di evitare situazioni emergenziali e disservizi vari oltre che ad inutili e costosi ampliamenti di tutta l’area».

Cimitero di Camerano

Per una corretta analisi volta a definire un trend, un primo step è stato quello di analizzare i decessi e le tipologie di sepoltura, si legge nella nota diffusa dall’assessore, dove è emersa una dipartita tendenzialmente in aumento nel periodo 2006-2020 rispetto al periodo 1993-2005, con un’incidenza media sul totale della popolazione che è passata dallo 0,96% (62,9 unità medie anno) al 1,01% (73 unità anno). In particolare, negli anni 2013, 2017 e 2018 si sono verificati maggiori decessi che hanno inciso rispettivamente del 1,12% (82 unità), 1,19% (86 unità) e 1,12% (81 unità), per poi diminuire nel 2019 con un’incidenza dello 0,85% (61 unità), e aumentare nuovamente nel 2020 per l’1,06% (76 unità).

Dall’analisi, inoltre, emerge che le 1.090 morti nel periodo 2006-2020 sono state per il 53,9% di persone di sesso femminile con un bilancio demografico che vede le nascite con un saldo negativo rispetto ai decessi.

Camerano – L’assessore Costantino Renato

In base ai posti attualmente occupati, sono stati inoltre analizzati i dati relativi alle modalità di sepoltura e alla loro durata che risultano essere come segue: l’1,3% ha optato per le inumazioni in campo comune (durata 10 anni), il 60,5% per le tumulazioni in colombari (durata 40 anni), il 32,6% per le sepolture nelle tombe di famiglia (durata 99 anni), lo 0,6% mediante celletta ossario (durata 40 anni), mentre il 5% ha scelto la celletta funeraria dopo la cremazione (durata 40 anni).
Per i prossimi otto anni sono previste 359 concessioni in scadenza, di cui 182 (51%) solamente nel 2021 per il quale il 47% avrà un rinnovo di concessione, per il 14% si provvederà alla cremazione, per il 6% all’inumazione e per il 5% alla tumulazione in tombe private o fuori Comune.

È stato calcolato che nel prossimo decennio il fabbisogno stimato potrebbe essere di circa 870 posti che in gran parte verranno garantiti attraverso la costruzione di un nuovo colombario, in parte con le concessioni scadute e non rinnovate o con i loculi non ancora assegnati.

«Sarà inoltre creata un’apposita area di inumazione – conclude la nota dell’assessore Renato – e offerta la possibilità di avere in concessione una delle cinque aree ancora a disposizione per le tombe di famiglia. È prevista, infine, la realizzazione di un cinerario comune e un parco delle rimembranze».

 

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