Ginnetti: «Dehors tutto l’anno per aiutare bar e ristoranti»

Progetto Osimo Futura ripresenta la proposta avanzata in campagna elettorale per dare un sostegno alle attività economiche penalizzate dal Dpcm

Osimo, 29 ottobre 2020 – In questo momento difficile che molte attività economiche osimane stanno vivendo a seguito del nuovo Dpcm, specialmente gestori di bar, ristoranti, pasticcerie, Progetto Osimo Futura riporta all’attenzione dell’Amministrazione comunale la proposta dei dehors presentata in campagna elettorale.

Osimo – Achille Ginnetti, consigliere comunale di Progetto Osimo Futura

«Per il rilancio del centro storico e del commercio – ricorda Achille Ginnetti, consigliere comunale di Progetto Osimo Futura – avevamo proposto l’installazione annuale dei dehors, concedendo il suolo pubblico gratuito per i primi 35 mq e secondo criteri estetici e architettonici indicati dall’Ufficio Tecnico del Comune».

Allo stato attuale, data la chiusura anticipata alle 18, se la proposta venisse accettata e messa in pratica, bar e ristoranti potrebbero accogliere un maggior numero di clienti negli orari di apertura.

«Nonostante queste restrizioni – conclude Ginnetti – ripresentiamo la nostra proposta affinché una volta ripresa la normalità si possano dare reale sostegno e prospettive per il futuro a quelle categorie ora fortemente penalizzate».

Anche il Gruppo consiliare Liste Civiche entra nel merito dei dehors con una nota che, fra l’altro, recita: «Pieno sostegno e solidarietà a tutti gli esercenti di attività pubbliche che oltre a vedersi ridotto l’orario di apertura corrono il rischio di vedersi dimezzare la clientela per mancanza di spazi, se non si riesce ad usufruire anche in inverno degli spazi esterni che oggi utilizzano, essendo l’ unico paracadute per salvare un po i loro fatturati. Pertanto, se per alcuni gli spazi per far spostare il mercato ambulante in piazza si è trovato, bisogna trovarlo anche per tutti gli altri. Un piano sui dehors c’è e, nel rispetto dell’arredo urbano, deve essere attuato per tutti!»

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

© riproduzione riservata


link dell'articolo