Marcelli di Numana: dal 3 giugno riprende il mercato stagionale estivo

Obbligo delle mascherine nell’area, ai trasgressori multa di 50 euro

Numana, 2 giugno 2020 – Superando il divieto di assembramento di persone in luoghi pubblici e all’aperto, il Comune di Numana ha deciso la riapertura del mercato stagionale estivo a Marcelli a partire dal 3 giugno, emanando l’ordinanza n. 20 del 1 giugno che ne disciplina il funzionamento e la fruibilità.

Foto di repertorio esplicativa di un mercato quando il Coronavirus non si era ancora manifestato

Di seguito le modalità rispetto alle limitazioni Covid-19:

A – le operazioni di spunta sono sospese fino a nuovo provvedimento, pertanto, nella fase attuale, partecipano al mercato i soli commercianti ambulanti assegnatari di posteggio;

B – vengono eliminati tutti i posteggi non utilizzati e non utilizzabili e ricollocati e ridistribuiti i banchi con concessione di posteggio;

C – vengono effettuati spostamenti relativi ad alcuni banchi per permettere la divisione, all’interno dello stesso mercato, tra settore Alimentare e Non Alimentare.

D – obbligo di utilizzo delle mascherine nell’area di mercato. La violazione del presente precetto comporta l’irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria di € 50,00 in misura fissa;

E – l’obbligo, per gli operatori, di un unico fronte di vendita;

F – gli operatori commerciali sono tenuti al rigoroso rispetto di tutte le prescrizioni contenute nella Delibera di Giunta della Regione Marche n. 565/2020.

Fuori discussione il fatto che clienti e persone che fruiranno del mercato dovranno utilizzare il buon senso per non creare problemi all’interno dell’area destinata al mercato.

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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