Jesi – Campagna promozionale del vino marchigiano nel Mondo

A disposizione di Imt un plafond di 2,2 milioni di euro per far conoscere Verdicchio, Rosso Conero, Lacrima, Bianchello & c. in Usa, Cina, Canada, Giappone, Russia e Svizzera,

Jesi – Sono sei i Paesi obiettivo dei vini marchigiani secondo il programma 2018 messo in campo dall’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) attraverso la Misura comunitaria Ocm vino Promozione Paesi terzi.

Il progetto regionale al via da ieri, a cui partecipano settanta aziende socie Imt (il doppio dello scorso anno), potrà contare su un investimento di oltre 2,2 milioni di euro, cifra compartecipata al 50% da fondi Ue. Usa, Cina, Canada, Giappone, Russia e Svizzera sono i Paesi extra-Ue su cui si concentrerà la promozione di Verdicchio dei Castelli di Jesi e quello di Matelica, Rosso Conero, Bianchello del Metauro, Lacrima di Morro d’Alba e delle altre denominazioni (sono 15 in tutto) dell’area di competenza del maxi-consorzio marchigiano, attraverso azioni mirate a seconda dei target e concentrate su attività di informazione, pubblicità, studi, incontri con il trade e partecipazione a fiere di settore.

La parte del leone la faranno come di consueto gli Stati Uniti – primo importatore di vino marchigiano nell’extra-Ue – con il 38% del budget previsto; a seguire azioni importanti per mercati altrettanto rilevanti, come Canada (27% del plafond), Giappone (9%), Svizzera (5,2%) o per le piazze emergenti di Cina (15,4%) e Russia (5,5%).

Alberto Mazzoni

Per il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini, Alberto Mazzoni: «Prowein di Dusseldorf e Vinitaly di Verona, previsti tra marzo e aprile, saranno i primi due banchi di prova che affronteremo a livello regionale assieme ai partner del Consorzio vini piceni. Un modo per fare squadra non solo tra aziende afferenti a una sola compagine associativa ma attraverso un unico grande brand del vigneto Marche».

Un aspetto significativo se si considera che proprio quest’anno si celebrano le nozze d’oro dei due principali prodotti regionali: il Verdicchio dei Castelli di Jesi e il Rosso Piceno.

L’istituto 

Nato nel 1999 dalla volontà di 19 soci lungimiranti con 7 denominazioni tutelate, oggi l’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) rappresenta 465 aziende associate per 15 denominazioni di origine, di cui 4 Docg. IMT (www.imtdoc.it) è una realtà unica in Italia nel suo genere, che oggi esprime la maggior parte dell’export delle Marche e il 45% della superficie vitata regionale (oltre ottomila ettari tra le province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo). Prodotto trainante, il Verdicchio, nel 2017 – per il quarto anno consecutivo – è risultato il bianco fermo più premiato dalle guide italiane.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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