L’azienda Angeli di Varano apre negozio in Via Giovanni XXIII

Unico punto vendita di vino e prodotti biologici commercializzati dall’enologo e agronomo Matteo Chiucconi

Camerano, 6 dicembre 2020 – Dall’agosto di quest’anno, in Via Giovanni XXIII n. 65 a Camerano, ha visto la luce una nuova attività commerciale che propone ai clienti vino in bottiglia e non solo. Poteva essere diversamente nella patria del Rosso Conero?

Camerano – Matteo Chiucconi

Titolare dell’esercizio è l’enologo e agronomo Matteo Chiucconi fondatore dell’azienda Angeli di Varano. Un nome e un’attività conosciutissimi da queste parti, anche se fino allo scorso agosto i Chiucconi a portare avanti l’azienda erano due: Matteo e il fratello Lorenzo. Da agosto il binomio si è diviso: Lorenzo si è dedicato alla gestione del Bed & Breakfast di famiglia e alla vendita di vino con un marchio diverso, mentre Matteo ha tenuto la vigna, i campi e la cantina aprendo il negozio in Via Giovanni XXIII a Camerano, unico punto vendita dei suoi prodotti aziendali a marchio Angeli di Varano.

La storia di Matteo Chiucconi è di quelle che val la pena raccontare, perché è un esempio per le giovani generazioni: dice che nulla nasce per caso, che specialmente nell’enologia non ci si improvvisa e occorre studiare e fare esperienza; dice che nell’impegno lavorativo e nella gestione di un’azienda oltre a tutto ciò serve anche un briciolo di coraggio, intraprendenza e visione.

L’enologo e agronomo Matteo, dopo anni di studio e specializzazioni prima in Toscana e poi all’estero nelle rinomate cantine vinicole di Napa Valley in California e in Australia, nel 2010 torna a casa e decide di fondare l’azienda Angeli di Varano. Appassionato del suo lavoro e del territorio in cui vive fa tesoro delle esperienze acquisite all’estero e con perseveranza, fatica e inventiva valorizza i suoi campi e i frutti che producono.

L’azienda si sviluppa su 5 ettari di terreno che insistono nella frazione Angeli di Varano. I filari di Merlot, Montepulciano e Sirah s’intrecciano a oliveti secolari e a un vasto campo di lavanda che esplode in una rigogliosa fioritura tra fine giugno e luglio. L’idea di un punto vendita che sia accogliente e particolare, nasce proprio con l’auspicio di trasmettere ai clienti le produzioni dell’azienda, i suoi vini e i suoi prodotti biologici, il carattere, la professionalità e l’attenzione delle cose fatte con il cuore.

Nel negozio dell’azienda di Matteo in Via Giovanni XXIII 65, è possibile acquistare bag in box da 3/5 litri di vino bianco,rosato, rosso. Vini in bottiglia con nomi già affermati sul mercato come il Fuorilegge (Marche bianco igt), il Pinkonero (Marche rosato igt), il Primo di tre (Rosso Conero Doc); ma pure Albanuda (vino spumante Brut Rosè); grappa di Rosso Conero; pasta in vari formati di grano duro integrale e di grano Senatore Cappelli; olio extravergine di oliva; miele di melata e millefiori; caramelle al ripieno di miele, propoli ed eucalipto; prodotti cosmetici naturali al 100% con estratto di olio essenziale di lavanda (saponi, bagnoschiuma, creme viso e mani, shampoo); cioccolatini artigianali creati con materie prime made in Angeli di Varano (olio essenziale di lavanda, ganache olio extravergine, vino rosso e grappa).

Il negozio, unico punto vendita dove poter acquistare i prodotti dell’azienda, è aperto tutto l’anno e nel mese di dicembre tutti i giorni – dal lunedì alla domenica – con orario 9.30 – 12.30/16.30 – 20. Effettua consegne a domicilio e fa spedizioni in tutto il mondo. Nel periodo estivo organizza degustazioni in vigna e nel campo di lavanda.

Contatti: tel. 371 417 21 53; mail: info@angelidivarano.it

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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